Un Professionismo-Dilettante da rivedere

14.07.2012 23:02 di Sandro Spinetti  articolo letto 1519 volte
Un Professionismo-Dilettante da rivedere


Il Consiglio Federale, con le sue decisioni, ratifica i mali solo sfiorati dalla recente Riforma.

Era un Consiglio Federale molto atteso dall’intero Movimento Cestistico Nazionale ed in particolare dalla Piazza di Treviso, che attendeva una fumata bianca sulla sua istanza di mantenimento in A del Basket della Marca.

Le decisioni sono state lapidari quanto conformi ai regolamenti vigenti e seppure comprendiamo la grande amarezza del Gruppo Trevigiano, non si può imputare al C.F. di aver disatteso i Regolamenti, belli o brutti che siano, ma li ha solo applicati, non cercando alchimie che avrebbero leso, come in passato, i diritti acquisiti sul campo o creato dei precedenti normativi pericolosi in questa fase.

Treviso un caso anomalo, sia per la pulizia di bilancio, sia per la forza carismatica del Gruppo proponente, sia per i grandi meriti di un territorio devoto al grandissimo sport: ma i regolamenti, è bene sottolineare, tutelano tutti e la vicenda Venezia (Teramo) lo scorso anno, è un episodio non certo positivo.

Bologna ha ricominciato la scalata 2 gradini più in basso ed è tronata in A per fusione con Castelmaggiore, Scavolini idem, altre Piazze hanno beneficiato di “regolette” poco accettabili sul piano puramente dei meriti sportivi.

Diciamo a Treviso, ai trevigiani ed ai 3 grandi del recente passato, che i meriti dei Benetton restano tutti, che la loro Sigla è una vera e propria affiliazione ex novo e che l’ammissione in qualche campionato è già una “meritata eccezione” e che, forse, un anno meno impegnativo può essere invece utile per consolidare il Gruppo e per programmare quel futuro di nuovi successi che Treviso merita.

Teramo e Bologna erano casi annunciati, resta la critica verso un regolamento incomprensibile: il premio di permanenza usufruito da Teramo (si spera faccia giurisprudenza e prudenza), mentre Bologna, con tutto il bene che si può volere, ha ripercorso strade già battute e vissute da  tantissime Piazze d’Italia (ricordate le mille Rieti, le diverse Napoli e così via?).

Ostuni e me ne dispiace perché alla Puglia sono legato, è stato un sogno troppo grande per una realtà comunque piccola (anche qui si fara tesoro del caso ?), tanto che dire: è meglio essere il primo più in basso, che l’ultimo più in alto, è un’affermazione quanto mai veritiera ed attuale.

A valle di questi pensieri, ne sorge uno non tanto spontaneo , perché da anni lo diciamo: Una A1 a 16, la A Femminile a 12, Lega2 di là da venire (ultimo anno ?): non sono la piena conferma della Riforma primaverile, tanto osteggiata, che appare invece sacrosanta, insufficiente e forse tardiva ?

Invece di sgomitare per cercare un posto al sole, senza volerci provare o riprovare come Icaro, di opporsi o di ipotizzare chissà quali azioni, perché, noi italiancestisti, non ci stringiamo a corte, evitiamo la morte e rispondiamo all’Italia (del basket) che ci chiamò ?

Sandro Spinetti

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