Tempi duri per la Montepaschi, Roma fa felice Toti

12.03.2013 09:49 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1581 volte
Tempi duri per la Montepaschi, Roma fa felice Toti

(Mario Arceri) -Tempi duri per la Montepaschi, anche sul terreno, quello del basket, dove finora aveva reagito più che bene alle terribili tensioni che attraversano la città. Battuta a Milano in modo tale da provocare twits polemici da Daniel Hackett (peraltro a riposo per infortunio) ma uscendo comunque a testa alta dall'orribile confronto di Assago otto giorni fa, sfortunata nella lunga trasferta in Russia al punto di perdere per un solo punto la doppia sfida diretta con il Khimki, sul suo campo è stata letteralmente travolta dalla Virtus Roma che ha regalato al suo presidente la vittoria più bella e desiderata.

Un ko per ventiquattro punti (70-94) non è uno scherzo. E' chiaro che sulla squadra di Banchi gli infortuni...

e il logoramento di una stagione fin troppo intensa (per il prolungamento dell'Eurolega) e ancora lunghissima cominciano a pesare e a pretendere un costo fin troppo alto. Non riesce a sfruttare il passo falso di Sassari ad Avellino rinata con Lakovic, riportandosi in scia verso il secondo posto e precipita invece nella tonnara della quarta posizione, raggiunta da Cantù e Milano, mentre si fa sotto anche Reggio Emilia.

Non servono processi nè inchieste (intesi come strumenti di approfondimento giornalistico in campo sportivo, sia chiaro): i motivi del crollo interno della Mens Sana contro una vecchia "bestia nera" che torna a fare bottino in Toscana sono evidenti. Gli ultimi fatti legati alle vicende della banca, lo schock cittadino per il suicidio di suo responsabile della comunicazione, le voci che si rincorrono intorno alla società, infine l'assenza di Hackett, il recupero ancora evidentemente incompleto di Ress ed Eze che impedisce a Luca Banchi di lavorare con la serenità psicologica e tecnica che sarebbe necessaria in una fase della stagione particolarmente importante, l'intensità del calendario (Siena è l'unica squadra italiana impegnata sul doppio fronte Italia-Europa dopo aver già concluso vittoriosamente la Final Eight), rappresentano altrettanti e ben validi motivi per la flessione di rendimento anche dei molti stranieri in squadra che non possono non risentire del clima pesante che inevitabilmente si vive in città. Bravissimi coach e società a limitare al minimo finora i danni, ma il violento ko di questa sera è un segnale che non è possibile sottovalutare.

Brava invece Roma ad approfittare della stanchezza atletica e mentale dell'avversaria per assumere subito l'iniziativa, affondare i colpi, colpire al corpo e continuare senza accusare flessioni. E' probabilmente la prima volta nella stagione che l'Acea si esprime con continuità ad alto livello per gli interi quaranta minuti: ha contribuito l'importanza della sfida e dell'avversaria, quel profumo di vertice che sente sempre più vicino, ma anche la maturazione della squadra che, da gruppo disinvolto di ragazzi senza eccessive ambizioni e pressioni che aveva iniziato la stagione, ha preso progressivamente e felicemente consapevolezza delle proprie qualità e della possibilità di continuare a stupire se stessi prima ancora che amici (sempre più numerosi) e avversari (sempre più preoccupati).

A Siena l'Acea ha giocato la partita (quasi) perfetta. Sempre avanti, quarto dopo quarto fino a disporre a piacimento nell'ultimo periodo di una Montepaschi ormai allo sbando. Buona difesa, ottimo attacco tornando a percentuali accettabili nel tiro da tre, tesi di laurea superata a pieni voti da Jordan Taylor vincendo il duello con Bobby Brown, bella rivincita di Gigi Datome che, impreciso nel tiro pesante, ha però offerto 36' di ottimo livello, nuova doppia doppia di Gani Lawal (14 punti e 14 rimbalzi), ritrovata efficacia da parte di Czyz, solita regìa occulta di Phil Goss nume tutelare di questa squadra, rendimento ad alto livello di Bobby Jones (due soli falli commessi in 26'). Discreto l'altro ex, Lorenzo D'Ercole, qualche aiuto anche da Lorant e spiccioli di tempo in campo per Feisal Aden, il somalo a disposizione per i momenti peggiori.

Dunque, Siena al tappeto come un pugile suonato, Roma che si conferma al terzo posto, ma stavolta in solitudine, a sole quattro lunghezze da Sassari, con la consapevolezza di aver riaffermato il proprio diritto ad essere considerata una realtà di peso, ma altrettanto consapevole che la muta inseguitrice (le squadre di maggior rango: Milano, Cantù, Siena) restano lì, indietro di due soli punti. C'è un'ulteriore considerazione da fare: Roma ha disputato finora 12 gare esterne e solo 10 in casa, come anche Milano e Caserta, e insieme all'Armani vanta il migliore rendimento esterno con nove vittorie e tre sole sconfitte (Milano, Bologna e Reggio Emilia). Vanta il 75% di successi fuori casa e solo il 60% al Palazzetto di Piazza Apollodoro. Fuori ha battuto anche Cantù e ha sfiorato la vittoria a Milano alla quale ha però ceduto anche sul proprio campo (con Sassari, Cantù e Siena le altre sconfitte interne). A decidere del suo futuro saranno le prossime due partite interne con Venezia e Bologna e la successiva trasferta a Varese che proprio a Roma all'andata subì la prima sconfitta stagionale, precampionato compreso. Se Calvani (che, insieme a Datome, ha festeggiato nel modo migliore l'assegnazione della Retina d'Oro) riuscirà a frenare l'euforia per questo successo di Siena, ad ottenere dal gruppo la stessa continuità di gioco espressa questa sera, a mantenere lieve la pressione sulla squadra, l'Acea, nel trentennale del suo primo e unico scudetto, potrà togliersi ancora qualche soddisfazione cominciando a programmare su basi ben diverse la prossima stagione che dovrebbe essere di potenziamento e non di consueto rinnovamento pressoché totale.

La settima giornata di ritorno aveva offerto indicazioni significative: la riscossa di Pesaro che merita per la nuova qualità della squadra e il solito entusiasmo della piazza posizioni ben diverse dall'attuale; il declino inarrestabile della Virtus Bologna superata in casa da Caserta rimotivata dall'ingresso del bolognese Galimberti alla guida della società; il prepotente messaggio di Avellino che ha spuntato le armi letali dei due Diener dimostrando che con Lakovic ha decisamente cambiato registro; la crescita di Milano con Alessandro Gentile più maturo ed efficace dopo la sosta forzata per infortunio; la potenza di Reggio Emilia che in rimonta ha frantumato i sogni di gloria di Montegranaro; la tranquillità di Varese tornata in fuga solitaria.

Sabato parte la spedizione italiana negli Usa. Petrucci, Laguardia e Pianigiani andranno a vedersi Chicago-Denver e ad incontrare Belinelli (ieri ben 43' in campo ma solo 11 punti nella sconfitta dei Bulls in California contro i Lakers per 90-81, con Kobe Bryant "fermo" a 19 punti e sei lakers in doppia cifra) e Gallinari, gli azzurri che oggi contano in attesa che Bargnani (infortunato, e Toronto è tornato a vincere, di misura su Cleveland: 100-96) dia segni di ripresa.