Lega A - Franco Casalini commenta il periodo di crisi della Scandone Avellino

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 688 volte
Lega A - Franco Casalini commenta il periodo di crisi della Scandone Avellino

Mentre la Sidigas si prepara all'arrivo al PaladelMauro dell'Aris Salonicco per la giornata di regular season di Champions League, Massimo Roca per Il Mattino intervista uno degli spettatori privilegiati della sfida di campionato di domenica scorsa finita 95-96 per la Germani Brescia, che è così tornata sola al comando della classifica: Franco Casalini. L'ex coach dell'Olimpia Milano è la voce di Eurosport che ha seguito e commentato la partita.

Epilogo. «È stata una gara tra due eccellenze del nostro campionato. Avellino non è stata brava a chiuderla e come spesso accade in questi casi si può sforare nei supplementari. Gli episodi sono stati favorevoli a Brescia. Il canestro da tre di Vitali non è di molto diverso dalla tripla di Filloy a Milano».

Crisi Scandone?. «In una stagione così lunga e difficile con tante partite possono esserci questimomenti. Il livello della squadra resta comunque altissimo».

Fitipaldo. «Forse il giocatore aveva aspettative diverse. Magari in lui c'è una certa delusione. Deve reagire: qualche sprazzo lo ha fatto vedere. Deve avere maggiore continuità non fosse altro per dare un contributo diverso alla squadra. È evidente che se la situazione perdurasse potrebbe essere un problema».

Panchina. «Non si possono avere due Leunen, due Filloy. Necessario che chi esce dalla panchina possa dare il giusto cambio, ma anche qualche alternativa tattica».

Per finire, Fesenko. «Tutti i giocatori hanno i prò e i contro. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Fesenko in attacco è una presenza costante, una di quelle che fa la differenza nel nostro campionato sia per mole che per qualità. Se ha qualche carenza difensiva bisogna metterla in conto e cercare di arginarla. Nel nostro campionato ci sono stati fior di pivot con gli stessi limiti che hanno saputo essere decisivi e portare le proprie squadre al successo»