Lega A - Pancotto: «Logan l'uomo giusto per aiutare Avellino a pensare in grande»

"Più che ai singoli è all'intera squadra che va il mio plauso. Gli irpini attrezzati per un finale super"
 di Massimo Roca  articolo letto 607 volte
Fonte: Il Mattino
Lega A - Pancotto: «Logan l'uomo giusto per aiutare Avellino a pensare in grande»

Oggi spettatore, ieri protagonista su entrambe le panchine. Per Cesare Pancotto il match di sabato sera tra la Sidigas e la Vanoli Cremona sarà un inevitabile tuffo nel suo passato recente. Sono le ultime due squadre che l’architetto di Porto San Giorgio ha diretto nella sua lunghissima carriera. Venti campionati in massima serie, 9 squadre, in due occasioni ad Avellino: nel 2009/10 e nel 2012/13 a stagione iniziata. Poi il passaggio a Cremona: tre stagioni fantastiche dal 2013 al 2016 culminate nella conquista dei play off e la prima storica partecipazione alle Final Eight di Coppa Italia per la società lombarda che gli sono valse il titolo di allenatore dell’anno per il campionato 2015/16 (riconoscimento peraltro già ottenuto nel 2005/06 quando era alla guida della Snaidero Udine. Dalle stelle alle stalle in pochi mesi. A Cremona le scelte estive sul mercato americano non hanno riservato sorprese. La partenza poi di due colonne italiane come Vitali e Cusin ha fatto il resto. Per Pancotto due vittorie e nove sconfitte ed il doloroso divorzio con la panchina passata al suo assistente, l’avellinese Lepore. La ferita è ancora aperta ed il coach preferisce evitare di analizzare la difficile situazione dei lombardi. Su Avellino l’analisi si fa anche approfondita.

Come giudica la stagione della Sidigas?

“E’ una società che vuole crescere e che sta crescendo. I risultati stanno arrivando. Ora c’è quella continuità al vertice che prima mancava. Gli infortuni di Ragland, Cusin, Fesenko hanno ritardato la compiutezza di questa squadra, ma le qualità ci sono tutte”.

L’innesto di Logan non ha ancora sortito gli effetti sperati. Un caso?

“Purtroppo la somma delle qualità individuali non fa la qualità totale della squadra. Un’aggiunta, seppur di grandissimo livello, deve essere metabolizzata, capita. Sono convinto che Logan sia il giocatore giusto per migliorare il tipo di squadra costruita a settembre”.

Qual è il giocatore di Avellino che la intriga maggiormente?

“Potrei dire quei giocatori che da avversari mi hanno sempre sculacciato, Logan su tutti (ma il coach è grande estimatore di Green che non è mai riuscito ad avere in una delle sue squadre). In realtà, più che ai singoli, è a tutta la squadra che va il mio plauso. E’ stato costruito un roster giusto per il doppio impegno, equilibrato che vive il presente e guarda al futuro immediato. Fesenko e Cusin assicurano verticalità, peso e rollate a canestro. Ha l’atletismo sulle guardie ed ha la giusta versatilità nei playmaker”.

L’infortunio di Fesenko apre al mercato. Il reparto lunghi ha precise caratteristiche in cui abbondano esperienza e stazza. Manca un po’ di atletismo e forse anche in questo sta l’accoppiamento finora sfavorevole con Venezia…

“Ogni squadra nasce con una precisa identità. Cusin è un rimbalzista, uno stoppatore, un giocatore a tutto campo, un intimidatore, uno che sa “rollare” a canestro. Fesenko è un cestista di potenza ed in difesa è migliorato tanto. Leunen è il playmaker aggiunto. Laddove non arriva con l’atletismo, arriva con la sua sagacia tattica. Zerini porta agonismo, versatilità. Nei play off potrebbero anche non contare i centimetri ed i chili. Conta quello che serve in quel particolare momento e non mi meraviglierei di vedere insieme Thomas e Leunen come peraltro già è accaduto nelle situazioni di emergenza”.

Scenari play off: dove può arrivare Avellino?

“Quando pensi in grande non puoi preoccuparti dell’accoppiamento del primo turno.. E’ una squadra attrezzata per un finale di stagione ed un play off alla grande. C’è l’esperienza dell’ambiente e della società che si è consolidata a certi livelli. Il roster ha in tanti elementi ha le qualità e la maturità per arrivare fino in fondo. Ora Avellino deve solo dar far forza alla propria crescita”.

Come sta trascorrendo questo periodo di riposo forzato?

“Vivo il campionato intensamente sebbene da spettatore. Cerco di capire in che direzione sta andando il basket e come relazionarmi con questi cambiamenti”.

C’è molta carne sul fuoco in Lega e Fip. Stranieri, nuovo format del campionato, mentre dall’ultimo consiglio federale sono emerse importanti novità. Su tutte quella dell’innalzamento a 5000 posti della capienza minima per tutte le gare a partire dai play off della prossima stagione…

“Credo che siano tutte decisioni che hanno il loro peso in termini programmatici. Intravedo una prospettiva. Cinquemila posti, campionato a 18 squadre: sono meccanismi che devono incentivare le ambizioni di migliorarsi per tutto il sistema”.