Lega A - Olimpia Milano parla Pianigiani "Siamo indietro, ma l'atteggiamento è giusto"

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 753 volte
Fonte: olimpia milano

Simone Pianigiani ha parlato ai media dopo la vittoria 89-88 sul Khimki. “E’ stato un test molto positivo. Ci serviva confrontarci con una squadra di EuroLeague con questa tipo di taglia fisica. Siamo carichi di lavoro ed eravamo stanchi alla fine: noi come loro non avevamo preparato la partita ma queste squadre trovano sempre il modo di supetare le difficoltà. E’ stato quindi un test buono, era importante mostrare un atteggiamento positivo in campo dopo aver lavorato tanto e bene a Bormio. Era importante vedere se i ragazzi sapessero come trovare buoni tiri o come gestire la pressione sulle guardie del Khimki, vedere le connessioni tra esterni e lunghi. Avevamo pochi lunghi, solo Tarczewski tra i 5, mentre a Jefferson ho dovuto chiedere anche un po’ di più perché ha un grado di condizione diversa ma era lo stesso importante che sentisse aria di EuroLeague. Mi è piaciuto che i ragazzi abbiano voluto difendere bene per vincere sul possesso finale quando avevamo un fallo da spendere ma non abbiamo voluto spenderlo. In attacco ad un certo punto abbiamo fermato la palla, palleggiando sul posto per 10 secondi: quando fai cosi con squadre di EuroLeague sbatti contro il muro ma volevo che succedesse, domani avremo un bel video da analizzare”.

Cosa è piaciuto e cosa è piaciuto meno – “Mi è piaciuto che anche in una serata in cui ci tenevamo molto a fare bella figura singolarmente abbiamo giocato di squadra, ci siamo passati la palla. Tutti partecipativi e coinvolti. Siamo drammaticamente nuovi e senza tanti giocatori. Siamo indietro ma l’atteggiamento è positivo. Mi è piaciuto meno che anche stasera si sia prodotto molto più degli altri e poi abbiamo dato un calcio al secchio come diceva Asa Nikolic con errori banali”.

L’accoglienza –  “Anche prima di venire a Milano ho sempre trovato gente che mi diceva vieni da noi. Abbiamo tanti tifosi, dappertutto perché l’Olimpia è così, e ho sempre toccato con mano questo tipo di manifestazioni, poi è normale che non tutti siano d’accordo, ma sono in un posto dove si premiamo lavoro ed etica. Io penso a lavorare. Quando lo fai questo è il concetto che passa alla gente. Ci aspetta una stagione da 80 partite e ci saranno momenti difficili ma la cultura sportiva serve a percepire se la squadra si sbatte o meno. Questo mi interessa e questo voglio”.

La Supercoppa –  “Siamo l’Olimpia e dobbiamo provare a vincere a prescindere dal fatto che non siamo pronti. Però io non sono qui per vincere una partita ma per sviluppare un progetto, come ho sempre cercato di fare in passato. Qui c’è un progetto vero e serio e questo credo sia da sottolineare. Persino stasera abbiamo visto e sentito cosa ha fatto la società in questi anni per avere pubblico. Questo è importante. Noi faremo un’EuroLeague da 30 partite che inciderà sul campionato. Ma quello che cerco è sentire che il progetto cresce nel tempo. Poi è chiaro che l’ideale è crescere vincendo”.

Il roster troppo lungo? – “Abbiamo abbondanza di esterni ma non siamo tanti sui lunghi o meglio non così tanti per allenarsi e giocare, allenarsi e giocare, come vogliamo fare. E non dimentichiamo che le regole sono diverse tra campionato ed EuroLeague quindi per fare un esempio so bene che a Cusin non posso chiedere di andare al massacro ogni tre giorni. So anche che in Europa a Jefferson devo chiedere di fare piu il 4 e meno il 5. Ma è inevitabile che le squadre oggi siano fatte così, con roster lunghi. Poi io come allenatore ho sempre preferito avere tanti giocatori buoni e poi gestire le situazioni”.