Vitucci, ritorno da ex ad Avellino. "Se avessi avuto una squadra così..."

"Avellino deve godersi di più la propria squadra. Mi piace come è stata costruita. Il match di domenica per noi è un jolly. Difesa sì, ma non possiamo segnare 60 punti come a Brescia".
10.03.2018 10:00 di Massimo Roca  articolo letto 671 volte
Fonte: Il Mattino
Vitucci, ritorno da ex ad Avellino. "Se avessi avuto una squadra così..."

Il “sindaco” ritorna ad Avellino. Foti, ormai a fine mandato, può però stare tranquillo. Frank Vitucci e la sua Brindisi hanno un solo interesse: espugnare il PalaDelMauro. Il tecnico veneziano è ritornato nella mischia in corsa dopo il divorzio estivo, non senza polemiche, con Torino. Subentrato a Dell’Agnello sulla panchina di una Brindisi ultima in classifica (2 vinte su 10), sta ritrovando la rotta (4 vittorie in 10 partite) verso la salvezza tra un tourbillon di cambi nel roster.

Come arrivate al match contro Avellino?

“Chiudiamo un poker infernale: Venezia, Milano in casa, Brescia e domenica ad Avellino. E’ stato come scalare l’Everest d’inverno, ma è anche un poker di jolly. Bisognerebbe riuscirne a sfruttare uno. L’ultimo è quello di domenica. Ci proviamo. Siamo passati attraverso un secondo riassestamento. Via Lalanne (al Besiktas) e Oleka (sarà sostituito da un under 20 europeo per rispettare il numero dei 7 stranieri sotto contratto), abbiamo inserito prima Lydeka ed adesso Iannuzzi. Paradossalmente sarebbe stato utile giocare qualche partita in più in questa fase”.

Coach che squadra ha trovato a Brindisi?

“Una squadra ultima in classifica in grande depressione con un ambiente sfiduciato, ma anche un gruppo di ragazzi voglioso di rimettersi in carreggiata. In parte ci siamo riusciti. Ad Avellino sarà la mia undicesima gara con ben 7 trasferte. Scollinata questa parte di calendario l’intento sarà quello di raggiungere la salvezza il prima possibile senza arrivare all’ultima giornata. Quando sono arrivato la squadra aveva già subito delle modifiche. Moore aveva sostituito Barber e Randle aveva dato l’addio al basket. Il passaggio di Lalanne al Besiktas ci ha creato qualche problema. Oggi abbiamo esauriti sia i 16 tesseramenti che gli 8 visti per atleti extraeuropei”.

Avellino è in crisi fisica e psicologica, pensate seriamente al colpo?

La Sidigas è un’ottima squadra costruita per stare dov’è. Credo non ci sia alcun motivo di negatività intorno ad una squadra che si sta giocando tutte le gare. Il risultato che tutti si attendono può arrivare. A Cantù hanno perso una gara vinta. Il basket è fatto anche di episodi che determinano il risultato, ma il risultato non inficia il valore della squadra”. 

La Sidigas di quest’anno è una squadra che Vitucci avrebbe costruita allo stesso modo?

“Le scelte che sono state fatte negli ultimi due tre anni sono state spesso di qualità. Ci sono state delle pesche importanti. Magari avessi avuto una squadra così nella mia permanenza ad Avellino”.

Vitucci da sindaco ad oggetto di striscioni, Sacripanti forse da podestà ad oggetto di sberleffi. Anche Avellino ha il suo lato oscuro, perché?

“Il grande attaccamento di Avellino alla propria squadra può talvolta sfociare in qualche eccesso nelle reazioni. Pino è un allenatore esperto, la squadra sta viaggiando al vertice, il campionato non è finito. C’è una coppa ancora in ballo. Mi sembra abbastanza ingeneroso. Bisogna godersi questa squadra più che criticarla. Gli auguro che non si ripeta anche con lui la storia che mi ha visto protagonista. Lui corre meno rischi avendo una squadra che offre altre garanzie”.

Fesenko è un giocatore che può creare problemi. Spesso però le sue ottime prestazioni non coincidono con  successi di Avellino, tanto che il coach di Cantù, Sodini, ha addirittura affermato di aver preparato la gara considerando questo aspetto. Mi muoverete allo stesso modo?

“Noi non possiamo permetterci di battezzare nessuno perché non abbiamo il talento di Cantù, non abbiamo 90 punti nella mani. Siamo costretti a mettere in campo una gara in cui dobbiamo difendere al meglio su tutti e soprattutto dobbiamo attaccare meglio. Se, come a Brescia, segniamo 60 punti anche ad Avellino, è meglio restare a casa”.

In coda tutti indicano Pesaro come la maggiore indiziata. Il recente passato insegna che alla fine i marchigiani la spuntano sempre. Capo d’Orlando ha intanto cambiato volto. La classifica in coda si sta sgranando, come finirà?

“Sono tutti in piena lotta. Speriamo che si sgrani ancora di più. I prossimi scontri Pesaro-Capo d’Orlando e Brindisi-Pesaro ci diranno molto”.