Lega A - Un leader alla Marques Green: ecco cosa manca alla Scandone

04.04.2019 12:22 di Redazione Pianetabasket.com   Vedi letture
Fonte: Il Mattino edizione Napoli/Avellino - Massimo Roca
Lega A - Un leader alla Marques Green: ecco cosa manca alla Scandone

(di Massimo Roca). È un verde scolorito quello visto a Pesaro. E non ci riferiamo alla canotta della Scandone, unica superstite cromatica di quel tipo in massima serie dopo il default di Siena e Treviso. Piuttosto parliamo della prestazione degli uomini di Nenad Vucinic simile ad un verde stinto come quello indossato nelle prime uscite dall'Avellino calcio versione 82-83, allenato da un Pippo Marchioro, profeta di una difesa in linea ancora troppo prematura per i tempi e che lo costrinse a far le valigie dopo poche giornate. Un "verde" sbiadito è stato innanzitutto Caleb Green. Dopo aver ciccato il match clou di Venezia, anche a Pesaro l'ex Sassari non è stato il valore aggiunto. Tutt'altro. In laguna furono due i quarti di vacanza. Nell'astronave pesarese, è stato autentico turista dal secondo quarto in poi.

In realtà il Green che più manca alla Sidigas da due anni è un altro. Si chiama Marques. A 37 anni lui è ancora protagonista in serie A2 a Piacenza dove viaggia a 10 punti e 8 assist a partita, ma soprattutto continua a mostrare una personalità ed un attaccamento alla causa che hanno pochi emuli. Ecco alla Sidigas, bella ma senz'anima di questa stagione, manca tutto ciò. Un faro in campo, un leader nello spogliatoio che sappia coinvolgere i compagni e che abbia il piglio aziendalista, in grado di perorare gli interessi della proprietà ed essere un'assicurazione in campo anche per lo staff tecnico. Il fallimento nella scelta di Norris Cole è stato soprattutto questo: solista, poco playmaker ed in fuga alla prima difficoltà per rifugiarsi al Buducnost in Bosnia. Il direttore sportivo Alberani ci ha sovente ripetuto che l'americano sia costato meno del tanto vituperato Joe Ragland, altro giocatore di cui ci si è privati troppo in fretta nonostante un legame importante creatosi con la piazza. Al netto di una guida tecnica che finora non ha convinto fino in fondo, la Sidigas avrebbe bisogno delle qualità da uomo bandiera che altrove arrivano dagli italiani ma che Avellino ha avuto la fortuna di trovare nel recente passato nel fenomeno di Philadelphia.

«È il più europeo di tutti gli americani che ho conosciuto», dichiarò coach Boniciolli nella fantastica stagione 2007-08. Il tecnico triestino non è stato il solo a giovarsi della spinta tecnica e motivazionale di Green. Fu l'anima dell'Air di Frank Vitucci che nonostante le difficoltà del post Ercolino riuscì a guadagnarsi un incredibile quarto posto. Ma anche dello stesso Sacripanti ad un passo dall'esonero a fine 2015 e salvato proprio dall^avvento di Green e Joe Ragland. È stato presente in 4 delle 5 partecipazioni ai playoff guadagnandosi per tre volte la semifinale. Gli addii ed i ritorni: lui che riusciva ad esprimersi al meglio solo in Irpinia e la Scandone che, a più riprese, ha avuto la presunzione di poter fare a meno di lui. Fortuna di coach ma anche di pivot che senza di lui non hanno più avuto quei picchi di rendimento. Eric Williams, Szymon Szewczyk, Linton Johnson, Riccardo Cervi sono tra i suoi più grandi fan.

Negli ultimi due anni il ruolo del play è rimasto orfano di tutto ciò. Il tempo passa per tutti. La Scandone però non ha saputo sostituirlo: dall'impalpabile Fitipaldo, all'ingombrante Cole, all'ibrido Sykes, allo scontento Filloy. C'è chi vede Demetris Nichols un possibile emulo, in termini non di ruolo, ma di leadership. Troppo in là negli anni lui e troppo breve la storia ad Avellino per poter pensare di aprire un ciclo con l'ex Cska Mosca. Oggi, più che altro, c'è da evitare che si sbrachi. Il rischio "ammutinamento" è dietro l'angolo. Ad Avellino è già successo. Nella stagione 2001-02 ai playoff si accedeva in 12. La De Vizia di Dalmonte, infarcita di americani, fu vittima dei sui stessi giocatori che tirarono i remi in barca perdendo le ultime 5. Clamorosa la sconfitta in casa contro Milano al supplementare nonostante i 37 punti di Geno Carlisle. Sinistre le analogie con quanto accaduto domenica scorsa a Pesaro.