Lega A - Ramagli "Ci girano i co... ma Vitali è stato bravo a metterla dentro"

12.11.2017 23:40 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 2059 volte
Fonte: valentina calzoni per bolognabasket.it
Lega A - Ramagli "Ci girano i co... ma Vitali è stato bravo a metterla dentro"

Ecco le dichiarazioni di Alessandro Ramagli, allenatore della Virtus Bologna arrivato in sala stampa circa mezz’ora dopo la fine della partita contro la Germani Brescia: "Direi che cominciano a diventare un po’ troppe. Tre perse in fila, magari con modalità diverse, però dobbiamo mettere le mani nelle situazioni che nei momenti caldi ci fanno perdere lucidità, smettiamo di giocare insieme, e questo ci costa partite. Dobbiamo cambiare rotta, perché ci disconnettiamo e facciamo errori banali. E poi il dio del basket non è mai benevolo, il canestro di Vitali è stato difficilissimo, però quando ti meriti di prendere uno schiaffo lo schiaffo lo prendi. Era una partita molto difficile, ci voleva la costanza nella lucidità, avevamo preso in mano la partita con l’impatto difensivo nel terzo quarto. Però negli ultimi 5 minuti dovevamo fare giocate intelligenti, e invece ci siamo disconnessi facendo errori che ci sono costate la partita. Quando questa cosa si verifica tre volte bisogna metterci le mani, in modo anche drastico. Non è possibile giocare con tutti e farsi scappare dalle mani le partite, perché gli altri fanno giocate di squadra e tu no. La squadra produce pallacanestro di squadra, poi ci sono momenti in cui questo si interrompe. Non è un difetto strutturale, credo sia un registro mentale che deve essere cambiato.
Drastico? Bisogna cambiare le modalità in cui gestiamo certi momenti della gara. E’ una cosa mentale. Eravamo partiti male, abbiamo abbassato il sedere, difeso e ripreso la partita. Serviva però un livello di equilibrio cestistico che però a noi manca, e l’abbiamo pagato. Mi sembra che mentalmente quando c’è bisogno di dare l’ultimo pugno facciamo fatica a darlo, e abbiamo lo spettro della partita che si riapre. Viene un po’ fuori la “malattia”, che magari non c’è. Abbiamo tutti gli strumenti per avere un livello di equilibrio che di solito esprimiamo per 30-35’ minuti. Poi gli ultimi 5’ sono un’altra partita. Però non tutto è allenabile, perché nelle mini-partite in allenamento non c’è lo stesso pathos. Un finale come quello di stasera o di Milano non è riproducibile in allenamento.
C’è molto da fare a livello mentale, e va fatto in partita. La pallacanestro è uno sport di situazione e noi dobbiamo migliorare in determinate situazioni.
Confronto con la squadra? Ci siamo parlati, ci girano i coglioni, a me e alla squadra. Tu glielo dici e loro ti dicono quel che pensano. E’ normale che sia così, è umano. E abbiamo condiviso la nostra chiave di lettura, che è questa: in certi momenti ci disconnettiamo. Queste cose si risolvono più parlandone.
Il calendario non ha aiutato? Sì, magari se affronti squadre più abbordabili il problema non salta fuori. Ma io sono più contento così, è meglio che sia venuto fuori ora. E se oggi raccontasi del calendario difficile vi prenderei per il culo, e io non prendo per il culo nessuno. Meglio si sia presentato ora, e adesso dobbiamo trovare la medicina.
I tecnici? Hanno diverse matrici, ci sono stati quelli flopping. Io ho visto una partita maschia, non nervosa.
L’ultimo tiro: sapevamo che loro avrebbero cambiato, volevamo un blocco cieco per Slaughter per dargli una ricezione in area, oppure una ricezione a Lafayette in punta. Aradori doveva tagliare per portare via un difensore. Ma non è venuta benissimo e alla fine ci siamo trovati con la palla in mano al giocatore sbagliato nella posizione sbagliata. In campo ci sono anche gli altri. Anche la rimessa di Brescia è stata bella, ma il tiro di Vitali è stata impiccato contro Slaughter, bravo lui a metterla dentro."