Italia femminile - Coach Marco Crespi dal palazzo dell'Alpo Basket

26.04.2019 09:47 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Italia femminile - Coach Marco Crespi dal palazzo dell'Alpo Basket

Per la prima volta un allenatore della Nazionale ha assistito ad una gara casalinga dell'Alpo Basket: Marco Crespi è stato ospite al Palazzetto dello Sport di Villafranca mercoledì sera in occasione di Ecodent Point - Ponzano Basket. A fine partita ha scambiato due parole con i giornalisti presenti: coach, come vede gli imminenti playoff del girone nord della A2 femminile? «Quando si parla di playoff, può succedere di tutto: non conosco perfettamente il roster di tutte le squadre qualificate, però posso dire che sarebbe bello se l'Alpo Basket, per la qualità del club, per la qualità della squadra e pure per la qualità dell'impianto di gioco, giocasse in A1 nella prossima stagione». Coach, è venuto a Villafranca per vedere qualche giocatrice in particolare? «Il motivo principale per cui sono venuto qui, è stato veder giocare Ciabattoni perché non l'avevo mai vista dal vivo: lo scorso anno ho allenato Ramò e Dell'Olio e questo sta a significare che, come settore squadre nazionali, monitoriamo tutta la A2 e posso dire che le porte sono aperte tutte».

Parliamo di basket locale: 3 venete su 4 qualificate alle semifinali scudetto, il movimento è in salute qui... «Sì, tre delle quattro semifinaliste scudetto sono venete, spero che si aggiunga l'anno prossimo l'Alpo nella massima categoria, come ho già detto. Reyer e San Martino non sono soltanto prima squadra ma anche settore giovanile e di conseguenza centri di formazione di tante giocatrici per il basket italiano. Credo che il basket femminile sia proprio l'occasione per poter vedere quello che si costruisce, ancor più che nel maschile». Il suo progetto "Ragazze in tiro" a cosa è mirato? «Ragazze in tiro è un messaggio che il basket è uno solo, non esiste differenza di genere: il basket è avere il piacere della sfida di un tiro, avere la bellezza del gesto, il piacere di gioire dopo un canestro. Al luogo comune che sostiene che il basket femminile sia meno atletico e sia un gioco di passaggi, io rispondo no: a nessuna ragazzina verrà in mente di giocare al gioco dei passaggi, la pallacanestro è sfida, quindi anche il basket femminile è sfida».