The End. Ecco la stagione 2016-17 vista da Carlo Fabbricatore

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 4810 volte
The End. Ecco la stagione 2016-17 vista da Carlo Fabbricatore

(di Carlo Fabbricatore). Il meraviglioso brano “The End” dei Doors fa da sottofondo alla disanima della stagione 2016/17.

Cosa ci lascia l’ultima stagione agonistica? Una tirata serie finale di play-off che premia la Reyer Venezia vincitrice del titolo sull’eroica e decimata Trento. Vince l’esuberanza veneziana contro l’austerità trentina: un grande plauso ad entrambe le squadre. Ottima la gestione tecnica di De Raffaele e di Buscaglia che hanno reso camaleontici i loro team con cambi di difese e di giochi offensivi: avrebbero meritato lo scudetto ex aequo.

La stagione 2016/17 verrà ricordata come una delle peggiori dell’Olimpia Milano: ultima in Euroleague ed eliminata da Trento in semifinale senza l’onore delle armi. Stagione da dimenticare. Semplicemente fallimentare!

Pessima l’annata di Gentile che ha avuto una grande involuzione nel suo gioco senza trovare pace, dopo la partenza da Milano, né ad Atene né a Gerusalemme. Sarà in grado di risalire la china?

Ottima la stagione di Melli che adesso deve riconfermarsi a questi livelli di eccellenza: bravo e soprattutto modesto!

Molti addetti ai lavori sono passati dalla parola “progetto” al termine “programmazione”. Mi piacerebbe capire cosa si è programmato o progettato visto che non si intravedono nuovi giocatori di livello all’orizzonte e le società, escludendo alcune realtà ben note, dimostrano la loro atavica debolezza economica.

Per i nostalgici del passato vorrei ricordare che Roma ha bruciato grandi sponsor come  Banco di Roma e Il Messaggero di Gardini, lasciando tabula rasa alla faccia del progetto e della programmazione. Quanti giocatori romani sono stati prodotti? Pochi, molto pochi. Dalla metropoli alla provincia: la Siena (Montepaschi) dallo sponsor mugnifico e dagli scudetti in serie quanti giocatori ha prodotto? A voi la risposta!

Sempre di grande attualità il discorso sulle “bandiere”, forse pochi si ricordano che esistevano i cartellini e quindi i giocatori erano vincolati a vita: dovevi accettare le logiche societarie oppure non giocavi. Questa è la realtà del glorioso passato.

I dirigenti federali sono sempre gli stessi: burocrati che poco hanno da spartire con il campo, con curricula sportivi quasi inesistenti ma sempre capaci di discorsi a sensazione e ancorati alla poltrona anche a fronte di gravi insuccessi. Le federazioni invece di cercare di organizzare eventi “globali” farebbero meglio a creare network tecnici per incentivare la base. Meno premiazioni collettive e più lavoro sui giovani!

La notizia che il gigante Mc Donald ha abbandonato i Giochi Olimpici con il suo miliardo a quadriennio è passata quasi inosservata. Facciamoci qualche domanda a riguardo! Forse il format proposto non è più attuale.

La formula finale al meglio delle sette partite in giugno con i nostri impianti è pura follia. Non me ne vogliano Venezia e Trento ma il paragone con gli impianti di Spagna, Turchia, Grecia e anche Germania è impietoso. Sarebbe più opportuno giocare al meglio delle cinque partite anche per preservare la salute dei giocatori.

Abbiamo appreso che Ettore Messina non sarà più l’allenatore della nazionale: soltanto un grazie a un grande coach che ha sempre messo la faccia anche nelle sconfitte.

Aleksander Djordjevic accusa la FIBA di voler sovvertire il valore delle nazionali con la finestra durante la stagione penalizzando in modo esplicito alcune rappresentative: come non essere d'accordo con queste esternazioni?

Adesso siamo tutti tifosi delle ragazze, pronti a scendere dal carro alla prima sconfitta.

La pallacanestro o basket-ball ma in generale lo sport sta vendendo i piccoli orti come fossero i giardini dell’Eden.

 

Buona Pallacanestro tutti

Ad maiora

Carlo Fabbricatore