Pianigiani a Milano subito o nel 2018? Ne va anche del futuro di Gentile

14.06.2017 13:46 di Alessandro Palermo  articolo letto 12035 volte
che lanciò Gentile in azzurro
che lanciò Gentile in azzurro

Dove sarà l'anno prossimo Alessandro Gentile? Bella domanda, alla quale sinceramente nessuno sa rispondere, probabilmente neanche lo stesso Alessandro, così come il suo procuratore Riccardo Sbezzi. Una cosa è certa, il giocatore parlerà con l'Olimpia Milano perché c'è ancora in ballo un contratto fino l'estate 2018. Ci sarà un confronto tra lui, la dirigenza e l'allenatore. Quale? Questa è una domanda già più semplice, salvo cataclismi dovrebbe essere Simone Pianigiani, impegnato in finale del campionato israeliano con il suo Hapoel Gerusalemme. Al 90% sarà lui il nuovo coach di Milano e non ci sono hashtag che tengano (#noPianigiani, scelto dai tifosi biancorossi per contestare l'operazione di Livio Proli). Anche se, va detto, non c'è ancora nulla di sicuro. Per questo abbiamo detto 90% e non 100%, anzi il novanta è già una percentuale molto alta, figlia comunque del ricco triennale proposto da Milano all'ex allenatore senese.

La certezza non la possiamo avere perché l'Hapoel, specialmente in caso di vittoria del campionato, potrebbe puntare i piedi e tenersi stretto il coach italiano, che è legato contrattualmente con la formazione di Gerusalemme fino al 2018. Ovviamente l'EA7 dovrà sborsare dei soldi per averlo ma l'Hapoel potrebbe rifiuatare anche il buyout oppure, peggio, alzare la richiesta economica. A quel punto, Milano potrebbe cambiare idea molto in fretta. Il nodo legato al nuovo allenatore di Milano è fondamentale per parlare del futuro di Gentile. Perché mettiamo caso che Pianigiani arrivi davvero all'Olimpia, a quel punto la dirigenza meneghina metterebbe sul tavolo subito la "grana" Gentile, mettendo il coach davanti ad una scelta: tenersi o non tenersi Gentile?

Una domanda, un'altra, alla quale non possiamo rispondere noi per Pianigiani ma che - andando semplicemente ad intuito - potremmo decifrare. Pianigiani se lo terrebbe Gentile? Eccome, secondo noi. I due si conoscono e si rispettano, senza dimenticare che fu lo stesso Pianigiani a far "sbocciare" il fenomeno Gentile nella Nazionale italiana, lasciandogli anche quel ruolo di leader che ha poi ricoperto giovanissimo in una società come l'Olimpia, prestigiosa quanto "pericolosa" per qualsiasi giocatore.

Morale della favola: ad oggi non abbiamo certezze, nessuno le ha. Ma, nel caso in cui Pianigiani dovesse davvero arrivare a Milano (e occhio a darlo troppo per scontato), Gentile potrebbe tornare a vestire Armani, per la gioia di tutti quei tifosi che si sono pentiti di averlo criticato e contestato.

Torniamo a parlare dell'aspetto contrattuale di Pianigiani, legato - lo ribadiamo - fino al 2018 con il club israeliano. Se l'Olimpia non dovesse riuscire a liberarlo, non sarebbe da escludere un clamoroso diètro frónt: Jasmin Repesa ancora sulla panchina dell'EA7. Un'eventualità che può sembrare assurda, specie dopo lo storico flop di questa stagione, ma che potrebbe concretizzarsi qualora Milano non riuscisse a strappare Pianigiani da Gerusalemme. A quel punto la trattativa Pianigiani non salterebbe, l'accordo tra le due parti sarebbe già stato trovato sulla base di un triennale (come riportato da Gazzetta) ma in mezzo c'è il terzo incomodo Hapoel, da non sottovalutare. Dunque, ecco che il nuovo ciclo milanese potrebbe partire con un anno di ritardo, nel 2018, quando scadranno due contratti: quello di Pianigiani all'Hapoel e quello di Repesa con Armani. Anche perché, fino a prova contraria, il coach di origine croata non è stato ancora ufficialmente licenziato. Quindi, o si va per la separazione congiunta, oppure Repesa resterebbe sul libro paga della società 27 volte campione d'Italia (come accadde con Luca Banchi). Per questo continuare ancora un anno così, rinviando il tutto alla stagione 2018-'19, non sarebbe poi così male per i vertici societari.

Sarebbe un'eventualità che farebbe molto "rumore" ma che Milano ha valutato e sta valutando. In conclusione: Pianigiani all'EA7 sì, sicuramente, ma il suo ritorno in Italia potrebbe avvenire anche con un anno di ritardo.​


​ALESSANDRO PALERMO