Lega A - Avellino-Reggio: tiro e fattore campo

Le statistiche premiano entrambi gli attacchi. In difesa meglio la Sidigas. Cervi e Fesenko leader sotto canestro. Precedenti in campionato: conduce Reggio 13-12
12.05.2017 20:00 di Massimo Roca  articolo letto 518 volte
Fonte: Il Mattino
Lega A - Avellino-Reggio: tiro e fattore campo

Avellino e Reggio Emilia arrivano ai playoff dopo una seconda parte di stagione non al top. La Sidigas ha raccolto 16 punti nel girone di ritorno sui 38 complessivi ma ha confermato il terzo posto dello scorso anno. Stessi punti nel girone di ritorno anche per la Grissin Bon (34 quelli finali) ma che perde quattro posizioni rispetto alla passata stagione dopo un avvio fulminante (7 vittorie nelle prime 8). Meglio di entrambe nel girone di ritorno hanno fatto Trento, Milano, Sassari e Varese. Playoff è spesso sinonimo di fattore campo. Il Pala Del Mauro ed il Pala Bigi in questo si fanno rispettare. Avellino ha lo stesso rendimento interno di Venezia (12 vinte e 3 perse) inferiore solo a Milano (unica sconfitta interna con Trento). Reggio Emilia si è arresa una volta in più in casa: 11 vinte e 4 perse. Si confronteranno il terzo attacco, quello di Reggio (81,9 punti di media) contro il sesto (79,7). In termini di qualità offensiva (punti per ogni possesso), Reggio ed Avellino occupano le piazze d’onore alle spalle di Milano. Posizioni invertite (seconda Avellino e terza Reggio) in termini di valutazione media di squadra. La Sidigas eccelle negli assist. I 18 di media sono inferiori solo ai 19,2 di Milano e rappresentano il secondo dato di sempre per i biancoverdi in A, inferiore solo ai 18,8 della passata stagione. Al tiro indicazioni variegate. Andamento simile dalla media: Reggio è seconda nel tiro da due (53,6 %) ed Avellino la segue a ruota (52,4%). Dall’arco Avellino è seconda 39,3% contro il 34,9% dei biancorossi che vale appena il decimo posto. Entrambe chiedono molto al tiro dalla lunga distanza: il 42,4% dei tiri scoccati da Avellino (terza) ed il 40,5% di quelli di Reggio Emilia (quinta) è da oltre l’arco. Reggio Emilia è seconda per falli subiti e terza per falli commessi. Gli emiliani non brillano a rimbalzo (dodicesimi con 33,6 di media contro i 35,7 di Avellino, settima). Difensivamente la Sidigas si lascia preferire. Terza difesa quella biancoverde (76,2 punti subiti) e 12-esima quella reggiana (81,4 punti di media). Avellino è seconda anche per minor valutazione, per minor percentuale da due concessa e per minor numero di rimbalzi catturati dagli avversari. I top scorer sono Della Valle, Aradori (15,8 e 15,7 punti di media) e Ragland (17,6 punti e quinto assoluto anche per valutazione). I due sono tra quelli che ricorrono di più al tiro da tre in serie A: 166 tiri per entrambi. Cervi e Fesenko sono due dei migliori tiratori da due del campionato (primo e quarto rispettivamente). Cervi è secondo nelle stoppate. Fesenko è primo per falli subiti in serie A (5,9) ed è sesto per liberi tentati (ben 132 in 24 partite) ma che ha segnato con percentuali insufficienti (55,3%). Dalla linea della carità invece Della Valle (90,2%) ed Aradori (89%) hanno chiuso al secondo e terzo posto la regular season. Parlare di precedenti significa ritornare al passato prossimo: al 4-3 della semifinale playoff dello scorso anno. Il 97-54 di gara-4 rappresenta il record assoluto societario per Avellino in quanto a minor punti subiti. Lo scorso anno il bilancio fu di 5-5 considerando anche la Coppa Italia. Limitandoci ai soli confronti in campionato, i biancorossi conducono 13-12. Al Pala Bigi nove sconfitte e tre vittorie per la Scandone che viceversa blinda il fattore campo con un rotondo 9-4. Tre i confronti stagionali: in semifinale di Supercoppa il successo allo scadere. Fattore campo saltato nei due scontri in campionato. La vittoria della Sidigas al supplementare nell’ultimo match ha interrotto un lungo digiuno esterno. I precedenti successi in Emilia sono ultra datati. Nel 2005-06 fu una vittoria con lacrime nell’ultima giornata che decretò la momentanea retrocessione. L’anno successivo il bis risultò determinante nella salvezza proprio ai danni degli emiliani. Entrambe chiusero a 24 punti, ma con lo scontro diretto favorevole ai lupi.