Sherlock Holmes e il mistero dell’Olimpia smarrita

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 3170 volte
Sherlock Holmes e il mistero dell’Olimpia smarrita

(di Carlo Fabbricatore). Ormai anche Scotland Yard ha gettato la spugna e l’ultima chance per ritrovare l’Olimpia viene affidata a Sherlock Holmes. Partiamo da alcuni inconfutabili indizi:

 

 

 

 

 

 

1)  Manca un leader difensivo che trascini i compagni.
2)  Non esiste un giocatore in grado di presidiare l’area e capace di condizionare gli avversari quando vanno in     penetrazione.
3)  Negli ultimi anni è sempre mancato l’uomo dell’ultimo tiro.
4)  Manca un gioco offensivo in cui tutti siano coinvolti: troppe conclusioni estemporanee.
5)  Troppi giocatori guardano alle loro statistiche senza pensare al bene della squadra.
6)  Incapacità di sacrificarsi per gli altri: la prova tangibile sono gli aiuti inesistenti o molto pigri in difesa.
7)  La difesa totalmente in balia degli avversari non riesce mai a condizionare gli attaccanti.
8)  Mancano gli uomini vincenti: tutti buoni giocatori ma incapaci di fare la differenza e a scanso di equivoci questo vale anche per Gentile.
9)  Non esiste un giocatore che nel momento topico della partita metta i compagni a posto per creare le situazioni ottimali sia in attacco che in difesa.
10) Non esiste l’attitudine alla sofferenza che porta a non sbracare: si può perdere ma sempre con dignità.
11) I troppi musi lunghi non aiutano a risollevarsi. Spesso le posture del corpo e le espressioni in campo sono da vittime sacrificali. Manca la serenità in campo.
12) Scelte tecniche (quintetti e sostituzioni) dell’allenatore discutibili.
13) Esternazioni dell’allenatore, a cui la società ha dovuto mettere una pezza, alcune volte fuori luogo. Le sfuriate e/o gli attacchi ai giocatori in conferenza stampa a ogni partita sortiscono l’effetto inverso.
14) A livello di Euroleague non si possono prendere le partite come gite aziendali.
15) Essere professionisti non solo negli ingaggi ma anche negli atteggiamenti in campo. Non credo nelle bandiere, cosa fuori dal contesto di professionismo esasperato dei nostri tempi, ma soltanto in giocatori corretti verso chi li paga.
16) otalmente inutile vivere nel passato che spesso è ingigantito: non si vive di ricordi! La vittoria più bella è la prossima!
17) Scouting assolutamente insufficiente: troppi giocatori sbagliati per attitudine tecnica e morale. Le squadre si creano mettendo tutti al posto giusto: dirigenti, staff tecnico, preparatori e giocatori che devono essere perfettamente amalgamati.
18) La Proprietà ha investito moltissimo ma è venuto il momento di fare il salto di qualità (qualche urlaccio sarebbe necessario anche andando contro la propria mentalità).

Tre indizi fanno una prova: Sherlock Holmes sarà in grado di trovare il colpevole? La mission è molto complicata ed è molto simile al delitto perpetrato a New York dove ormai da decenni si sta cercando di capire chi sia il colpevole degli insuccessi della squadra della Grande Mela.

P.S. Cambiare tutto ogni anno non aiuta anzi rende tutto più difficile.

Buona Pallacanestro a tutti e ad maiora

Carlo Fabbricatore