A2 - Sandro Dell'Agnello racconta la sua rivelazione Bergamo

Dell'Agnello: «Avevamo un budget di ultima fascia, adesso vogliamo i playoff. Roderick è il James della A2»
30.01.2019 09:45 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Fonte: Corriere dello Sport - Andrea Barocci
A2 - Sandro Dell'Agnello racconta la sua rivelazione Bergamo

Sandro Dell'Agnello non cambierà mai: era sarcastico, irriverente, ironico e sincero da giocatore, e così è rimasto anche da allenatore. Messa alle spalle la delusione per l'avventura finita male a Brindisi la passata stagione, "Sandrokan" merita già da ora il titolo di miglior tecnico della A2 per i risultali che sta ottenendo con il materiale a disposizione: la sua Bergamo, da possibile Cenerentola dell'Ovest, sta lottando come una principessa guerriera nelle zone alte della classifica. E fa paura a tutti.

Dell'Agnello, dopo aver vinto uno scudetto con Caserta e un argento con la Nazionale agli Europei è passato alla panchina nel 2006. Perché? «Fino a 30 anni giocando non ci pensavo. Poi mi sono accorto che ogni allenamento e ogni gara li vivevo dal punto di vista tecnico-tattico: mi piaceva capire cosa facevo. Da lì è iniziato un confronto con gli allenatori che ho avuto. Non che volessi dire la mia, ma scambiavo informazioni e idee. Da lì mi è venuta la passione di allenare. Se oggi mi scopro a pensarla come un giocatore più che come tecnico? Sicuro, molte volte. Cerco di mediare le due cose e usare il buon senso: è una virtù che chi ha giocato può avere e chi non ha giocato non avrà mai, pur possedendo altri pregi. Noi coach che siamo stati atleti spesso entriamo negli spogliatoi e già sappiamo esattamente cosa stavano dicendo i giocatori due minuti prima. Anche in partita entri facilmente nella testa dei ragazzi: sono situazioni che ho vissuto mille volte, sai prevedere cosa la squadra farà subito dopo».

Bergamo, che domani affronta nel Treviglio, è una rivelazione: sta davvero andando oltre ogni aspettativa? «Noi non siamo una rivelazione, siamo una super rivelazione! Ci siamo ritrovati a costruire la squadra quando tutte le altre formazioni erano già pronte. E avevamo un budget di ultima fascia. Però la nostra posizione in classifica è meritatissima. Abbiamo avuto la bravura e la fortuna di assemblale un gruppo di giocatori sottovalutati. Gli italiani sono super: ho due, tre giovanotti che diventeranno importanti: Benvenuti farà una grande carriera, quando maturerà un poco potrà diventare interessante per la serie A anche Zucca. Quando abbiamo perso, lo abbiamo sempre fatto negli ultimi minuti e mai in doppia cifra».

Terrence Roderick domina varie classifiche: cosa ha di tanto speciale questo americano di 1,95? «Lui sta al campionato di A2 come James sta alla NBA. Ha una media di 21 punti, 11,2 rimbalzi e 5,4 assist a gara. Nell'ultima partita ha catturato 18 rimbalzi. Ed è una guardia di 1,95 ! Che io faccio giocare play. Può far tutto. E l'altro americano, Taylor, è un regista puro». Insomma, ha due play americani: una scelta consapevole o imposta dal mercato? «Quando sono arrivato a Bergamo ho detto subito: "Prendiamo gli italiani migliori che possiamo trovare tra i lunghi, anche a costo di far giocare mio cugino e mio zio; perché i giocatori di maggior talento li voglio tra i piccoli».

La città di Bergamo come sta reagendo alla vostra grande stagione? «Molto bene. Siamo schiacciati dal calcio, qui c'è solo l'Atalanta, poi il basket e la pallavolo. Ma se alla prima gara c'era 600 spettatori, contro Treviglio avremo il Palazzetto pieno. E' una bella soddisfazione. Per tante giornate siamo stati al primo posto dell'Ovest. Faccio il paragone con la Virtus Roma: il loro roster costa due volte e mezzo il nostro, eppure siamo 1-1 negli scontri diretti. Detto questo, il nostro obiettivo prima era la salvezza; ora che l'abbiamo raggiunta pensiamo a conquistale un posto nei play off»