Lega A - Simone Pianigiani "Stagione lunga ma usurante fin da subito"

06.10.2018 08:44 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 725 volte
Lega A - Simone Pianigiani "Stagione lunga ma usurante fin da subito"

Vigilia di campionato di serie A, che prercede di pochi giorni anche l'esordio stagionale in EuroLeague per una stagione che si fa subito intensa alla prima palla a due, e che l’Olimpia Milano vuole vivere da assoluta protagonista. L'allenatore Simone Pianigiani ne parla nell'intervista concessa ad Andrea Barocci del Corriere dello Sport.

Serie A. Ci sono squadre costruite in modo diverso, tante fanno le coppe e devono fare i conti con gare ravvicinate e distribuzione di minutaggi; altre che possono preparare le partite e fare una pallacanestro più veloce, aggressiva, identitaria. Si giocherà molto di più rispetto ad una volta: dobbiamo aspettarci più alti e bassi da parte delle formazioni, più momenti di difficoltà nel corso della stagione: basta un qualche acciacco e si va in emergenza. Per questo bisogna fare l’abitudine anche a prendere parziali pesanti, perché sei costretto a cambiare i tuoi uomini. Nessun giocatore che fa le coppe può stare in campo 35’.

Serie A diminuita. Il nostro campionato rimane estremamente equilibrato e con più squadre che possono mettere in difficoltà chiunque. Altre nazioni hanno più club in Eurolega (Spagna e Grecia, ndr) e anche più ricchi; poi però dietro di loro c’è una differenza abissale. Inoltre da noi ci sono società che sono arrivare ai vertici da alcuni anni e fanno le coppe (Venezia, Trento ndr). E questo ha fatto in modo di attirare atleti che vogliono una vetrina internazionale.

Italiani do it better? L’ italiano oggi deve necessariamente sentirsi in concorrenza con gli altri, senza avere privilegi né discriminazioni. Questo vale anche per gli italiani che vanno all’estero. Non parlo solo di Datome e Melli, ma anche di Michele Vitali (ad Andorra, ndr). A me piace chi ha la faccia tosta. Ad esempio il nostro Della Valle ha una mentalità internazionale: è andato a studiare e giocare in America per conto suo. Quando uno ha il carattere per confrontarsi così sul campo, alla fine gioca.

Bravi e fisicamente super. Serve un cambiamento culturale giocando con questi ritmi. E chiaro che tutti vorrebbero vedere sempre sul parquet James, Micov, Nedovic. Ma non si possono evitare le rotazioni e non “individualizzare” il lavoro: ci sono atleti di oltre 30 anni e altri più giovani. Non si può fare un allenamento che valga per tutti. Nella NBA ogni tanto qualche squadra prende trenta punti perché fa riposare i suoi giocatori. Da noi bisogna capire che i Superuomini non ci sono, e accettare alcuni down. Adesso ci vuole molta più maturità nel leggere certi risultati e certe situazioni. Se anni fa in Coppa Italia avessi preso tanti punti di scarto, come ci è accaduto la passata stagione con Cantù, sarei stato incazzato come una iena. Perché invece non lo ero l’anno scorso? Eravamo tutti nuovi, ci stavamo giocando il proseguo in Eurolega. Insomma, quando non va non va.

Club rivelazione? Prima di qualche mese è difficile dirlo. Per il vertice, oltre a Venezia, c’è Bologna che è molto forte; Sassari ha una formazione importante, Trento viene da due finali consecutive. Si inserirà di sicuro qualcun altro. Soprattutto bisognerà vedere chi arriverà più pronto ai playoff dopo una stagione così logorante.