Sacchetti tra Dracula, elfi e la Transilvania

27.02.2018 20:37 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 610 volte
Fonte: Oscar Eleni
Sacchetti tra Dracula, elfi e la Transilvania

Oscar Eleni insieme alle simpatiche sorelle vampiro nei boschi della Transilvania per farsi spiegare dagli elfi del bosco, più che dai Dracula che servono l’informazione in tutti i sensi, queste visioni che disturbano il buon senso, anche se a SKY le spiegano bene. Ci mancherebbe. Hanno lasciato il basket e non sanno se si terranno il calcio, ma quando possono trasmetterlo loro è una lezione senza fine per il colto e l’inclita. Ne sanno una più di Johyn Wooden,  e il povero inventore del gioco è stato chiamato dal sommo ordinatore per sapere se, tornando ai tempi nostri, non era passato da Rogoredo quando per trovare l’intuizione.
I successi di Azzurra, che adesso tutti chiamano volentieri Tenera creatura, ci confondono dopo la settimana choc passata a Firenze dove i “bravi” le prendevano da don Abbondio, anche se a Torino ilo coraggio poi lo hanno trovato, tutti fuori e squadra sola con l’allenatore. Capiamo benissimo le proteste dei bistrattati di oggi, dal rugby a cui non capita mai una Romania da sculacciare in pubblico, al calcio anche se, lo avete visto, stanno cercando una cortina  di fumo per andare avanti più o meno come prima, come sempre. Non scopriamo niente di nuovo se vi diciamo che le federazioni in crisi di risultati, tipo l’atletica, urlano che è troppo facile mangiare la minestra se le finestre che ti spalanca la FIBA, la casa madre, sono quelle di questi mesi dove faceva freddo anche prima che arrivasse Burian.
Eh no, diranno i buonisti a servizio, se non vi va  bene neppure una Nazionale che vince, allora dite voi cosa si deve fare. Calma, brava gente, come si fa per i tiri ignoranti e quelli importanti bisogna pesarli. Battere l’Olanda non è stato poi così difficile anche se gli orange venivano a prendere tutti i rimbalzi sotto il nostro canestro, avessero avuto anche dei giocatori sul perimetro chissà. Sbranare la Romania del povero Markovski è stato facilissimo anche se resta l’ombra tragica del secondo quarto perso 13-12. Eh sì, dove starà la verità? Non è vero che non ci accontentiamo mai. Pane al pane e vino al vino. Ci piace come lavora Sacchetti su questo gruppo che poteva sembrare la cavalleria dei disperati di Sandor. No. C’è dentro qualcosa che piace. Fanno gruppo, sembrano squadra. Più facile senza satrapi egoisti al seguito, senza giocatori presentati al mercato delle pulci come “ fenomeni”. Allora si va avanti con questi? Beh, ci servirebbe qualcosa per essere meno vulnerabili sotto canestro, ma prima che arrivino i frutti della semina inizia sui lunghi da Fucka passerà del tempo e  quelli che stanno nel nostro massimo campionato, a dire la verità, non se li prenderebbe nessuno. Ha ragione la voce di SKY quando ti dice che vorrebbe 12 Brian Sacchetti, 10 Burns, anche se poi sono gli stessi che si spogliano nelle notturne NBA seguendo le triple doppie. Camminiamo nella boscaglia sentendo la cetra di Romeo, una musica che invita a pensare non a brindare. Ecco facciamo così. Teniamoci la settimana santa passata nella bella Treviso e  nella sbalordita Cluj dove non credevano di essere così brocchi. Ragioniamo prima di cantare vestendo Amedeo Della Valle con i paramenti del doge. Prendiamo le misure, le prenda anche questo giocatore rimandato da Pianigiani a suo tempo, si è consolato sapendo che il piccolo principe che ora ascolta dietro la porta le riunioni dei ricconi Armani, lo fa spesso, come direbbe Datome, come gli ricorderà Abass, il Peter Pan messo da parte anche  nell’ultimo europeo. Deve lavorare e per fortuna può farlo nel posto giusto, perché a Reggio Emilia sanno come aiutarlo e avete visto che quelli che se ne sono andati sbattendo la porta non è che volino in paradisi speciali. No, non  prenderemmo mai come verità rivelata la prestazione di Polonara in Romania. Ci sembrava in progresso, si vede che non ha digerito l’aglio che serviva in Transilvania, ma i bilanci si faranno alla fine. Certo si resta perplessi e lo diranno anche quelli di Avellino perché Ariel Filloy da un po’ di tempo sembra ingolfato. Una volta ti mandavano a respirare aria buona in montagna, adesso non si può con tutte queste partite e in Romania, a dire la verità, pensavamo che Sacchetti avrebbe messo nei 12 il suo Ruzzier, ma forse lo ha bloccato, lui che davvero sa dire anche verità scomode, davanti ai farisei che si sarebbero ricordati che è anche l’allenatore di Cremona. Eh sì, come diceva Pozzetto a Montesano, mentre inseguiva un falso benefattore che vendeva droga   nascosta nei giocattoli da regalare ai bambini, capita quando chi ha tanto ti chiede di fare beneficenza con un  clic, questo è proprio un piccolo mondo. Per fortuna ci sono i Romeo Sacchetti e i Boscia Tanjevic ad illuminarlo, anche se l’uomo che ha sempre regalato qualcosa  agli altri, tenendo poco e niente per se stesso, ci è sembrato davvero alla ricerca dell’eterna gioventù con il suo bel pullover mostrato al popolo del Palaverde. Ecco, Treviso, la Ghirada, il Palaverde, la Nazionale. Qualcosa che ci mancava nella mistica. Tutto celebrato bene e ha ragione Petrucci quando nelle sue preghiere, beh sì, anche i presidenti federali pregano, si augura che Gilberto Benetton torni davvero nel basket anche se Buzzavo e la Ghirada sono vivi e  combattono per noi.
Si torna alla trincea del campionato dove molti non vedevano l’ora di dare le ferie a giocatori che, magari, meritavano, di stare in palestra dal mattino alla sera. Vedremo che ode potremo cantare per le squadre risanate.
Pillole nei tempi morti, dalle case di ghiaccio per le favorite uscite in gramaglie dai giochi fiorentini alle lussuose dimore di Gino l’aristogatto con seimila amici su Facebook.
Prosecco senza limiti per Schio che ha rivinto la coppa Italia femminile. Bella atmosfera ad Alessandria, bel lavoro di Sport Italia e dei suoi commentatori: competenza e passione. Per la verità sulla competenza e la passione non ci sta deludendo nessuno, di questo il basket dovrebbe essere felice, peccato che la sbornia mai avuta prima dagli appassionati di questi sport faccia dimenticare a troppa gente che esiste anche un’altra faccia della medaglia mediatica che non bisognerebbe lasciare ossidare. Certo lo fanno anche gli editori e quindi i legaioli perché dovrebbero essere migliori? Sul cartaceo il Bianchi ridente lo intervisti una volta, in TV ogni sera, ogni giorno. Vuoi mettere.
Non siamo allarmati per la nota del commissario arbitrale Stefano Tedeschi che ha trovato tanta comprensione fra i dirigenti e molta agitazione fra gli allenatori. Meglio dirsele in faccia le cose prima che volino i coriandoli dei play off.
Non siamo stupiti dai progetti per il futuro della Milano che vuole bersi il campionato. Hanno fatto bene a “ blindare” Gudaitis  fino al 2021 e a sfoltire la rosa. Certo tutto costa un pozzo di soldi, ma visto che sono di Armani perché preoccuparsi se non lo fa lui che certo considera  questa creatura in modo molto speciale. Lo sport è vita, felicità, vittoria e sconfitta. Lasciate  che la gente si diverta come vuole e come può, anche perché il bagno di Firenze forse ha messo le cose al posto giusto. Voi dite che ad Istanbul non si è visto niente e  sembra che il gruppo non abbia capito nulla?  Cattiveria. Vuoi che non sappiano come stanno davvero i rapporti di forza in una società che ricorda persino il compleanno di Rolando Blackman campione con Tanjevic? 
Chi sarebbero poi le avversarie credibili per battere Milano in un play off? La partita secca ti manda in paranoia, tu aspetti che l’avversario ceda come nel braccio di ferro e quello resiste. Quando capisci è tardi. Nel gioco lungo, come si è visto, anche peccando si esce col premio.
Che riprenda la sarabanda e, per carità, non espellete dal campo i giocatori che si baciano come è accaduto in Perù.
Pagelle liofilizzate per Azzurra adorabile creatura anche se fa passi di bimbo:
8 a SACCHETTI e alla sua squadra tecnica.
7 A TREVISO per come ha  riaccolto la Nazionale sotto i sacri stendardi dei tempi di Benetton.
6.5 A DELLA VALLE se ci giura che non cederà mai alla tentazione di montarsi o di rinunciare ad un tiro che potrebbe sporcare le statistiche.
6.5 Al BURNS che ora viene tirato da tutte le parti dopo l’errore che ha fatto Brescia lasciandolo andare. Lo vuole Milano, sembra che sia già dell’Armani e lo capisci dalle valutazioni della gente a servizio, ne avrebbe tanto bisogno la Virtus Bologna, ma forse Cantù vorrebbe tenerselo.
6 Per ABASS più che per PASCOLO perché almeno a lui l’aria di Azzurra sembra ridare una speranza di progresso.
6 A Zare MARKOVSKI allenatore slavo della Romania per averci fatto sapere come sono fatti certi presidenti del basket in Europa. Per aver parlato con tanto entusiasmo del movimento cestistico rumeno, anche se poi a Cluj è stato mandato dietro la lavagna coi vampiri.
CI SONO PIACIUTI: Michele Vitali, poco in campo, tanta sostanza, Flaccadori che non deve  sentirsi bene solo se segna il primo tiro, Luca Vitali per come sa dirigere una squadra, Brian Sacchetti perché conosce davvero il gioco e il senso dello stare insieme.
CI HANNO UN PO’ DELUSO: Polonara perché con Sassari sembrava sulla strada giusta, Filloy anche se capiamo la sua stanchezza, Biligha perché fa cose bellissime e poi sembra cadere in depressione. No, lui è importante per Azzurra e per la  Reyer, vada avanti cercando di migliorare.
E Fontecchio? Prima di innamorarsi di lui, come avveniva ai tempi in cui suo padre saltava e non abbatteva gli ostacoli, restiamo in attesa. A Milano l’aria non era buona, a Cremona, però, dovrebbe aver  ritrovato fede e fratellanza. Lo sapremo alla fine. Lo stesso dovremmo dire per Pascolo il più confuso dal bisturi e dalla vita nel lusso.
LA FRASE CHE CONTA: Il Sacchetti dal passato rumeno, dalle mille curiosità, dalla voglia che coinvolge, ha risposto così al cronista che si domandava se i giocatori non avrebbero preferito un riposo alle “ fatiche con Azzurra:” Guardi che non vengono in miniera e per la Nazionale si va ovunque come ai santuari, anche strisciando sulle ginocchia”.
Gli crederanno? Noi sì.