Lega A - Cantù arriva con il fiato grosso, ma la tradizione con Avellino è favorevole

Su 35 precedenti in 17anni di A 28 vittorie per i lombardi. JaJauan Johnson pericolo numero uno
 di Massimo Roca  articolo letto 168 volte
Fonte: Il Mattino
Lega A - Cantù arriva con il fiato grosso, ma la tradizione con Avellino è favorevole

Ci sono solo due squadre con cui Avellino si è sempre confrontata nei suoi 17 anni di permanenza in serie A: Milano e Cantù. Sono loro le uniche due società che vantano una continuità maggiore degli irpini per militanza nel massimo campionato tra le attuali sedici formazioni: 39 le stagioni consecutive in A delle scarpette rosse e 20 quelle dei brianzoli. Cantù arriva al Pala Del Mauro con il fiato grosso dopo una stagione tribolata. Ci si aspettava di più dalla gestione del patron Gerasimenko. Mercato a rilento in estate, roster rimaneggiato più volte, sì esperto, ma forse troppo in là negli anni in tanti elementi (Acker, Callahan, Darden, Calathes). Alle magagne estive si è cercato di rimediare con i cambi in panchina: prima Kurtinaitis (2 vittorie e 7 sconfitte), poi Bolshakov (5 vittorie, di cui una proprio contro Avellino, e 6 sconfitte) ed infine Recalcati. Gli attuali 20 punti ed il +6 sull’ultima piazza (1-1 e +4 su Pesaro, 1-0 e +1 su Cremona dove è attesa il 23 aprile) pongono la MIA-Red October al riparo da sgradite sorprese. In realtà l’impatto di coach Recalcati aveva lasciato immaginare una riapertura del discorso play off. Tre successi consecutivi con Reggio Emilia, Caserta e Brindisi, poi la nuova involuzione: stop a Torino e l’ultimo doloroso nel derby casalingo con Varese. Le statistiche sono tutte ad appannaggio di Avellino. Solo negli assist (Cantù terza ed Avellino seconda), c’è confronto oltre che nei tiri liberi (solito neo dei padroni di casa). La discriminante tra vittorie e sconfitte dei lombardi, specie in trasferta, sta nel tiro da tre (42,8% nei successi e 31,6% nelle sconfitte) e nei rimbalzi. In trasferta Cantù ha vinto tre gare (Varese, Trento e Caserta) e perse nove. E’ la società che insieme a Milano ha operato più tesseramenti (15 sui 16 disponibili). Sono andati via, il lunghi Romeo Travis (a Strasburgo) e Gani Lawal (a Sassari), i play di scorta Kariniauskas (in Romania) e Laganà (ora a Brescia passando per Reggio Calabria), nonché il play americano Waters (oggi all’Olympiakos) arrivato per sostituire temporaneamente Zabian Dowdell. Proprio quest’ultimo, insieme al cecchino Pilepic ed all’esperto americano Darden, copre il perimetro nell’attuale quintetto base. In corsa sono arrivati Acker, Cournooh (da Pistoia), l’ala centro americana di passaporto greco Pat Calathes che sotto canestro affianca la stella della squadra JaJuan Johnson. E lui l’uomo di punta: 19 punti per gara (quarto marcatore), 46% nel tiro da tre (quarto), sesto rimbalzista (9,1 per gara) e secondo per valutazione in A (21,5). Ha sempre banchettato con Avellino: lo scorso marzo realizzò una doppia-doppia da 29 punti e 12 rimbalzi. Quest’anno, nel match di andata, ha fatto anche meglio: 35 punti (massimo personale stagionale) e 46 di valutazione (record stagionale in A e career high). Sono ben 35 i precedenti della storia infinita tra le due formazioni: 33 in campionato e 2 in Coppa Italia. Il bilancio è nettamente a favore dei brianzoli: 28-7. Su di esso incidono le 10 gare vinte consecutivamente dal 2002 al 2007. Al Pala Del Mauro si registrano 4 successi della Scandone contro i ben 12 di Cantù. Solo nella stagione 2007-08, Avellino si è aggiudicato entrambe le gare di campionato. In quella occasione anche il massimo scarto a favore (68-94 al Pianella nel match di andata).