Itoudis e il Cska pronti al via: «Lo small-ball? Non è tendenza, ma circostanza»

Le parole del coach della squadra moscovita a poche ore dall'esordio in VTB League
07.10.2015 20:00 di Alessandro Luigi Maggi  articolo letto 778 volte
Itoudis e il Cska pronti al via: «Lo small-ball? Non è tendenza, ma circostanza»

Una lunga intervista quella concessa da Dimitris Itoudis al sito ufficiale della VTB alla vigilia dell’esordio del suo CSKA Mosca, campione in carica. Ricordi dell’annata precedente, valutazione dei nuovi arrivi, le difficoltà di reclutamento per un sostituto di Sasha Kaun tra i temi discussi.

Coach, la stagione passata è stata la sua prima in VTB League. Quali sono i momenti che ricorda con maggiore piacere?

«Ci sono molti momenti, ovviamente, ma il più dolce è l’epilogo, ovvero una prestazione dominante nei playoff di una delle migliori leghe d’Europa. Prima, tuttavia, c’è stata una lunga battaglia per il primo posto, terminata solo a due giornate dalla fine, e che ci ha permesso di avere il fattore campo a favore.

Nonostante l’eliminazione nelle Final Four, ci siamo concentrati su noi stessi, convinti a lottare per il titolo e a desiderarlo. Siamo stati penalizzati dall’infortunio di Sonny Weems, che non ha giocato le finali, mentre Andrei Kirilenko ha saltato la serie con l’Astana, ma ha prevalso l’idea che il CSKA vada oltre ogni singolo giocatore. Abbiamo battuto un grande team in finale (il Khimki vincitore dell'Eurocup, ndr), e il successo merita il giusto valore».

In questo momento c’è la tendenza, nel basket, ad utilizzare quintetti piccoli. Qual è il suo pensiero? E’ questo il futuro?

«Non è una tendenza, ma una circostanza quella che porta a giocare “small ball” in diverse situazioni. Se guardiamo il problema in profondità, ci rendiamo conto che molti “lunghi” di qualità vanno negli Stati Uniti, e non è facile reperire elementi che abbiano le giuste combinazioni di fondamentali per essere ritenuti centri dominanti in Europa»

La priorità del club era sostituire Sasha Kaun. Che tipologia di giocatore avete ricercato?

«Ho parzialmente già risposto a questa domanda. Non ci sono tanti giocatori di questo tipo in giro, soprattutto liberi per il Cska. Abbiamo scelto Joel Freeland sapendo che ha le qualità per essere un lungo di valore: gioco fronte e spalle a canestro, mobilità difensiva e offensiva. Purtroppo Joel si è infortunato, e non abbiamo potuto valutare il suo contributo alla squadra. Sasha Kaun non può essere sostituito da un suo clone, non esiste. E lo stesso discorso vale per Sonny Weems. Quindi abbiamo cercato di creare una squadra che abbia una logica, con una rotazione di giocatori intercambiabili, umili, agressivi, che conoscano e apprezzino la maglia del Cska. E siamo felici del risultato. Tuttavia, gli infortuni di Joel, Khryapa e Nichols, sommati ad alcune assenze per l’Eurobasket, non ci hanno permesso di avere un quadro completo del tutto. Ma questo, alla fine, non mi preoccupa»

Che cosa può dirci sui nuovi arrivi?

«Prima di tutto qui ci sono giocatori che volevano questa maglia, pronti a sostenere una grande concorrenza in squadra e ad aiutare il team a giocare un basket migliore. Ogni firma aveva un suo approccio logico. Abbiamo parlato tanto del sostituto di Kaun, ma la verità è che non volevamo perderlo. E’ stata una sua decisione, che rispettiamo. Joel è un giocatore differente, il suo infortunio ci costringe ad attendere, e abbiamo detto ai tifosi di essere pazienti per quei tre mesi che serviranno per renderlo parte del team.

Nikita (Kurbanov, ndr) è reduce da un’ottima stagione con Kuban. Con l’addio di Kirilenko abbiamo perso un grande giocatore, ma la Federazione ha guadagnato una grande mente e un grande ambasciatore (anche se i rapporti tra i due, in realtà, erano pessimi, ndr). Kurbanov può garantire alcune delle caratteristiche di Kirilenko, ovvero giocare da 3, lavorare sotto i tabelloni e difendere con attenzione e aggressività. I fratelli Kulagin, specialmente Dima, avevano un grande desiderio di vestire questa maglia e combattere per un posto in concorrenza con le guardie e le ali che abbiamo in roster. Cory Higgins, con Triumph e Gaziantep, ha mostrato attitudini insolite nel ruolo di guardia, ovvero difesa e buona conduzione di palla per costruire tiri per sè, e per i compagni. Lui ha una speciale motivazione per dimostrare, a sè stesso e al team, di valere l’elite del basket».

Quanto è difficile combinare difesa e un gioco offensivo spettacolare?

«Molto, ma credo che i tifosi amino il basket sia per la difesa che per l’attacco, anche se ovviamente preferiscono la giocata spettacolare. Noi rispettiamo tutto questo, e abbiamo il talento per farlo».

Qual è il valore tecnico di questo campionato?

«La VTB è una delle leghe migliori perchè alla qualità delle squadre si unisce quella del sistema. Come un anno fa mi attendo un alto livello di competitività. Invito i nostri fans a supportarci, aiutando i giocatori a mostrare il miglior basket possibile».