EuroLeague - Olimpia Milano, coach Pianigiani: “Abbiamo mollato troppo presto"

La sala stampa del coach dell'Armani Exchange dopo la sconfitta interna contro il CSKA Mosca
11.01.2018 23:37 di Fabrizio Fasanella Twitter:   articolo letto 768 volte
EuroLeague - Olimpia Milano, coach Pianigiani: “Abbiamo mollato troppo presto"

Contro il CSKA Mosca, l’Olimpia Milano non ha mai dato la sensazione di poter prendere in mano la partita per vincere. Il gap tra l’Armani e la compagine russa si è confermato troppo ampio, praticamente incolmabile. C’è da dire, però, che i padroni di casa hanno alzato bandiera bianca troppo presto. Lo sa bene coach Simone Pianigiani, che in sala stampa ha commentato la tredicesima sconfitta europea della sua squadra: “Oggi sapevamo che sarebbe stata una partita complessa per noi. Dovevamo avere un’enorme faccia tosta per rimanere dentro: quando un team come il CSKA perde due gare, entra in campo per massacrare gli avversari. Noi eravamo senza il play titolare che dà motore e ritmo, anche se Cinciarini ha fatto molto bene. In queste situazioni perdiamo facilmente fiducia. Quando hanno cominciato a voler darci quaranta punti, non siamo riusciti a fermarli. Noi siamo comunque rientrati nel terzo quarto: in quella fase del match, però, abbiamo fatto un paio di pollate e abbiamo preso dei punti in contropiede. Questo dispiace. A quel punto, ognuno si è perso nelle proprie paure e tutti hanno iniziato ad aspettare la fine. Loro sono la miglior squadra dell’EuroLeague, a noi qualcosa manca ma devo comunque fare i complimenti ai miei giocatori per come si sono allenati. Gudaitis è stato fermo e ha perso sei chili in una settimana, lo avete visto. Questa è stata solo una delle tante difficoltà dell’ultimo periodo, anche se i ragazzi hanno continuato a lavorare bene. Tenere tali ritmi con gli acciacchi è faticoso per tutti. Non voglio esagerare, però dico che la squadra c’è ancora. Mi spiace perché oggi non abbiamo utilizzato questa partita come un’occasione per crescere: abbiamo mollato troppo presto”, ha detto l’ex c.t. della Nazionale, che ha poi risposto a una domanda sulle difficoltà di Andrew Goudelock: “Faccio fatica a parlare di singoli. Qui ho sempre difeso i miei giocatori e continuerò a farlo. Ci sono stati dei fraintendimenti su delle cose che, in realtà, io non ho detto su di loro. Il mio compito è sostenere i ragazzi e cercare, in tutto questo, di farli pensare il meno possibile. Non dobbiamo caricare pressioni su pressioni”.