Federico Mussini e l'esperienza nella NCAA

20.03.2016 08:16 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1138 volte
Federico Mussini e l'esperienza nella NCAA

Federico Mussini parla della sua esperienza con lUniversità di St. John's negli USA dentro il mondo della NCAA con Panorama per la penna di Giampaolo Ansalone. Alcuni passaggi dell'intervista:

Federico, partiamo per così dire dalla fine: vista la mancata presenza di St. John's alla "March Madness", come proseguirà la tua e la vostra stagione?
"Per noi non cambierà niente: il programma di allenamenti sia di squadra che individuale proseguirà normalmente fino al termine della stagione, che è ovviamente legata al programma scolastico. Fino a maggio-giugno continuerò quindi ad allenarmi con la squadra e a studiare per gli esami".

Puoi comunque già trarre un bilancio di questa esperienza?
"Sì, e in termini generali direi che è ottima. Mi sto trovando molto bene con compagni e staff, mi sono adattato senza grossi problemi alla nuova realtà e sono convinto di aver fatto una buona scelta".

Uno degli aspetti più folkloristici del college basketball è rappresentato dal tifo: la tua opinione dal campo?
"In Italia il tifo più acceso è affidato agli ultras, qui invece sono gli studenti a rappresentare la parte più 'calda' del pubblico. Sinceramente, credo sia più bello l’ambiente in Europa, perché il pubblico nel suo insieme è molto più coinvolto, a parte rare eccezioni. Devo ammettere però che in un paio di partite come contro Syracuse o Seton Hall c’è stato un ambiente incredibile, difficile da descrivere a parole".

A proposito di esplorazione dei propri limiti, sappiamo che hai incontrato Stephen Curry...
"E' stato un incontro davvero emozionante. Non ho avuto modo di parlarci tanto, perchè c’era la fila per fare foto con lui e chiedere autografi... Però abbiamo scambiato due chiacchiere e abbiamo scherzato sul fatto che il college dove ha giocato, Davidson, avesse cercato anche me. In generale è stata una grande esperienza poter vedere come si allenano lui e i Warriors, testare da vicino la loro mentalità ed etica del lavoro".

Stai seguendo anche il Campionato italiano?
"Seguo con affetto sia Reggio Emilia, per ovvi motivi, che Trento, dove gioca il mio grandissimo amico Diego Flaccadori. Penso che anche quest’anno Reggio Emilia possa puntare al titolo, perché vedo un campionato molto equilibrato e i miei ex-compagni hanno già dimostrato di poter arrivare a giocarsela fino in fondo".