Lega A - Amath M’Baye: "Sarò una presenza positiva"

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1105 volte
Lega A - Amath M’Baye: "Sarò una presenza positiva"

Dalle origini, tra Bordeaux e il Senegal, fino all’EuroLeague con l’Olimpia passando attraverso l’Oklahoma e il Giappone… Ecco la storia di Amath M’Baye raccontata da lui stesso.

Le origini – “In realtà sono cresciuto in due paesi, Francia e Senegal. I miei genitori giocavano ambedue a basket ma quando ero in Senegal ero concentrato su altre cose, andavo in spiaggia, facevo surf, cose come questa. A 16 anni ho capito che ero troppo alto per fare il surfista e allora ho pensato di fare qualcosa di diverso e il basket decisamente è stato ciò che mi ha attratto di più. Poi ho capito che potevo fare anche qualcosa di speciale, farne il mio futuro”

L’America – “E’ stata una scelta difficile perché tutti i miei amici sarebbero rimasti in Francia, diventando professionisti e guadagnando soldi mentre io ho voluto seguire un percorso differente. Mia madre voleva che mi istruissi, mi laureassi e farlo in Francia da professionista non sarebbe stato possibile. Così sono andato in America, sono sempre stato interessato da quel mondo. Ho voluto essere differente, scegliere il mio cammino”.

I draft NBA – “Mi è dispiaciuto non essere scelto ma alla fine quando ti dicono no, no, no puoi sempre continuare a lavorare e migliorare e diventare una persona di successo. Mi sento fortunato di essere dove sono, non lo dò per scontato. Io penso a lavorare e dimostrare a tutti che si sono sbagliati se mi hanno valutato negativamente”.

Il Giappone – “Il Giappone è stato speciale perché cercavo un posto dove potermi esprimere al meglio sul campo e non ero stato in grado di farlo nè in Francia né al college perché tutti gli allenatori mi hanno sempre posto qualche restrizione a quello che potevo fare. Sentivo di avere molto più da offrire. Il Giappone mi ha dato questa possibilità e anche quella di fare un’esperienza diversa. E’ stato decisivo”.

Brindisi – “Abbiamo avuto una stagione molto buona per tre quarti poi al momento di fare lo sprint per i playoffs qualcosa è mancato. Mi è dispiaciuto. Però è stata una buona stagione per me, considerando che ero al mio primo anno in Europa. Mi ha permesso di concoscere l’Italia e apprezzarla. Ci sono state cose buone e meno buone ma quelle buone sono state di più”.

Il quarto di Coppa Italia contro l’Olimpia – “Sì, brucia, penso ancora che il canestro di Macvan sia arrivato dopo il buzzer e che gli arbitri abbiano preso una decisione troppo rapida. Ma almeno ci siamo presi la rivincita a Brindisi in campionato. E’ stata una vittoria dolce e amara”.

Il ruolo – “Ho sempre pensato di essere un’ala piccola ma nell’ultimo anno ho visto quali mismatch posso creare da 4 ed essere più utile alla squadra. Forse attualmente sono più un 4 anche se il mio ruolo preferito resta il 3 e mi piace essere abbastanza versatile da fare tante cose diverse sul campo in base a quello che vuole l’allenatore”.

Milano – “Sono felice, nel mio anno di Brindisi ho visto cos’è Milano, conosco la tradizione e quanti grandi giocatori sono stati qui. Sono felice e voglio riportare qui quei trofei che spettano a Milano. Ma già essere qui è una grande soddisfazione”.

Cosa può dare alla squadra – “Soprattutto tanta energia. La gente vedendomi giocare pensa subito ai punti ma io voglio dare molto di più alla squadra, intensità difensiva, essere un buon compagno di squadra, uno cui non hai problemi a parlare, una presenza positiva”.

L’EuroLeague – E’ una delle leghe più forti al mondo, conosco tanti ragazzi che vi giocano da anni e voglio giocarci contro. Sono competitivo: questa per me è una sfida decisiva ma mi sento pronto ad affrontarla”.