"Bullo Day" - Charlie Recalcati: «Quella volta in aeroporto...»

 di Alessandro Palermo  articolo letto 4285 volte
"Bullo Day" - Charlie Recalcati: «Quella volta in aeroporto...»

Stamane, al "PalA2A" di Masnago, per tributare Massimo Bulleri c'era anche coach Charlie Recalcati. Il playmaker classe '77 di Cecina, che domenica a Torino giocherà la sua ultima partita della carriera, ha tenuto una conferenza stampa per dire addio al basket giocato. Tanti gli ospiti d'eccezione: da Denis Marconato, a Dino Meneghin; da coach Renato Pasquali, a Toto Bulgheroni. La lista degli ospiti presenti sul parquet dello storico "Lino Oldrini" è lunga e, alcuni di questi, hanno voluto omaggiare Bulleri raccontando aneddoti interessanti.

Questo il ricordo del grande Charlie Recalcati: «Massimo mi convinse ad escludere dalla Nazionale uno come Pozzecco, capìi che non potevo rinunciare ad un giocatore come lui, quindi dovetti fare delle scelte. La squadra era legata soprattutto a Basile e Galanda ma lo era anche con Bulleri. Presi una scelta dettata dalle caratteristiche di Massimo, scelsi di avere una squadra meno presuntuosa ma molto più concreta. Gli Europei del 2003 furono fondamentali per plasmare l'identità di quella Nazionale, che ci portò poi ad ottenere molte vittorie alle Olimpiadi di Atene. Massimo era un elemento importante in campo quanto lo era fuori, ricordo un aneddoto significativo: una notte eravamo in aeroporto e si fece molto tardi perché i controlli andarono per le lunghe, talmente tardi che non c'era più nessuno del servizio facchinaggio. Non sapevamo come fare per caricare tutti i nostri bagagli ed essendoci anche l'attrezzatura dei fisioterapisti, di materiale, ce n'era davvero tanto. Massimo, senza esitare, disse: "Che problema c'è? Carichiamo noi tutto". Ci mettemmo tutti attaccatti per passarci le borse, alle 3 di notte eravamo ancora lì (ride). Rientrammo in albergo alle 4 e il giorno dopo avevamo la partita, poi vinta. Quello notte in aeroporto, per me, fu un segnale importante. Cercava sempre di risolvere tutto, sia in campo che fuori. Aveva voglia di essere utile in ogni momento, persino lontano dal parquet. A me piace ricordare Massimo anche per questi aspetti, non solo per quello che ha fatto da giocatore».


Alessandro Palermo,
Inviato a Masnago