Lega A - Finisce al Collegio del CONI la revoca degli scudetti della Mens Sana

26.01.2017 11:00 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 160 volte
Fonte: Andrea Frullanti - Agenzia Impress
Lega A - Finisce al Collegio del CONI la revoca degli scudetti della Mens Sana

Entra nel vivo l’iter per il ricorso di Polisportiva e Mens Sana Basket 1871 al Collegio di Garanzia dello sport del Coni, un organo – per così dire – più garantista rispetto al tribunale federale Fip che aveva emesso la sentenza di cancellazione dall’albo d’oro senese di 5 titoli conquistati tra il 2012 e il 2013.

Polisportiva e Mens Sana Basket 1871 hanno incaricato ufficialmente i legali Bruno Tassone e Daniela Nardo che adesso prepareranno una memoria difensiva per dimostrare come l’illecito finanziario, su cui ha indagato in ambito in ambito penale la Procura della Repubblica di Siena, non abbia portato necessariamente alla frode sportiva contestata dalla Federazione.

(...) Il 20 gennaio, venerdì scorso, l’ex presidente e gm della vecchia Mens Sana Basket Ferdinando Minucci ha anticipato tutti depositando il suo ricorso al Coni contro la sentenza emessa dalla corte Fip che per lui prevedeva la radiazione. In ambito penale, invece, Minucci è accusato di associazione a delinquere nell’ormai nota inchiesta Time Out. Tornando alla giustizia sportiva sono stati i difensori Riccardo La Cognata, Francesca Montone e Gian Piero Biancolella a preparare un lungo documento in cui spiegano le ragioni per cui si dovrebbe «prosciogliere» Minucci «e revocare e/o annullare le sanzioni irrogate» dal Tribunale federale.

(...) Gli avvocati di Ferdinando Minucci contestano alla corte Fip di «ricalcare acriticamente l’avviso di conclusioni indagini della procura senese» e, avvalendosi del discrimine tra «finti costi» e «falsi crediti», dicono che «gli atti idonei ad assicurare un illecito vantaggio non sussistono», in termini di giustizia sportiva. Gli avvocati contestano anche un vizio di notifica: «La decisione del Tribunale Federale – si legge nel documento – avrebbe dovuto essere pronunciata e comunicata entro il 17 ottobre 2016. E invece è stata comunicata il 18 ottobre 2016, ossia 91 giorni dopo l’avvio del procedimento. La decisione impugnata, invece, è addirittura comunicata il 4 gennaio, ossia 70 giorni dopo la proposizione del reclamo, e comunque 61 giorni dopo la proposizione dell’ultimo reclamo. La Corte Federale sa bene che se avesse rispettato gli obblighi interpretativi imposti dalla norma, non avrebbe potuto sanzionare» Minucci, riporta il documento (...).

L'articolo integrale di Andrea Frullanti per Agenzia Impress si può consultare