Sandro Gamba "Il guaio del basket di oggi? nessuno studia più"

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 8094 volte
Sandro Gamba "Il guaio del basket di oggi? nessuno studia più"

L'Hall of Famer del 2006 Sandro Gamba il 3 giugno compie 85 ma a dispetto dell'età e del bastone continua ad essere un punto di riferimento importante della pallacanestro italiana, va sempre al forum, tiene lezioni all'università sul team building. Per festeggiarlo il Corriere della Sera ha mandato Roberto De Ponti, e come al solito le opinioni schiette e tranchant del coach di Nantes '83 (per tacere di tutti gli altri titoli conquistati) non sono mancate.

Cosa manca. "La voglia di mettersi lì a studiare, a confrontarsi con quelli più bravi di te. Ora è tutto più facile. Troppo facile. La pallacanestro italiana è cambiata quando sono arrivati gli allenatori americani a insegnare. All'epoca i Rubini, i Garbosi, i Tracuzzi avevano le loro fantasie, le loro intuizioni, ma l'organizzazione in allenamento è cominciata solo dopo un famoso clinic di 15 giorni tenuto da Lou Carnesecca. Guardi gli allenatori italiani di oggi, tutti bravini, sì, ma senza un vero punto di riferimento".

Nazionale: Nantes '83 vs Eurobasket 2017. "C'è una differenza sostanziale tra quella Nazionale e questa. La mia era una squadra. Quella di oggi è un buon gruppo; come sento dire. Nel basket non conta il gruppo. Il gruppo è quello che sta all'angolo della strada e aspetta di salire sul pullman per fare il giro della città. Il concetto di squadra è un'altra cosa. Mica conta essere amiconi, conta aiutarsi e collaborare in campo, essere aggressivi, coprire i punti deboli dei compagni, esaltare quelli forti".

Di Milano, Repesa e Gentile. "Scelte sbagliate, per esempio. Raduljica è un buon giocatore, ma non adatto al tipo di gioco che aveva in mente Milano. Se vuoi correre, allora ti serve un altro tipo di centro. A parte qualche eccezione, giocatori di scarsa personalità. E un allenatore che sembra pensare più a se stesso che alla squadra. Gentile, fisicamente e tecnicamente, è un talento assoluto. Il problema è che non ha i collegamenti cervello-muscoli perfettamente funzionanti".

Un'accusa molto dura. "Non è solo colpa sua. Se prendi un giocatore di 19 anni e gli dici che è il più bravo di tutti, che sarà il capitano, che la squadra sarà costruita attorno a lui, poi uno ci crede. Invece Gentile avrebbe dovuto crescere un po' alla volta. Penso che non sia un giocatore perso, spero di no. Ma se Milano ha preso una decisione così importante come cacciarlo, e io so quanto lui fosse benvisto da Giorgio Armani, significa che non ne potevano davvero più".

Cosa piace e cosa no del basket attuale. "Mi piacciono atletismo e fisicità. Una volta quando salivo sul tram ero il più alto, oggi quando prendo i mezzi pubblici vedo certe pertiche che non finiscono più. Non mi piacciono atletismo e fisicità. Perché spingono a trascurare l'essenza di questo sport, la tecnica e il gioco di squadra".