Croazia - Dario Saric "Non possiamo dire di no alla Nazionale"

28.06.2018 08:25 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 710 volte
Croazia - Dario Saric "Non possiamo dire di no alla Nazionale"

In vista della sfida imminente nelle qualificazioni di FIBA World Cup contro l'Italia che si gioca a Trieste, la Gazzetta dello Sport è andata in visita allo spogliatoio della Croazia raccogliendo alcune voci:

Al PalaRubini ci sarà una novità assoluta, Ivica Zubac, 21 anni, centro di 2.16 dei Lakers, devastante nell’amichevole vinta settimana scorsa contro la Bosnia, con 28 punti e 12 rimbalzi in soli 28 minuti. «In quella partita ci siamo un po’ nascosti- dice il ct. Drazen Anzulovic, che ha sostituito Skelin dopo i 3 k.o. nelle prime 4 gare -. Non volevamo mettere tutte le carte in tavola prima di una sfida così importante. Dobbiamo elevare il nostro livello di rendimento per poter battere l’Italia».

"Zubac sarà uno dei pilastri di questa nazionale per tanti anni – spiega Bogdanovic -. E’ uno degli ormai sempre più rari centri che sa giocare spalle a canestro».II duello chiave potrebbe essere quello tra Amedeo Della Valle, top scorer a Zagabria con 25 punti, e Bogdanovic, la stella dei croati, per la prima volta nominato capitano, coronando un sogno che cullava sin da bambino.

Ma occhio anche a Dario Saric, reduce da un’ottima stagione coi 76ers di Marco Belinelli. «Marco mi ha detto che sono pazzo a tornare ogni estate in nazionale – dice l’ala -. Ma gli ho spiegato che da noi funziona così, non possiamo dire no alla Croazia. Dobbiamo fare di tutto per vincere le prossime due partite». Già, perché a differenza dell’Italia, loro devono ancora guadagnarsi il passaggio alla seconda fase.

Perdere con gli azzurri vorrebbe dire addio anticipato al Mondiale. Il ricordo del colpaccio di Torino è però ancora vivo. «Qualcosa torna alla mente – racconta Rok Stipcevic, quest’anno in Serie A con Sassari -. E’ una spinta in più, pensare a quell’impresa. Tornammo a casa e un’intera nazione ci accolse come eroi. Vogliamo ripagarli e regalargli un’altra grande manifestazione come il Mondiale».