Sanga & Contagio azzurro. Le considerazioni di Giovanni Lucchesi

09.03.2018 14:19 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 118 volte
Sanga & Contagio azzurro. Le considerazioni di Giovanni Lucchesi

Nella giornata del Contagio Azzurro del 7 marzo le
nostre ragazze e atlete hanno avuto la fortuna di allenarsi,
confrontarsi e vedere all’opera Giovanni Lucchesi, l’allenatore italiano
di pallacanestro più vincente a livello giovanile. Ora assistente di
Crespi sulla panchina della Nazionale Femminile, vanta nel suo ricco
palmares una medaglia d’argento con l’Under 16 Femminile, agli Europei
di Katowice (Polonia) nel 2008, nel 2010 la medaglia d’oro all’Europeo
Under 18 di Poprad, in Slovacchia, nel 2015 l’Argento all’Europeo Under
16 di Matosinhos e la medaglia d’Argento a Saragozza al Mondiale Under
17. Ha osservato con cura ogni aspetto della lunga giornata di sport e
con grande passione ed entusiasmo ha poi allenato un gruppo misto Under
16-18 delle Orange. Dopo averlo ammirato all’opera siamo riusciti ad
avvicinarlo e abbiamo cercato di carpire i segreti di un grande coach:
“Come dico sempre alle ragazze che alleno noi allenatori siamo niente
senza di voi, quindi la mia attenzione è tutta rivolta a loro. La mia
vocazione è quella di essere aperto al mondo. Per me allenare è prima un
divertimento, i risultati sono solo una conseguenza”. Grazie anche al
suo lavoro il basket in rosa è in netta crescita negli ultimi anni e sta
gettando basi importanti per il futuro. “Questo non è un discorso
facile. Noi dobbiamo essere in grado di valorizzare quello che viene
fatto nelle società. In questo modo possiamo alimentarci di buona
energia per andare ancora più avanti, perché non dobbiamo accontentarci,
il momento è buono per alzare ancora l’asticella. Bisogna essere pronti
a cogliere le occasioni che si presentano e non scoraggiarci se capitano
annate non competitive. In quei casi serve avere un piano B e lavorare
magari con meno ragazze ma più valide e fare crescere loro per far
progredire le altre. In poche parole dobbiamo avere una visione globale
del progetto”. Coach Lucchesi è ambito anche da molte squadre senior ma
la sua vocazione è quella di lavorare con le giovanili. “Allenare
ragazzi e ragazze per me è una soddisfazione incredibile, mi piace
l’idea di poter incidere su di loro. Un mio amico, Lanfranco Giordani,
mi ha detto: “Il talento è come il torrente, prima o poi il mare lo
trova”. Ecco il nostro lavoro deve essere questo, far si che il talento
sia incanalato nella giusta direzione. Dobbiamo mettere al talento
argini adeguati per farlo emergere, allenando a 360°, lavorando anche
insieme su tecnica, linguaggio del corpo e testa dei nostri ragazzi. Con
le ragazze poi è anche più difficile perché non hanno l’abitudine a
imitare modelli sportivi come fanno i maschietti. Un allenatore moderno
oggi deve lavorare anche sull’aspetto motivazionale perché il mondo
cambia rapidamente e nel quotidiano lavoro dobbiamo metterci anche un
pizzico di sensibilità per capire i loro problemi e favorire la loro
crescita. Io e Marco parliamo molto con le nostre ragazze per capire il
loro carattere e aiutarle dove possibile. In quest’ottica è molto
importante il progetto Sanga improntato su una zona metropolitana
difficile. Ho lavorato con quasi 20 loro ragazze Under 16-18, un gruppo
importante che non è facile trovare oggi nei club. Le società devono
avere progetti chiari e precisi fondati su basi solide, senza fare passi
più lunghi della gamba, magari focalizzandosi anche su poche cose ma
farle funzionare bene e aggiungere poi piano piano, un po’ alla volta,
altra carne al fuoco. Questa è la ricetta per crescere tutti insieme”.