Matteo Spagnolo (non sarà di formazione italiana) e le regole farlocche FIP/GIBA

07.05.2018 09:09 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 3905 volte
Matteo Spagnolo (non sarà di formazione italiana) e le regole farlocche FIP/GIBA

"La notizia della settimana è il passaggio di Matteo Spagnolo, classe 2003, dalla Stella Azzurra (club di Germano D'Arcangeli che punta sulla crescita individuale, tanto che ne arrivano dall'estero) al Real Madrid. Non è il primo caso e ne seguiranno altri, è la globalizzazione: Lorenzo Guerrieri, 2002, è al Barcellona dov'era pure Omar Dieng rientrato a Verona, e Sasha Grant da Reggio Emilia via Cagliari è al Bayern Monaco." L'appunto di Piero Guerrini su Tuttosport, sebbene scritto con garbo e riverente nella forma, è una durissima pugnalata al cartello FIP/GIBA che regola tutta la materia di formazione e competitività dei giocatori italiani nei confronti di quelli degli altri paesi del mondo. Che come è noto, è argomento che ci vede in forte deficit con una Federazione che regala uno stipendio a Tanjevic-foglia-di-fico e qualche dimostrazione di vita apparente (leggi stages) e un sindacato giocatori che sul piano dello sviluppo non ha fatto alcunché a parte pressione lobbistica per difendere la posizione di chi c'è senza curarsi di chi verrà.

"Ma è un segnale di ridotta competitività forse pure tecnica, certo economica del basket italiano, è un messaggio che non può cadere nel vuoto" prosegue Guerrini. "E bene che si incentivino molto di più i club a produrre e le società top a non pensare solo alla prima squadra delegando. Perché ora i rivali europei arrivano prima sul mercato. Eppoi l'Italbasket che vuole in qualche modo fermare il processo di "formazione italiana" per chi italiano non è deve studiare una norma per cui chi è italiano di nascita e residenza lo sia in campo. Ad esempio Spagnolo ha solo 3 stagioni di formazione, anziché 4. Magari lui supererà l'ostacolo perché na già debuttato in B. Ma altri?"