Antonutti: partita difficile per entrambi ma per Reggio esame di maturità superato

30.11.2015 02:46 di Glorialuisa Tedeschi  articolo letto 843 volte
Antonutti: partita difficile per entrambi ma per Reggio esame di maturità superato

Al termine di una partita caratterizzata da grande intensità e vigore, la Grissin Bon Reggio Emilia, dopo 7 anni, è riuscita a portare a casa una vittoria importante (77-80) nell'ostico PalaCarrara di Pistoia contro una Tesi Group da settimane ai vertici del campionato. Uno dei protagonisti di questa sfida è stato indubbiamente l'ex capitano della Pallacanestro Reggiana: Michele Antonutti.

Raggiunto telefonicamente, il lungo della formazione biancorossa ha rilasciato alcune sue impressioni post partita, confermando una grande determinazione e positività sia personale che del gruppo e un grande affetto che tutt'ora lo lega alla sua ex città: Reggio Emilia.

Negli ultimi giorni si è parlato molto di te in quanto ex che è rimasto impresso nella storia della Pallacanestro Reggiana. È stata una partita intensa anche da un punto di vista emotivo oltre che del gioco? È stata una partita emotiva perché quella con Reggio è stata una storia lunga, importante e segnata da grandi successi. Anche oggi ho rivisto tante persone con cui ho condiviso grandi emozioni, con cui mi sento tutt’ora e ho ricevuto l’affetto di tutta la squadra. Inoltre, sugli spalti c’era tanta gente venuta da Reggio per vedermi. È una città in cui ho trovato degli amici veri.

A fine partita sei andato a salutare i tuoi ex tifosi, conferma di un feeling che è rimasto invariato? Il rapporto con i tifosi è rimasto molto intenso. Abbiamo condiviso tanto insieme, per lungo tempo e anche l’essere stato capitano influisce sulla solidità del legame d’affetto e di fiducia che si è venuto a creare rispetto chi resta per meno tempo. Sono molto felice di questo perché, nonostante io sia andato via, molte persone hanno voluto mantenere un rapporto e vuol dire che forse ho lasciato qualcosa di importante anche fuori dal campo.

Dopo la vittoria di Milano di questa sera, rimanete comunque secondi a 12 punti insieme a Reggio, Venezia e Trento. Il vostro inizio di campionato è andato alla grande, subito ai vertici, ottenendo risultati che forse non tutti si aspettavano da una squadra così giovane. Questo successo iniziale è da attribuire anche a una buona coesione che si è venuta a creare all’interno del gruppo oltre al fatto di giocare un buon basket? Sicuramente il punto di forza di questa squadra sta nel pensare a giocare e ad allenarsi concentrandosi esclusivamente sulla singola sfida che si andrà ad affrontare, senza pensare alla classifica, a progetti e agli impegni futuri. Noi come obiettivo abbiamo quello di poter far bene in ogni singola partita perché è un gruppo molto giovane, in cui sono il più esperto, e guardare troppo in grande ci farebbe perdere solo energie. Purtroppo non sempre è facile perché siamo una squadra leggermente corta e oggi tra problemi fisici, influenzati e due espulsi, ci ha reso difficile portare a casa il risultato. Noi siamo contenti del nostro inizio ma li riteniamo tutti punti per la salvezza, una volta raggiunta quella, il prima possibile, inizieremo a pensare a qualcosa di più importante.

Stasera la tua è stata una buona prestazione e hai confermato di essere una carta su cui contare per Esposito. Hai mantenuto intensità e lucidità nonostante 36 minuti sul parquet e hai continuato il trend positivo dalla lunetta che da inizio anno si attesta sull’80.8%. Il fatto di avere una panchina così corta con un’impostazione di gioco così fisica ha influito molto nel finale di partita contro una squadra come Reggio che ha puntato sulla difesa? Reggio, con una squadra così lunga, ha la capacità di tenere un’intensità molto alta per tutta la durata della partita. Nel mio stesso ruolo c’è stato un infortunio durante il riscaldamento quindi ci siamo ritrovati in meno e abbiamo dovuto fare gli straordinari. Purtroppo sono inconvenienti che possono succedere quando si ha una squadra corta e si gioca contro squadre più lunghe e così esperte e questo può essere il motivo per cui alla fine siamo arrivati un po’ meno lucidi.

Nella prossima partita di campionato contro Torino esiste l’eventualità che la panchina possa allungarsi e che le assenze di stasera vengano recuperate o dovrete rivedere l’impostazione del gioco per cercare di arrivare più lucidi sul finale? Noi abbiamo la fortuna di giocare a Torino lunedì, quindi abbiamo un giorno in più di riposo per recuperare. Purtroppo, siamo consapevoli di non avere ancora la maturità per essere costanti in trasferta per tutti i 40 minuti. Il nostro obiettivo in questo momento è quindi di riuscire a mantenere la stessa intensità e concentrazione anche fuori casa, dove gli errori si pagano il doppio. Torino adesso ha cambiato due assi importanti e sarà una squadra totalmente diversa.

L’episodio della doppia espulsione sul finale è stato particolarmente incisivo sull’esito della partita o non ha influito più di tanto? È stato un episodio strano perché gli arbitri, con l’instant replay, non hanno verificato il contatto che c’è stato tra Moore e Gentile, che secondo me andava rivisto, ma solo se dei giocatori della nostra panchina erano entrati in campo. In quel momento credo che l’instant replay dovesse servire per entrambe le cose: sia per espellere quelli entrati dalla panchina sia per valutare quel contatto a terra che aveva scatenato il nervosismo da parte nostra. C’è stata un po’ di superficialità ma sono tutti dettagli che non cambiano in modo incisivo la partita. Quando il gioco è così duro anche i contatti è normale che lo siano.

Come vedi il percorso della Grissin Bon, non solo in campionato ma anche a livello di Eurocup, dato che l’aspettano impegni e obiettivi importanti? Ci sono i presupposti per fare bene con questo tipo di gioco? Ho visto la partita contro l’Alba Berlino ed è stata una gran Reggio Emilia perché è una di quelle sfide difficili che ti permettono di fare il salto di qualità nell’ambiente. Sono migliorati molto in campo europeo rispetto all’anno scorso, dove avevano un po’ sofferto, e stanno ancora maturando. È una squadra che ha una grande forza rispetto a tante altre: una grande progettualità. Il progetto, la continuità, lo staff e il loro ambiente societario sono tutte cose che danno molta solidità. Anche la vittoria di stasera al PalaCarrara è un ennesimo passo importante per Reggio. È stata una partita tosta e difficile per entrambi, ma per loro è stato un altro esame di maturità superato.