Della Valle: "Reggio la scelta giusta. Avellino mi aveva cercato"

"La vittoria in Eurocup ci dà morale. Questa stagione è un importante test di crescita personale. Lusingato del'interessamento estivo di Avellino. Domenica proviamo a fermarli giocando come a Kazan"
19.01.2018 18:00 di Massimo Roca  articolo letto 890 volte
Fonte: Il Mattino
Della Valle: "Reggio la scelta giusta. Avellino mi aveva cercato"

Reggio Emilia in nome della gioventù e dell’italianità ha pagato dazio in avvio di stagione rendendo la sfida di domenica al Pala Bigi un inedito testa-coda. Amedeo Della Valle è uno dei cardini di una Grissin Bon che, però, si sta sorprendentemente riscoprendo bella in Eurocup.

Della Valle, arrivate da questa vittoria a Kazan. Cosa pensate di trasferire nel match di sabato sera?

“Sono quelle vittorie pesanti. In un mini girone di 6 partite, chiudere quello di andata con due successi, avendo giocato due gare in trasferta, ci consente di pensare seriamente al passaggio del turno. Vorremmo ripetere lo stesso tipo di partita con Avellino. Non sarà facile”.

Sette vittorie e 6 sconfitte in coppa, solo una sconfitta interna e ben tre vittorie esterne. L’ Eurocup è una dimensione che vi rende giustizia?

“E’ cominciata bene ed abbiamo preso fiducia. Prima che s’infortunasse Chris Wright e prima della partenza di Sanè potevamo contare anche su più soluzioni. Ora non ci sarà più una doppia versione di squadra e proveremo ad assestarci su entrambi i fronti”.

Come mai questa disparità di rendimento, ci si sarebbe aspettato il contrario…

“Quando parti così male con 6 sconfitte di fila in campionato, diventa tutto più difficile perché hai più pressione. Ancora oggi siamo molto vicini alla zona retrocessione e siamo chiamati alla massima attenzione”.

Cosa vi sta mancando in campionato?

“Quando cambi così tanto non è detto che sia tutto automatico ed immediato. Molte novità avevano bisogno di fare esperienza in serie A. E’ stato un impatto molto forte. Con l’arrivo di qualche elemento di maggiore esperienza oggi anche loro stanno facendo meglio”.

Reggio resta la culla degli italiani. Candi, Mussini, De Vico, la società gli dà modo di sbagliare e di crescere, così come lo ha fatto con te e Cervi. E’ questa la ricetta giusta?

“Si, è un percorso imprescindibile. Mussini non sta trovando spazio in Eurocup però in campionato gioca diversi minuti. Lo stesso Candi, che in coppa sta faticando, in campionato ha ampio spazio”. 

James White e Llompart: la società si è volute cautelare. Cosa vi stanno dando?

“Sicurezza ed esperienza. Sono un usato sicuro, conoscono la situazione, il loro ruolo, ed in campo sono in grado ancora di dire la loro. James White non è più quel giocare esplosivo di qualche anno fa, oggi è più un tiratore e con peculiarità difensive. Llompart è il classico elemento d’ordine che fa giocare la squadra”.

Ritorna Reggio-Avellino, sfida di vertice degli ultimi due anni. La Sidigas arriva da capolista, uno stimolo in più per fermarla?

“Reggio-Avellino è sempre una di quelle gara sentite. Loro sono primi con grandissimi meriti. Stanno esprimendo un livello di gioco importante. Hanno tanti giocatori forti. Diventa difficile batterli con questi presupposti”.

Li ha visti all’opera? Cosa le piace di più?

Ho visto diverse gare, anche l’ultima di Champions contro Zielona Gora dove purtroppo non sono riusciti ad incidere. Hanno un buon equilibrio: è questo l’aspetto che preferisco. C’è una buona chimica, tutti hanno un ruolo ben definito. Rich sta giocando un basket di altissimo livello. E’ una sicurezza per loro. E poi non è solo un discorso di esterni perché quando appoggiano il pallone sotto canestro c’è il solito Fesenko che dal punto di vista fisico ha pochi rivali”. 

Il doppio impegno appare comunque gravoso per Avellino soprattutto in coppa. Quando non brilla Rich, c’è qualche difficoltà. Punterete su questo?

“Se lui ne piazza 33 come a Sassari o a Trento diventa tutto più difficile. Cominceremo da lì, ben consci che avendo di fronte una squadra così profonda, limitarne uno solo non sarà sufficiente. C’è gente come Filloy e Fitipaldo che ne può segnare 20 in scioltezza. Il doppio impegno resta dispendioso per tutti, ma nonostante qualche battuta d’arresto, sono in piena corsa anche lì”.

In estate è stato in procinto di lasciare Reggio Emilia. Cosa l’ha convinta a restare?

“C’erano stati degli screzi. Ho chiarito tutto con la presidente Ferrarini, abbiamo anche rivisitato il nostro accordo. Mi ha dato la sua piena fiducia. Sono contento della scelta fatta. Ho un ruolo importante nel roster, tante responsabilità. E’ un buon test personale”.

Bologna vorrebbe ricreare il nucleo della Nazionale con lei, Aradori e Gentile. E’ un’ipotesi praticabile? L’affascina l’estero?

“Se cominciassi a parlare di questi aspetti in questo momento sarebbe un autentico disastro. In generale sull’estero mi sento di dire che l’esperienza del college americano mi è servita a sviluppare una visione diversa. Non è un’opzione che scarto”.

E se arrivasse una chiamata da Avellino?

“Avellino ha un grande allenatore con il quale ho vinto l’Europeo under 20. So che quest’estate Nicola Alberani aveva chiesto informazioni al mio agente. Lui è uno di quei direttori sportivi che sanno costruire delle ottime squadre. Non se ne fatto nulla. In futuro? Chissà”.