A1 F - Broni, coach Cico Sassi: "Siamo il faro di tutta la Provincia", in arrivo l'USA

02.08.2016 10:07 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 157 volte
Fonte: La Provincia Pavese
A1 F - Broni, coach Cico Sassi: "Siamo il faro di tutta la Provincia", in arrivo l'USA

.«Siamo la principale realtà sportiva del territorio», coach Roberto Sacchi non ha dubbi: la Pf Broni 93 sarà il faro della provincia di Pavia nella prossima stagione sportiva. Dopo la presentazione di Ashley Ravelli, mancano gli ultimi due tasselli per completare il gruppo che affronterà la prima stagione in serie A1. Il primo, una guardia tiratrice americana, con alle spalle molte esperienze in Europa (Svezia, Germania, Inghilterra) sarà svelata a metà settimana, probabilmente mercoledì; mentre la decima potrebbe essere una Under 20. Intanto il coach pavese fa il punto sulla situazione.

La squadra è oramai fatta, soddisfatto del gruppo?

«Assolutamente sì. Direi che alla fine abbiamo fatto con calma e pazienza, cercando di vedere una serie di cose perché non era importante solo la qualità tecnica delle ragazze, ma siamo andati a verificare tanti aspetti per inserirle al meglio nel nucleo storico dell’anno scorso e devo dire che abbiamo fatto centro. Ashley Ravelli è una ragazza super, la nigeriana e l’altra straniera hanno tutti i requisiti, visti i nostri obiettivi per il primo anno di A1. Sono super soddisfatto, poi comunque sarà il campo a dire come saremo, ma penso di avere un gruppo con cui poter lavorare e fare bene, facendo divertire i nostri tifosi».

La pazienza nel costruire la squadra è stata la carta vincente dell’anno scorso. L’altra è stata il raduno anticipato. Lo farete anche adesso?

«Pensavamo di partire più tardi perché si pensava che il campionato iniziasse a metà ottobre. Invece uscendo la data del primo ottobre, dobbiamo iniziare penso il 23 agosto. Purtroppo, o per fortuna, essendo in A1, avremo anche delle americane, per cui purtroppo ci sono dei problemi di visti e di voli. Io spero che quando inizieremo saremo qua tutti, ma per le straniere i dirigenti dovranno fare i salti mortali perché ci sono mille cose burocratiche. Sei settimane possono essere poche o tante per preparare un campionato, certo che avere confermato sei ragazze dell’anno scorso, renderà più semplice l’amalgama del gruppo. Vediamo, non dipende da noi: le ragazze sarebbero venute subito perché hanno una voglia pazza di iniziare».

E’ uscito il calendario, come lo valuti?

«Tutto sommato non possiamo lamentarci. Le squadre prima o poi vanno affrontate tutte. Ci sono capitate subito Napoli e Ragusa, però poteva andare peggio con Schio. Poi abbiamo in casa Battipaglia, penso che il calendario non sia né favorevole né sfavorevole. Dobbiamo pensare ad una partita alla volta. Penseremo a Napoli, poi alle altre. Tutto sommato non è andata malissimo».

L’Opening Day a Lucca, cosa significa?

«Ho pensato alla prima giornata sì, ma adesso ho per la testa mille altre cose. Forse cominceremo a sentirlo una settimana prima. Certo quando uno inizia un’avventura del genere pensa che si godrà alla grande quel fine settimana. Intanto pensiamo ad arrivarci preparati».

Hai superato il clinic allenatori di Bormio. Cosa ti è rimasto?

«Mi ha dato tantissimo. Chiaramente molto sotto il profilo tecnico perché sono stati venti giorni di full immersion. Mi ha dato tanto a livello di persone, si è formato un gran bel gruppo di lavoro, con Raffaella Masciadri, Kathrin Ress, che fanno parte della Nazionale femminile. Mi ha dato tanto a livello organizzativo e di apprendimento. Lo devo a Broni che mi ha permesso di arrivare preparato a questo corso e passarlo. Sono partito anni fa, grazie ad Andrea che mi ha spronato a fare il percorso da allenatore: non ci avrei messo un solo euro».

Al Bar sono arrivati ancora i complimenti?

«Dopo la promozione era parzialmente scemato tutto. Invece complimenti a raffica a Bormio, poi ancora una processione al Bar dopo il clinic in Valtellina».

Ormai siete rimasti la principale realtà sportiva della provincia?

«Da sportivo mi spiace per quello che è successo al Pavia calcio, premetto. Sì, direi di sì, siamo la realtà sportiva numero uno perché se giochiamo con Napoli alla prima, e alla seconda siamo a Ragusa portiamo in giro il nome della nostra provincia in tutta Italia. E vado oltre siamo l’unica squadra lombarda che fa la A1 quando le squadre storiche saranno in A2».

Franco Scabrosetti