Juvecaserta, l'atto finale: asfissia da burocrazia giudiziaria

20.08.2017 17:17 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 3026 volte
Juvecaserta, l'atto finale: asfissia da burocrazia giudiziaria

Le Società "Unione Sportiva Città di Palermo S.p.A . , Delfino Pescara 1936 S.p.A. ed  Empoli Football Club S.p.A. hanno presentato un ricorso al Collegio di Garanzia del CONI che è stato trattato lo scorso 24 luglio 2017. E hanno potuto leggere le motivazioni della decisione l'8 agosto, nei canonici quindici giorni seguenti come da prassi. In quello stesso giorno la prima sezione guidata da un navigato politico italiano, Franco Frattini, aveva in calendario il ricorso della Juvecaserta che, come sappiamo, ha avuto esito negativo. Ma alla data odierna la decisione non è stata pubblicata sul sito della massima autorità nazionale dello sport e quest'oblio, che presumibilmente sarà destinato a prolungarsi chissà per quanto tempo nel silenzio mediatico assoluto, è peggiore della condanna già pronunciata perché non consente a nessuno, la società come un qualsiasi interlocutore interessato, di riattivare il basket di primo livello in città.

Una decisione che puzza di politica d'alto bordo, una velata minaccia a chiunque nel mondo dello sport non si adegui alle volontà dei capi, la perfetta soluzione all'italiana che lega mani e piedi senza che nessuno te lo dica apertamente, il famoso muro di gomma che riporta ad altri gravi problemi del nostro paese. Non vuole essere questa la difesa d'ufficio dell'operato di Raffaele Iavazzi. I troppi no incassati dopo le analisi dei  bilanci da chi si era accostato alla società per rilevarne le quote sono la peggiore condanna della gestione "allegra" del patron, per cui non abbiamo nemmeno bisogno di visionarli a nostra volta. Certi che nei prossimi mesi verranno fuori altre criticità fino ad oggi nemmeno immaginate. E certi che nella realizzazione temporale delle criticità, con dei silenziosi assensi chi doveva controllare periodicamente i conti (leggi Com.Tec.) avesse una incisività alquanto "blanda".

La decisione del Collegio di Garanzia di non pubblicare la decisione ha vietato alla Juvecaserta il ricorso al TAR in tempi rapidi, prima delle ferie estive. Quando a settembre la macchina del campionato sarà messa in moto nemmeno il tribunale potrà fermarla nemmeno se dovesse risultare che il club avesse avuto ragione nella sua presentazione dei conti alla Com.Tec. E forse al primo ottobre avremo le motivazioni dopo la prima palla a due... Da Malagò a Petrucci ci saranno tutta una serie di distinguo, la precisazione che nell'operato dei giudici non si può entrare per non limitarne le prerogative, la resa all'evidenza che non esistono regole stringenti né responsabilità individuali. Tante belle parole da parte dei nostri potenti che lasceranno altro amaro in bocca e il desiderio di andare a occuparsi di altro, ma non di sport.

L'ultima stoccata la riserviamo ancora a Iavazzi. Si sa bene come funzionano le cose nella giustizia e specialmente nella giustizia sportiva. La scelta di non ottemperare a quanto richiesto dalla Com.Tec. in sede riservata, ovvero prima che il controllo ufficiale lo rendesse di pubblico dominio, era già da sola la scelta del suicidio aziendale. La Juvecaserta non è fallita, peggio: è nel girone degli ignavi, l'unico davvero disprezzato da Dante Alighieri. Esiste, ma non può svolgere i compiti della sua ragione sociale - in serie A ovviamente, le giovanili possono continuare. Non ha la visibilità per raccogliere sponsor e incassi che permettano la programmazione del rientro dei debiti vecchi, non può programmare un futuro. Asfissia da burocrazia giudiziaria: valeva davvero la pena di ridursi in questa maniera?