EuroLeague - Jasmin Repesa. "Milano? Una partita come tutte le altre..."

03.01.2019 08:48 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 915 volte
EuroLeague - Jasmin Repesa. "Milano? Una partita come tutte le altre..."

Debutto sulla panchina del Buducnost Voli per l'ex coach dell'Olimpia Milano Jasmin Repesa, giubilato a fine stagione 2016-17 pur con un consistente palmarès accumulato per la squadra del patron Giorgio Armani. Ieri è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport, ed ecco alcuni passi salienti.

Rivincita da prendere? «Non penso a questo. Chi mi conosce sa che non sono una persona conflittuale. Non so come sarò accolto dai tifosi di Milano, comunque la mia vita va avanti. Oggi ho un nuovo lavoro che, coi ritmi dell’Eurolega, ha programmi e tempi strettissimi. Tanti viaggi, tante partite. Sono concentrato su questi aspetti. L’esordio a Milano è solo uno scherzo del destino».

Due stagioni a Milano. «Quattro trofei non si dimenticano. E’ ovvio che nella seconda stagione mi aspettavo di più, lo stesso può dire il club. Tutti datano la fine del mio rapporto dopo quel mio sfogo a Torino quando vincemmo concedendo 97 punti ad un avversario non trascendentale. Pochi giorni prima avevamo perso al Pireo una partita già vinta. Volli richiamare la squadra ad una maggiore attenzione nell’atteggiamento difensivo. Da quel momento iniziò un periodo molto difficile per tutti dentro all’Olimpia. Fummo bersagliati da tanti infortuni: Dragic non finì la stagione, Macvan, Sanders e Simon saltarono tante partite, poi ci fu il caso Gentile. Un massacro, ma si vede che doveva finire così».

Olimpia Milano. «E’ decisamente più forte delle Milano che ho allenato io e anche il budget, immagino, è diventato più importante. Questa Olimpia è basata su due veri fuoriclasse: James e Nedovic. E’ il punto di partenza per fare bene in Eurolega».

Come vincere stasera. «Niente di particolare. Per me questa sfida con Milano è una partita come le altre. Possibilmente da vincere, come tutte le altre. Ho già detto che 4 trofei in due anni non si dimenticano. Tutto il resto è vita».