Lega A - Olimpia Milano, Pianigiani vede processo di crescita e scudetto

04.06.2018 09:09 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 586 volte
Lega A - Olimpia Milano, Pianigiani vede processo di crescita e scudetto

"Vogliamo vincere, ma la crescita di un progetto passa da molti aspetti che vanno oltre il risultato. Questo non può essere l'unico metro di giudizio". Il preambolo di Simone Pianigiani nell'intervista che anticipa la finale scudetto della sua Olimpia Milano contro la Dolomiti Energia Trento è chiaro. Per La Gazzetta dello Sport Vincenzo Di Schiavi pone al coach dell'EA7 un bel numero di domande, di cui vi diamo una sintesi.

Primo anno a Milano. È stato un primo anno pieno di vicissitudini. Abbiamo un assetto nuovo da appena tre mesi, partito da un cambiamento in regia: prima c'era Theodore che ha caratteristiche precise, ora abbiamo lavorato su nuovi equilibri. Un processo ancora in divenire perché cambiare pelle non è un percorso banale. Siamo tornati in finale e questo ci fa piacere, il percorso fatto mi rende ancora più soddisfatto.

Theodore, scommessa persa? No. Perché ci ha dato tanto nella prima parte di stagione. Un'Eurolega da rookie a 11.6 punti di media, quando Goudelock si è infortunato è stato un punto di riferimento importante. Per esaltare le proprie caratteristiche deve avere ritmo nel gioco: ha avuto invece problemi fisici e poi ricadute. Contro Pesaro l'ultimo tentativo di riproporre il vecchio assetto, dopodiché non ho più avuto il tempo materiale per lavorare a un suo inserimento.

Il percorso. L'idea estiva erano Young e Jefferson che, con il loro atletismo, avrebbero dovuto proteggere il lavoro dei piccoli. La società è stata brava a scovare alternative progettuali e non a metterci una pezza. Così sono arrivati Gudaitis e Kuzminskas. Non c'è stato un vero punto di svolta, ma la serietà di un club che tiene la barra dritta senza scivolare nelle tempeste emotive e un gruppo di bravi ragazzi che ha alzato i propri standard nel lavoro quotidiano. La squadra è cresciuta nelle letture e nella presenza mentale sui 40 minuti e sul piano partita.

Il saldo di EuroLeague e Coppa Italia. In trasferta abbiamo vinto quanto il Panathinaikos, nessuno ci ha stritolato, ma ne abbiamo perse troppe allo stesso modo. Esperienza utile che ci ha fatto guadagnare rispetto. La Coppa Italia è stata uno schiaffo pesante che va contestualizzato: una gara secca non può mai essere indice di giudizio di un percorso. Sia quando perdi che quando vinci.

Ecco Trento. Squadra che ha un linguaggio comune chiaro, perfetto per i singoli: energia, atletismo e assalto all'arma bianca. Ha lo stesso assetto della passata stagione con cui ha ottenuto risultati impressionanti: solo 4 sconfitte nel girone di ritorno e 2 nei playoff. Noi, con stagioni da 80 partite, dobbiamo invece costruire una pallacanestro più articolata. Impossibile tenere sempre quel livello di energia.