Serie A - Cosa ci lascia il girone di andata

Il film del girone di andata. Riavvolgiamo il nastro, rivivendo le vittorie più incredibili - ma anche le sconfitte - della prima metà del campionato, per poi arrivare ad un'analisi finale.
 di Alessandro Palermo  articolo letto 2568 volte
Serie A - Cosa ci lascia il girone di andata

Con il sentitissimo derby tra Pallacanestro Cantù e Olimpia Milano, vinto dall'EA7 di un indemoniato Kruno Simon, il primo giro di boa del campionato di Serie A è stato ufficialmente archiviato nel database dei ricordi. Il girone di andata della regular season si chiude con la tredicesima vittoria dei campioni d'Italia in carica, soli al comando della classifica, come era ampiamente prevedibile. Metà commedia l'abbiamo già vista, sul set sono state girate 15 scene ricche di colpi di scena - salvo gli esiti scontatissimi di quasi tutte le partite di Milano - che hanno comunque animato e reso emozionante una Serie A eccessivamente denigrata. Lo spettacolo non ha deluso fino adesso, per continui stravolgimenti. Ai più scettici, che ancora scettici restano dopo il nostro entusiasmo per un campionato sicuramente declassato ma non per questo noioso, consigliamo di andare a sfogliare indietro le pagine del libro.

IL FILM DEL GIRONE DI ANDATA
Come fosse un caldendario dell'avvento, nelle quindici - anziché 24 - caselle del girone di andata troviamo sempre un cioccolatino, una sorpresa. Andando a ritroso, dalla quindicesima alla prima giornata, troviamo subito il clamoroso risultato di Reggio Emilia, dove la Vanoli ha fatto a pezzi una Grissin Bon decimata fin dal primo quarto (6-25), gara terminata +17 per gli ospiti. Quella stessa Grissin Bon capace, senza Stefano Gentile ed Amedeo Della Valle, di battere al "PalaDozza" la favoritissima Milano. Nell'ultimo match del 2016, rivincita della scorsa finale scudetto, i padroni di casa - con il classe '99 Federico Bonacini in quintetto - hanno disputato una partita eroica, nonostante in campo per ben 20' ci fossero due under 19. Impossibile non citare il derby tra Varese e Cantù, alla decima giornata, dove i brianzoli epugnano il campo dei cugini giocando in sette. Nonostante le rescissioni contrattuali di Romeo Travis e Gani Lawal, per non parlare del cambio allenatore appena qualche giorno prima, Cantù coglie una delle vittorie più incredibili degli ultimi anni. Alla nona troviamo un altro colpo esterno della Vanoli, che più a sorpresa non si può, in grado di espugnare il campo di Sassari dopo sette ko consecutivi. Una reazione d'orgoglio di Cremona, che ha permesso alla squadra allenata oggi da coach Paolo Lepore di rilanciare le proprie speranze per la salvezza. Salvezza, lo stesso obiettivo che sarebbe dovuto appartenere anche all'Orlandina ma che invece si ritrova al quinto posto del campionato ed alla Final Eight di Rimini. Che i siciliano facessero sul serio si era capito fin dalla quinta giornata, dopo un terzo del girone di andata, dove Cantù venne annientata dalle triple di Drake Diener e compagni. Al "PalaFantozzi" finì +43 per i locali e record societario per il maggior scarto inflitto agli avversari, così come il -43 sancì il peggior risultato di sempre per Cantù. E pensare che una settimana prima la Red October era stata capace di infliggere alla Dinamo Sassari una sonora sconfitta (-21), quella stessa Dinamo che aveva battuto di 23 lunghezze Brescia il weekend precedente. Quasi come un circolo vizioso, un vortice di ribaltamenti, avrete siuramente notato come il girone di andata abbia spesso visto una squadra stravincere contro un'altra, per poi rimediare una figuriaccia imprevedibile, o viceversa. Il campionato ci aveva avvertito in fondo, sin dallo sparo iniziale con Caserta che batte Reggio al primo turno, per poi perdere alla seconda giornata di 19 a Varese. Per non essere prolissi vi abbiamo risparmiato ogni preciso weekend, saltando qualche giornata di campionato ma vi assicuriamo che - calendario alla mano - ogni settimana ha dato vita ad una sorpresa, le emozioni non sono mancate e non mancheranno nemmeno al ritorno.

COSA CI LASCIA IL GIRONE DI ANDATA?
Partendo dalla cima, per arrivare al fondo della classifica, troviamo Milano con 13 vittorie e due sole sconfitte. Gli uomini di coach Jasmin Repesa sono stati di parola, dovevano ammazzare il campionato fin dalla prima giornata e ci sono riusciti, salvo lo scivolone inaspettato quanto inacettabile del "PalaDozza". L'altro scivolone dell'EA7, al "Taliercio" contro la Reyer, concide con un mese di dicembre nerissimo in Europa. La domanda è: "Sono ancora loro i favoriti per lo Scudetto?", certo che sì. L'Olimpia soffre, più del previsto (vedi le partite del Forum contro Brindisi prima e Pesaro poi) ma è nettamente la squadra più forte del campionato. La stagione, però, è lunga e nei playoff può succedere di tutti. Sicuramente peseranno anche le fatiche di coppa ma se, come ormai sembra scontato, l'Olimpia non si dovesse qualificare per la post season di EuroLega, allora le pretendenti al titolo avranno qualche chances in meno. Più stanca arriva l'EA7 ai playoff scudetto e più le altre possono sperare. Abbiamo citato le pretendenti al titolo, ma chi sono le rivali di Milano?

PER LO SCUDETTO
Venezia, Avellino e Reggio Emilia. Sono queste le principali avversarie dei meneghini, citate in ordine di classifica ma forse anche per pericolosità. Venezia-Avellino insieme, come del resto dice il loro bilancio identico (11-4), più staccata Reggio. Quest'ultima, partita come candidata numero uno a dare fastidio a Milano, è riuscita a mantenere lo standard della scorsa stagione, per poi però cadere a picco (si fa per dire, visto che è comunque quarta). Sconfitte, sei, figlie di tanti - troppi - infortuni. Con la squadra al completo, se la giocano alla grandissima con il blasone di Giorgio Armani. Quanto a Venezia ed Avellino, invece, hanno avuto un percorso diverso, nonostante le stesse vittorie e lo stesso numero di sconfitte. Gli irpini sono sembrati più costanti e più squadra, mentre i lagunari sono partiti un po' così, con 3 vittorie e 3 ko nelle prime 6, affidandosi troppo spesso ai singoli. Dopo, però, sono arrivati sette successi in fila per gli orogranata, che hanno fatto prendere il volo alla formazione allenata da coach De Raffaele.

LE ALTRE
Poi, c'è un quartetto di squadre niente male, che possono dire sicuramente la loro, seppur in maniera diversa. Sassari, Capo d'Orlando, Brescia e Brindisi. Le prime due si dividono la quinta piazza (in classifica è avanti per lo scontro diretto l'Orlandina), mentre le altre due sono appollaiate alla settima. Tra le quattro, chiaramente, quella più indicata a vestire i panni dell'outsider è la Dinamo, che - sulla carta - può avvicinarsi ed aggiungersi al trio delle anti-Milano. Quanto all'Orlandina ed alla Leonessa, la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia è già un successone che però non deve riempire troppo lo stomaco. Se dovessero perdere l'appetito dopo il gran buffet di Rimini, potrebbero anche scivolare fuori dalle prime otto. Resta l'Enel di coach Meo Sacchetti, squadra frizzante e capace anche di sorprendere nel girone di ritorno. I pugliesi possono ambire anche ad un sesto posto ma sarà durissima.

NEL LIMBO
Nel limbo tra i playoff e una salvezza tranquilla c'è un'accozzaglia formata da Pistoia, Caserta, Torino, Cantù e Trento. Se per i toscani il discorso playoff sembra fuori luogo, per le altre potrebbero esserci delle chances. La Juve era partita in questo girone di andata a spron battuto, sorprendendo tutti. Poi, l'estro ed il talento di Edgar Sosa non è bastato per acciuffare quella Final Eight che sembrava ormai ad un passo. L'amarezza è tanta, così come la convinzione che questa squadra, tra le prime otto, può starci alla grande. E dire che, secondo i pronostici e la crisi societaria, avrebbero dovuto lottare per salvarsi. Sono in ripresa anche Torino e Cantù, vere e proprie mine vaganti del campionato. I primi possono stupire e arrivare ai playoff, per i secondi sarà dura classificarsi ottavi ma con la "cura" Kiril Bolshakov (e con un Pat Calathes in più) tutto è possibile. Quanto a Trento, pare che la Dolomiti Energia dovrà accontentarsi di una salvezza tranquilla. Per quest'anno, dopo due qualificazioni consecutive, i playoff non fanno a caso loro.

LOTTA SALVEZZA
Pesaro, Cremona e Varese. Sono queste le ultime tre al primo giro di boa, così come potrebbero essere sempre loro tre a giocarsi il tutto per tutto ad aprile. Nel trio c'è una Openjobmetis in crisi ma che, grazie ad una rosa molto più profonda delle altre due, può impiegarci meno tempo per sgattaiolare via dalla zona calda. Se dovessimo fare un pronostico, sotto tortura, una tra Vuelle e Vanoli retrocederà in A2.

Editoriale a cura di Alessandro Palermo