«Scudetti con Siena indelebili, nessuno potrà revocarci le emozioni»

 di Alessandro Palermo  articolo letto 1684 volte
Fonte: La Nazione Siena
«Scudetti con Siena indelebili, nessuno potrà revocarci le emozioni»

Vi proponiamo una bella intervista a Luca Banchi, apparsa stamane nell'edizione odierna de "La Nazione Siena", a cura di Guido De Leo. L'allentore ex Mens Sana ha da poco firmato un contratto pluriennale con la FIAT Torino, tornando così ad allenare dopo due anni di stop. L'intervista si focalizza principalmente sul presente e, ovviamente, sul passato glorioso di Siena, alla quale coach Banchi è rimasto fortemente legato.

«La seguo sempre - afferma l'ex tecnico dell'Olimpia Milano, riferendosi proprio alla Mens Sana - anche se ovviamente dall'esterno. Le due stagioni di A2 sono state più che buone, considerando i presupposti e le difficoltà a livello di infortuni dell'ultima annata. Mi fa piacere che adesso nella società siano entrate nuove risorse economiche per programmare nel medio periodo qualcosa di prestigioso come Siena si merita. Serviranno tempo, forza e costanza ma sono sicuro che possa essere un punto di partenza importante per la Mens Sana».

In questi giorni Lega Basket e Federazione stanno parlando delle ipotesi di riforma dei campionati.
«Siamo nella fase delle schermaglie, con la Lega che ha fatto la sua proposta (una A con 20 squadre divise in due gironi con il blocco delle retrocessioni per due anni, ndr) anche perché le piazze storiche e dal grandissima blasone che sono in A2, come Siena, le bolognesi, Treviso, Trieste e tante altre fanno gola al massimo campionato. Sarà importante trovare una soluzione che porti una formula diversa per l'A2 visto che una sola promozione è penalizzante per tutti. Auspico che ci possa presto essere una doppia promozione e magari meno squadre nel secondo campionato nazionale».

Sicuramente coach nella sua visita al PalaEstra avrà pensato alle tante emozioni vissute sul quel parquet, come testimoniano gli scudetti ancora appesi sul tetto dell'impianto.
«Gli scudetti sono rimasti attaccati al soffitto come è giusto che sia. Hanno un immenso valore per tutti noi. Simbolico, emozionale, tecnico. In pratica indelebile. Al di là di quello che accadrà e di tutta la querelle che c'è già stata credo che le emozioni che abbiamo vissuto non possano essere revocate da nessuno».