A - Gentile a 360 gradi: Virtus Bologna, Summer League, Milano e Nazionale

24.05.2018 08:47 di Giorgio Bosco  articolo letto 2124 volte
A - Gentile a 360 gradi: Virtus Bologna, Summer League, Milano e Nazionale

Alessandro Gentile è stato intervistato dal Corriere Dello Sport. Tante le tematiche trattate dall'ala italiana. Oltre alla sua stagione alla Virtus Bologna, il classe 1992 ha parlato di un suo possibile ritorno a Milano, della Nazionale e della sua estate negli USA.

 

Quanto è stata utile la Nazionale?

«Tantissimo. Giocare con l’Italia mi ha sempre riempito di orgoglio. Confrontarmi con i giocatori della altre nazionali mi ha aiutato a crescere sin da subito. Mi è dispiaciuto non partecipare agli ultimi Europei.»

Dal nuovo ciclo cosa si aspetta?

«L’obiettivo è qualificarci per i Mondiali. C’è tanto entusiasmo, ci sono tanti giovani. Arrivano sempre tanti ragazzi nuovi. Portano freschezza e i loro sogni in Nazionale: sta a noi che siamo qui da più tempo indirizzarli bene, ma tutti si sono presentati con testa e spirito giusti. Moretti l’ho seguito l’anno scorso a Treviso, è appena tornato dal college. A Trieste c’è Mussini, a Verona Amato ha giocato playoff incredibili. Tante volte si dice che mancano i giocatori italiani: la verità sta nel mezzo, bisogna anche aiutarli a crescere».

 

Cosa non ha funzionato a Bologna?

«Abbiamo avuto tanti problemi e tanti infortuni. Eravamo una squadra completamente nuova che ha pagato il mix tra quelli che erano rimasti e chi è arrivato dopo. Abbiamo avuto da subito tanta pressione e tante aspettative in un piazza bellissima: se non hai alle spalle un muro bello grosso, è difficile rimanere in piedi…» Perché si è interrotto il rapporto con la Virtus? «Non si è interrotto. Io avevo solo un anno di contratto. Durante tutta la stagione o non ho avuto alcuna indicazione da parte del club: probabilmente, non sono rimasti soddisfatti di quello che ho fatto».

Summer League

«Anche qui bisogna capitare nel posto giusto al momento giusto. Datome ad esempio: se avesse avuto questa fortuna, in un altro sistema, sarebbe ancora nella NBA. Il basket europeo e quello americano sono due sport un po’ diversi. Io giocherò come ho sempre fatto, non posso cambiare il mio basket ora. Houston ha manifestato interesse nei miei confronti e mi ha invitato alla Summer League. Siamo sempre stati in contatto in questi anni. Per cui andrò lì e mi godrò la situazione».

A Milano

« Perché no? Milano può offrire grandi opportunità con una società organizzatissima. Non dipende da me, in ogni caso non è qualcosa che escludo a priori. Ho avuto un ciclo bellissimo con l’Olimpia, nonostante tante critiche. Però i risultati parlano chiaro. Con l’Armani mi sono trovato molto bene. Ora, c’è un ciclo nuovo: sono un giocatore professionista e metto da parte i sentimenti personali. Come non avevo fatto prima…»