Lega A - Cantù non vuole morire, Venezia passa dopo un overtime

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 783 volte
Lega A - Cantù non vuole morire, Venezia passa dopo un overtime

Perdere. Dopo un overtime. Ritrovare un pubblico che sembrava perduto, che chiama a gran voce Sodini a centrocampo, che vuole i suoi sfortunati eroi a prendere gli applausi. Stasera i campioni d'Italia della Reyer hanno dovuto fare gli straordinari per vincere su un campo che da domani sarà un problema per tutti. La Red October rimette in piedi una gara nata molto male, recuperata dalla spazzatura del 18-36, rimessa in discussione quando la profondità dell'Umana poteva spingere in fondo al mare Culpepper & C. L'affanno degli orogranata a difendere il supplementare, la lotta su ogni pallone per decidere la vittoria finale. Cantù c'è, e c'è pure la splendida quanto cinica Venezia, campionessa con la maturità e la concretezza del campione capace di tenere botta fino all'ultimo secondo e di rimediare all'ingenuità di Bramos su Culpepper a pochi secondi dal traguardo.

La cronaca: Perfetto approccio di Venezia alla gara: due liberi di Peric, due canestri di Bramos, due triple di Haynes ed è 0-12 dopo 3’. Burns sblocca la Red October, poi di nuovo Bramos da 3 e una schiacciata di Watt portano l’Umana Reyer sul 2-17. Culpepper dalla lunetta e ancora Burns, a cavallo di metà periodo, provano a riavvicinare i padroni di casa, ma gli orogranata trovano un buon apporto anche dai subentrati: cinque di fila di Orelik riscrivono il massimo vantaggio (7-24) al 7’, poi De Nicolao si mette in mostra non solo con una serie di assist (dopo i primi 10’ saranno 9 di squadra) e Cerella chiude un gran primo quarto sul 13-30.

Dopo una serie di errori su entrambi i fronti, le triple di Orelik e Jenkins portano l’Umana Reyer a doppiare Cantù (18-36) al 12’30”, ma i padroni di casa cominciano a ingranare e, sulla tripla di Parrillo del 25-36 al 14’, coach De Raffaele prova a interrompere l’inerzia con un time out. Le difficoltà orogranata però continuano e ci vuole una schiacciata di Haynes al 16’ per tornare a muovere il punteggio: 32-38, con Sodini che questa volta chiama il time out. Dopo il botta e risposta tra Bramos e Chappell dall’arco, un gioco da tre punti di Burns e un contropiede di Chappell riporta Cantù addirittura a -1 (40-41) all’ingresso negli ultimi 2’ del primo tempo e, dopo il nuovo time out veneziano, la tripla di Culpepper in risposta a Peric impatta la partita sul 43-43 al 19’ e l’Umana Reyer va in vantaggio all’intervallo lungo solo grazie al canestro di Orelik sulla sirena.

In apertura di secondo tempo, Burns e Chappell danno il primo vantaggio a Cantù (47-45), con Johnson che trascina la reazione orogranata, con sei punti di fila e gli assist per Peric e Haynes: l’Umana Reyer, che ricomincia a giocare sui suoi livelli, si riprende cinque punti di vantaggio (50-55 al 24’), che diventano sette (53-60) a cavallo di metà periodo con Peric (anche grazie ai rimbalzi offensivi di Bramos) e otto al 26’ (55-63) con la nuova tripla di Haynes. Con Orelik per Watt, coach De Raffaele prova il quintetto piccolo, ma la mossa non paga (anche per il tecnico rimediato dal lituano) e i padroni di casa tornano a -2 (61-63) al 27’30”. Bramos colpisce dall’arco dopo un rimbalzo offensivo di Biligha (61-66 al 28’), anche se, nel finale, De Nicolao è costretto due volte al fallo per fermare Culpepper (3/4 dalla lunetta e 66-68), riscattandosi però con l’assist per la schiacciata di Biligha che chiude il quarto sul 66-70.

Culpepper ridà da tre punti il -1 (69-70) a Cantù in avvio di ultimo quarto, con Cerella e i liberi di Orelik che permettono all’Umana Reyer di riallungare sul 69-74 al 31’30”. La panchina orogranata chiama time out dopo la tripla di Cournooh del 72-74, ma i padroni casa non mollano e, con una schiacciata di Culpepper, una tripla di Smith e un canestro di Crosariol riportano addirittura avanti Cantù (79-77) a metà periodo. Entra capitan Ress e l’impatto è devastante: cinque di fila e time out lombardo sul 79-82 al 36’. Dopo una tripla sbagliata da Ress, Bramos recupera il rimbalzo offensivo e lo converte nel 79-84. Ma non è finita: Burns riporta Cantù ad un possesso di ritardo e Culpepper ha la possibilità di riportare i padroni di casa avanti a -40” segnando una tripla con fallo di Haynes, ma sbaglia il libero supplementare. Sull’84-84, Johnson non trova il canestro e Haynes sfrutta il bonus non ancora raggiunto per fermare Culpepper, sul quale poi Bramos difende al meglio, portando la partita al supplementare.

Il primo canestro dell’overtime è quello di Chappell in contropiede per l’86-84, poi Orelik controsorpassa da 3 (86-87) al 41’30”. Cantù chiama time out dopo il fallo di Chappell che manda in lunetta Bramos (1/2 e 86-88 al 43’). La difesa orogranata porta Cantù all’infrazione di 24”, Peric fallisce un sottomano, ma Cournooh sbaglia da 3 e, a -1’03”, spende fallo a rimbalzo su Orelik (2/2 e 86-90). Crosariol riavvicina i padroni di casa, poi Burns spende fallo su Biligha, ben pescato da Orelik, ma, a -33”, il centro fa 0/2 e, a -21”, spende fallo su Culpepper: anche in questo caso, però, è 0/2 e il rimbalzo è nelle mani di Bramos, che consegna a Orelik, fermato fallosamente a -16”. Dal viaggio in lunetta arriva stavolta un 1/2 (88-91), poi l’ingenuità di Bramos a -9” concede tre liberi a Chappell: arriva un 2/3 (90-91), con rimbalzo di Orelik e fallo a centrocampo su Johnson a -6”: il suo 2/2 dà il 90-93, poi lo stesso Johnson spende fallo su Culpepper (-3”) e il canturino, pur cercando di sbagliare il secondo libero, fa 2/2 con l’immediato time out di coach De Raffaele sul 92-93. La rimessa di Bramos raggiunge Biligha sul lato debole: dopo un palleggio, arriva una palla persa, ma per Cantù è troppo tardi.

Parziali: 13-30; 43-45; 66-70; 84-84

Red October: Smith 13, Culpepper 26, Pappalardo ne, Cournooh 7, Parrillo 3, Tassone ne, Crosariol 12, Maspero ne, Raucci, Chappell 18, Burns 13. All. Sodini.

Umana Reyer: Haynes 19, Peric 10, Johnson 8, Bramos 16, De Nicolao 2, Jenkins 5, Orelik 20, Bolpin ne, Ress 5, Biligha 2, Cerella 4, Watt 2. All. De Raffaele.

(foto Gorini/Cantù)