Lega A - Diener: "Playoff, possiamo farcela. L'altruismo la nostra arma segreta"

"L'anno ad Avellino buona esperienza, ancora oggi dispiaciuto per non aver vinto più partite"
 di Massimo Roca  articolo letto 357 volte
Fonte: Il Mattino
Lega A - Diener: "Playoff, possiamo farcela. L'altruismo la nostra arma segreta"

Sarà lui Drake Diener, l’ex del match di domenica prossima a Capo d’Orlando. Avellino l’ha assaggiata solo fugacemente sebbene nella stagione di massima esposizione mediatica. Era il campionato 2008-09, quello che coincise anche con la storica partecipazione all’Eurolega. La guardia di Fond du Lac aveva esordito nella stagione precedente in Italia proprio a Capo d’Orlando per poi passare alla Montepaschi Siena subito dopo le Final Eight di Bologna che videro il successo dell’Air. Nella parentesi irpina divise minuti e responsabilità sul perimetro insieme a Best, Porta, Daniele Cinciarini, Lisicki, Warren e Tamar Slay. Da allora sembra essere passata una vita. I suoi 35 anni e la convivenza con il morbo di Crohn non hanno intaccato la sua classe. A Capo d’Orlando, come altri grandi del basket italiano ed europeo, ha trovato l’ambiente giusto per allungare la sua carriera, ma ancora da protagonista. Le cifre sono dalla sua parte: 11,6 punti di media, high di 21 punti a Milano (7/11 da tre nella circostanza) e Torino. Esperienza, senso del dramma, istinto killer supportato dal solito tiro da tre (44,6%), Diener è l’uomo a cui si affida coach Di Carlo in una stagione che ha visto i siciliani a lungo sorpresa della stagione. Dopo la qualificazione alle Final Eight c’è da stringere i denti nelle ultime tre gare (Avellino e Pesaro in casa intervallate dallo scontro diretto a Brindisi) per poter portare a casa il meritato traguardo dei playoff.

Ultima fase in calo (quattro sconfitte consecutive), ma i playoff sono davvero dietro l’angolo. Ci credete?

“Certamente! Ci crediamo eccome. Siamo arrivati alla fase più decisiva del campionato. Abbiamo incontrato qualche difficoltà, ma siamo rimasti ottimisti e fiduciosi di potercela fare”. 

Nonostante partenze eccellenti ed infortuni siete sempre lì, qual è il vostro segreto?

“La chimica che si è subito creata all’interno del gruppo. Abbiamo giocatori che interpretano la pallacanestro nel modo corretto, cioè con altruismo”.

Grande stagione nel tiro da tre per te, sei soddisfatto del tuo campionato?

“Sono sempre soddisfatto quando la squadra per cui gioco ottiene risultati superiori alle aspettative iniziali.  È proprio quello che è successo quest’anno”.

Qual è il contributo che cerca di dare ai tuoi compagni in termini di esperienza? Cosa le chiede coach Di Carlo?

“Provo a dare attitudine vincente ed etica di lavoro. Cerco di infonderla a tutti e spero che gli altri la seguano”.

I suoi problemi di salute sono sempre stati uno stimolo a fare meglio. Adesso come si sente?

“Mi sento bene.  Ho avuto qualche problema l'anno scorso, l’unica volta negli ultimi 10 anni.  Sotto questo aspetto mi sento anche mi sento anche fortunato”.

Qualche idea per il tuo futuro? Ci sarà ancora Capo d’Orlando? Pensa già al dopo basket giocato? Che farà?

“Non so ancora cosa farò.  Sto bene a Capo, ma vedremo più in là”.

Domenica che gara si aspetta?

“Molto, molto difficile.  Avellino ha una squadra completa ed ha un roster profondo”.

Qual è il giocatore della Sidigas che apprezza di più?

“Sicuramente Marques Green, mio ex compagno a Sassari”.

Come pensate di fermare Avellino?

“Avellino ha tanti giocatori forti nell’uno contro uno, noi dovremo opporre solidità in difesa”.

Ad Avellino è stato una sola stagione: fu la tua seconda ed ultima apparizione in Eurolega, che ricordi le restano di quell’esperienza?

“L'anno ad Avellino è stata una buona esperienza. Sono ancora oggi dispiaciuto per non aver vinto più partite rispetto a quanto fatto in quella stagione”.