Lega A - Forray: 'Dopo i complimenti ora vogliamo lo scudetto'

05.06.2018 14:49 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 330 volte
Fonte: Apicella - Repubblica.it via legabasket
Lega A - Forray: 'Dopo i complimenti ora vogliamo lo scudetto'

Sempre presente. Sempre in campo. Da quando Trento è in serie A, stagione 2014-2015, Toto Forray non ha saltato una sola partita. Domani, in occasione di gara 1 della finale scudetto contro Milano (serie al meglio delle sette sfide), il play italo-argentino di Buenos Aires taglierà il traguardo delle 150 partite in massima serie con la Dolomiti. Forray, maglia numero 10 (''un omaggio a Maradona, per noi argentini non esiste altro mito''), è l'anima di una Trento che ritenta l'assalto al tricolore dopo la finale persa un anno fa con Venezia. Toto Forray, correva l'anno 2011 quando lei arrivava a Trento. "La squadra era in B, capii però subito che per organizzazione e serietà si trattava di un club destinato a crescere in fretta. Sono stato rapito dalla città, la qualità della vita è super. Impossibile non innamorarsi di un posto così".
In sette anni dalla serie B alla seconda finale consecutiva per il titolo.
"A chi mi chiede qual è il segreto rispondo che non ce n'è uno solo. Non è vero che solo perché rappresentiamo una città piccola non c'è pressione, quella c'è sempre quando fai questo lavoro. A nessuno piace perdere. Però qui puoi pensare solo a lavorare, c'è una società che ti mette nelle condizioni di farlo al meglio, che non ti mette in discussione se infili qualche sconfitta. C'è un progetto e viene portato avanti al di là di quelli che sono i risultati del momento". Quando ha capito che anche questa stagione sarebbe potuta diventare da ricordare?
"Non siamo partiti con il piede giusto, qualcosa non andava e i risultati non erano quelli che volevamo. Dicembre è stato un mese chiave, abbiamo recuperato terreno in campionato e superato il turno in Eurocup. E' stata la spinta per una seconda parte di stagione completamente diversa".
In cui Trento per tutti è diventata l'avversaria da evitare.
"Forse perché non molliamo mai, è la nostra caratteristica, provare ad andare oltre".
Lei quando scende sul parquet sembra andare in missione.
"E' il mio stile di gioco. So che magari mi manca un po' di talento in alcuni aspetti del gioco e quindi cerco di sopperire con la mia energia, cerco di trasmetterla al gruppo e so che in alcuni momenti può essere un fattore in più. Per lo scudetto sarei disposto a lasciare in campo un braccio".
Tutti dietro al capitano.
"Sono fierissimo di questi compagni, siamo davvero un bel gruppo. Non ci siamo accontentati dei complimenti di un anno fa. Sarebbe stato facile sedersi, invece non ci siamo accontentati e non siamo qui per caso".
Se ne sono accorte Avellino e poi Venezia a cui avete scucito lo scudetto.
"Quando arrivi ai playoff inizia un altro campionato e conta poco quello che hai fatto prima, il fattore campo diventa un dettaglio. Se vinci la prima partita sai che non hai fatto ancora nulla, se perdi sai che hai subito la possibilità di rifarti. Avere la capacità di resettare tutto, giocare ogni partita come fosse l'ultima, questo può aiutarci".
Anche in una serie con Milano sulla carta impossibile?
"Anche con loro, certamente. Sappiamo che sono forti, parliamo di una squadra che si permette il lusso di tenere fuori un giocatore come Kalnietis. Sappiamo che per vincere lo scudetto dobbiamo fare qualcosa di veramente grande, la prima cosa da fare è impattare bene la serie, poi si vedrà".
Qual è il pregio migliore che riconosce a coach Buscaglia?
"E' un allenatore che al di là di alcune regole ti lascia la libertà di esprimerti come meglio credi. Il suo è un gioco senza troppe restrizioni, alla lunga questo paga molto. Un difetto? Forse vive la partite in maniera fin troppo intensa, ma credo faccia parte del ruolo".