Una Final Eight di tanti Don Abbondio

08.02.2014 12:28 di Matteo Marrello Twitter:   articolo letto 1457 volte
Snaer schiaccia a canestro
Snaer schiaccia a canestro

Il coraggio, chi non ce l'ha non se lo può dare. Probabilmente questa in questa frase Manzoniana che si racchiude la sintesi della prima delle tre giornate della Beko Final Eight di Coppa Italia 2014. In ognuna delle quattro sfide abbiamo infatti visto squadre pimpanti e coraggiose imporsi o comunque osare per imposi, opposte a squadre rinunciatarie, confuse che hanno provate a rientrare quando però ormai i buoi erano già fuggiti dalla stalla. Siena, detentrice del trofeo, ha fatto valere da subito la propria linea accumulando un vantaggio in doppia cifra grazie ad un gioco preciso e lineare in attacco unito ad una solida difesa, che ha permesso ben poco ad una Acea priva di un playmaker di ruolo dopo la risoluzione con Jordan Taylor. Siena in compenso ha offerto una prova di squadra maiuscola con 20 assist di squadra, 8 dei quali del lungo Spencer Nelson. Anche alla voce rimbalzi la differenza tra le due compagine è stata netta: 39 i rimbalzi toscani, 26 quelli capitolini. Roma ha provato a rientrare tra il secondo ed il terzo quarto arrivando fino a -5, poi una tripla di MarQuez Haynes ha affossato definitivamente le velleità di rimonta giallorosse. La partita di Venezia contro Brindisi sembra un un “vincerò” di Pavarotti nel Nessun Dorma di Puccini cantato fuori tempo. Un acuto impressionante fatto di un 11-0 nei tre minuti iniziali, poi l'Umana inizia a dormire davvero e lascia il posto ad una sveglia Enel che con Snaer e Campbell prende il largo e si aggiudica agevolmente l'accesso alla semifinale. Cantù “danneggiata” forse mentalmente dalle pesanti assenze di Cinciarini e Brunner tra le fila reggiane, lascia scappare troppo la “tartaruga” Grissin Bon e quando occorre indossare i panni della lepre si accorge che il fiato per rincorrere è corto. Reggio sfodera per la prima volta un White vero uomo-squadra, unito ad un Bell intelligente e prezioso quanto basta. Kaukenas sembra uscito da uno di quei laboratori dove si producono creme contro invecchiamento. Coach Menetti è costretto a fare di necessità virtù gettando nella mischia il giovanissimo Mussini che non ha paura di far galoppare la squadra e prendersi responsabilità laddove servono, leggasi il tiro da tre punti che porta gli emiliani a +13 a 3' dall'intervallo lungo. Che dire di Milano-Sassari? La guardi al 12' e pensi di annoiarti a morte, con la squadra di Banchi destinata a fare un sol boccone dei sardi. Poi al 30' Drake Diener indovina uno dei suoi tiri sulla sirena e per Milano sembra affiorare l'incubo Planinic, con l'unica differenza che ci sarebbero però altri 10 minuti da giocare. Giocare non vuol dire giochicchiare e sperare ognuno nel talento del proprio compagno, evidentemente questo non è ancora entrato nelle teste dei giocatori della EA7 e questo ha portato al risultato finale con il solito fallimento da copertina della squadra di Proli che oramai sembra pronto per un album da collezione.

C'è chi  invece il coraggio prova a darselo ed è mamma RAI che cerca di descrivere sin dalle prime due partite un forum caloroso ed entusiasta, peccato però che le immagini proposte descrivessero ben altro....conflitto di interessi?

Avvicinandosi alla partita di Milano si è sentito spesso il leitmotiv di un Mediolanum Forum che andava via via riempendosi. Un po' come dire insomma che a dicembre-gennaio e febbraio fa freddo e bisogna tirare fuori i cappotti dagli armadi.

Spendere belle parole per il proprio prodotto va benissimo, magnificare quella dovrebbe essere la normalità rende il movimento sempre più piccolo ed insignificante agli occhi di tutti. A meno che qualcuno non ci voglia raccontare favole, sempre amesso che qualcuno abbia ancora voglia di stare ad ascoltarle.