Lega A - Ramagli e i lavori in corso della sua Virtus Bologna

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 229 volte
Fonte: via bolognabasket.it
Lega A - Ramagli e i lavori in corso della sua Virtus Bologna

Alessandro Ramagli, coach della Segafredo Bologna, parte dall'assenza di Alessandro Gentile ("è pesante, perchè ci sottolinea quella pur preventivata di Aradori. E poi anche lo stop di Pajola non aiuta. Però guardiamo avanti, senza alibi") per fare il punto della situazione in una lunga conversazione con Luca Muleo di Stadio.

L’atteggiamento. La seconda e la terza settimana di lavoro sono quelle in cui si spinge di più, e nessuno si è tirato indietro. Anzi, addirittura potevamo risparmiarci, nessuno ha pensato di farlo, nemmeno chi ha l’esperienza di autogestirsi. Questa sofferenza ci darà grandi risultati.

L'entusiasmo. Intanto penso che l’entusiasmo ce lo siamo meritato. Abbiamo sputato l’anima un anno fa, ci fa molto piacere, nessuno ci ha regalato niente.

La pressione. La squadra percepisce carica positiva, sente il calore della gente, vede le scale piene per fare gli abbonamenti, legge i numeri sul giornale. Nessuno però ha mal di testa.

Lafayette e Slaughter. Sanno come si sta in un gruppo di questo tipo, si sono subito sintonizzati sui metodi di lavoro. Le parole sono belle, ma poi c’è il lavoro e ognuno ha le sue abitudini. Loro si sono immediatamente assuefatti alle metodologie, mi fa capire come tante volte nella loro carriera si siano saputi adattare a stimoli diversi.

Aradori in Nazionale. Un giocatore che ha capito il suo ruolo. Sa di avere licenze, e poi responsabilità difensive senza le quali non garantiva le prime. Quello che veniva chiesto lo ha fatto suo, aggiungendo il giusto approccio emotivo. E in Virtus. Intanto un po’ di riposo. Quindi di essere un giocatore totale per la squadra. Un conto è avere 15′ in Nazionale, altro un minutaggio in un contesto dove hai qualche cartuccia in più e quindi serve una copertura totale del gioco.

La pazienza. Io ce l’ho all’inizio, durante e alla fine. Sono cose che fanno parte della pre-stagione. Abbiamo un deficit numerico, bisogna stringere i denti, evitando di spremere troppo chi c’è. Anche se l’equilibrio a volte non basta. A Parma per esempio non volevo creare situazioni a rischio infortunio, in realtà si è fatto male Pajola su un cambio di direzione repentino. Comunque niente alibi o recriminazioni.

Mercato. Io sono in campo, posso dare consulenze, fare valutazioni, ma gli aspetti strategici spettano alla società. Quel profilo lo conosciamo. Con l’infortunio di Gentile non è stato possibile sperimentare le cose che volevamo provare, si sa che siamo attenti sul mercato. Ma tempi e modi non li so. Se si liberasse domattina? Io lo prenderei, però non so se ci siano le condizioni perchè accada. La nostra posizione è stata chiara, gli inciampi non ci hanno permesso di fare quello che volevamo, e sarà così ancora per qualche giorno. Spero che Alessandro Gentile dalla prossima settimana sia con la squadra, nel frattempo a Caserta cercheremo altri passi avanti.