Lega A - I playoff di Sandro Gamba: "La pressione, una scusa che i professionisti non possono accampare"

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 833 volte
Lega A - I playoff di Sandro Gamba: "La pressione, una scusa che i professionisti non possono accampare"

Si parte con una griglia playoff che da un lato vede solo squadre lombarde a contendersi la lotta verso la finale. La Reyer Venezia, logica favorita per una incollatura sull'Olimpia, e tutte le altre sette hanno finito le scusanti: adesso si guarda in faccia la realtà. Sandro Gamba su La Repubblica la spiega a tutte le contendenti, con il suo occhio particolare sull'amata Milano.

"Una nota d'orgoglio per il basket lombardo, che non molla con cinque squadre sulle otto dei playoff anche in questi tempi per nulla dorati, e un rimpianto per l'assenza della Virtus, e quindi di Bologna, troppo importante per tutti: dicono che hanno pagato la pressione? Scuse, che i professionisti non possono accampare. E ora sotto con Milano. Il tempo dei discorsi sulla preparazione, il tempo delle scuse, è tutto finito. Non deve perdere l'occasione di passare il turno, e con autorità, non deve ripetere i disastri della Coppa Italia. Lo scudetto è un imperativo, tanto per esser chiari. Quei discorsi su Venezia favorita, su Cantù fortissima, quelle parole del presidente Proli così soft che ho letto l'altro giorno, lo confesso: sarà il loro stile, andranno bene per loro, non per me. Mai detto robe del genere negli spogliatoi, soprattutto nei playoff: dal primo secondo si va dentro e il discorso è netto, qui vinciamo noi, questa partita è nostra, e lo si ripete fino all'eventuale 3-3 della finale.

Che sarà con Venezia, lo dico subito, non vedo scherzi nell'altra parte del tabellone. Poi, come vincere è un altro discorso. Non credo che l'Armani possa permettersi partite lente e tattiche, che in un anno non le son mai venute bene. Invece può sfruttare i suoi tanti uomini, che non sono lì per la foto ma sono atleti con mani rapide, per pressare a tre quarti campo fin dall'inizio, e non mollarla mai: già contro Venezia ho visto un paio di raddoppi interessanti. Ma ha il problema della continuità, questa squadra, avrebbe bisogno di un periodo lungo con i cinque-sei giocatori chiave dal rendimento sicuro. Forse il turnover durante l'anno ha tolto certezze e destabilizzato un po' lo spogliatoio, i malumori dei giocatori sono sempre dietro l'angolo.

Ci vuole cattiveria, determinazione, veleno. Goudelock e Micov mi sembrano sul pezzo, Cinciarini un vero capo senza bisogno di giochi di prestigio, Bertans e Tarczewski in ascesa e insieme a Gudaitis fa una coppia di centri che nessuno può pareggiare. Vanno sfruttati, serviti, possono portare a casa tanti falli e avere vita facile a rimbalzo. Curtis Jerrells può essere l'uomo dei colpi a sorpresa dopo un periodo di appannamento, e tornerei a far giocare Theodore, se sano: le sue accelerazioni sono sempre utili. Per Dada Pascolo ho un aspettativa speciale, di partite in cui gli riesce tutto bene ne ha regalate, ma vorrei aggiungesse una cosa al suo bagaglio: l'arresto e tiro. È intelligente, può farlo. Il tabellone milanese è buono, la qualità di gioco si è vista a sprazzi, qualche quarto, qualche spunto. È ora di giocare bene, credo che l'Olimpia sia in grado di farlo, e che Simone Pianigiani la farà funzionare da squadra campione.