A2/F - Maaja Bratka, il colosso di Broni si racconta

Figlia d'arte, la 24enne nazionale dell’Estonia è uno dei punti di forza della Omc: «Qui mi trovo bene, anche se non parlo italiano»
 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 396 volte
Fonte: Franco Scabrosetti - La Provincia Pavese
A2/F - Maaja Bratka, il colosso di Broni si racconta

BRONI. Con i suoi 190 centimetri, non passa certo inosservata quando va a fare la spesa al supermercato di Broni. Oramai in paese tutti la riconoscono: «E' Maaja Bratka, la straniera della nostra squadra di pallacanestro», dicono i tifosi ma anche le persone che magari non frequentano abitualmente il PalaBrera.

Arrivata quest'estate dal campionato britannico, la 24enne estorne è una delle pedine fondamentali della squadra di coach Roberto Sacchi: grazie alle sue doti atletiche e alla facilità con cui vede il canestro, è diventata l'«incubo» delle difese avversarie, costrette a raddoppiare o triplicare la marcatura su di lei. Nelle 26 partite di stagione regolare Bratka ha segnato 366 punti (14,6 di media) e catturato 224 rimbalzi (9 di media). Una ragazza umile, riservata ma che quando scende sul parquet si trasforma in un «colosso».

Quando ha cominciato a giocare a basket?

«Avevo nove anni. Mio papà Märt (alto 2 metri e 16 cm per la cronaca) e mia mamma Inga praticavano già questo sport, erano nella formazione del Tartu. Mia mamma era arrivata anche in nazionale. Ho cominciato a giocare con il club della mia città, il Tartu Kalev».

Quando si è trasferita in Inghilterra?

«Dopo la scuola superiore, mi sono trasferita in Inghilterra per studiare scienze sportive e management al Loughborough College, nei pressi di Leicester. Mentre mia sorella Maia (sì, nome quasi uguale, manca una “a”, ndr.) si era trasferita per studiare e giocare negli Stati Uniti. Giocavo con la squadra del college e anche con i Leicester Riders, formazione della Wbbl (Women's british basketball league, il massimo campionato britannico di pallacanestro). Il basket, soprattutto quello maschile, anche in Gran Bretagna richiama un buon numero di spettatori, non certo quelli del calcio o del rugby. In Inghilterra è molto praticato il netball che è molto simile alla pallacanestro, ma non c’è contatto fisico, a me non piace»

Sa che a Leicester c'è una squadra di calcio che guida la Premier League inglese?

«Sì certo. Conosco il Leicester City, so anche che attualmente è allenato da un italiano, Claudio Ranieri».

Come è arrivata in Italia?

«E' stato il mio agente a contattarmi e dirmi che c'era un'offerta da una formazione italiana. Non è stato strano per me venire in Italia, è tutto ok».

Com'è stato il suo primo giorno a Broni?

«E' carino, è un posto tranquillo e piccolo. Io vengo da Tartu, che è la seconda città dell'Estonia per numero di abitanti, ne conta circa 100mila, grossomodo come Pavia, ma anche qui mi trovo bene. L'unico problema è quello della lingua perché mi parlano in italiano e io rispondo No parlare italiano, perché altro non so dire».

Che rapporto ha con l'allenatore?

«Cico? Good. Generalmente della traduzione delle indicazioni si occupano Arianna (la capitana Zampieri) o Virginia (Galbiati)».

E con le compagne?

«Ho un ottimo rapporto con tutte le mie compagne, ci troviamo insieme anche fuori dal campo, magari andiamo a cena, al bar, a vedere qualche partita di basket in zona».

Domenica ha visto Parma- Vigarano di serie A1, cosa pensi del massimo campionato italiano?

«Penso che ci siano giocatrici più fisiche rispetto alla serie A2, e soprattutto diverse giocatrici che vengono dal Nord America. Queste penso che siano le differenze principali tra la serie A1 e la serie A2 italiana. Naturalmente mi auguro di poter giocare in serie A1, sarebbe molto bello farlo con Broni».

Ha un giocatore di basket preferito?

«Onestamente no. Ma qualche volta guardo in televisione le partite dell'Eurolega. Comunque raramente».

Come passa il tempo libero?

«Mi piacciono i film, le serie televisive, le commedie, i drammi. Anche quando studiavo, appena avevo un po' di tempo libero andavo volentieri al cinema».

Le piace la cucina italiana?

«Certamente sì. E' decisamente meglio rispetto a quella inglese. Amo soprattutto la pizza, come in Italia non si trova da nessuna parte. Poi mi piace tantissimo

il gelato, un po’ tutti i gusti, ma in particolare il pistacchio».

Le piacciono gli animali?

«Sì, tanto.. A casa ho un gatto e prima avevo anche un cane che non c’è più, purtroppo. Ma spero tanto di poterne avere un altro in futuro».