Perle di saggezza che salveranno la pallacanestro ...oppure no?

23.09.2012 18:18 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1756 volte
Perle di saggezza che salveranno la pallacanestro ...oppure no?

Mi era stato chiesto di commentare la finale Cantù-Siena, ma mentre stavo iniziando a scrivere mi sono venute in mente le frasi scontate che  vengono continuamente riproposte nell'ambiente sportivo. Ormai da anni gli allenatori ripetono: “La nostra etica del lavoro...” “Stiamo lavorando a un progetto...” “Stiamo ringiovanendo la squadra...” “I ragazzi italiani giocano poco perché non sono pronti...” I vertici delle federazioni sottolineano spasmodicamente: “Lo sport ha bisogno di ricambi e iniezioni di freschezza giovanile a livello dirigenziale...”  Per cominciare non tiriamo in ballo l'etica del lavoro: vorrei che la correttezza fosse data per scontata. Il progetto poi diventa un alibi se i risultati non arrivano; tanto bisogna proiettare le aspettative in un futuro quasi sempre approssimativo. Non c'è mai certezza di nulla. L'età media delle squadre è palesemente falsata da giovani che non giocheranno mai, ma fanno parte della rosa esclusivamente per risparmiare sul monte ingaggi. La migliore ovvietà è quella che riguarda i ragazzi italiani mai pronti. Gli allenatori scommettono su danesi, finlandesi, spagnoli,  passaportati e chi più ha più ne metta. Scusate, ma se non giocano quando saranno pronti? Alcuni giorni or sono un notissimo giocatore del Real Madrid calcio ha esternato il suo pensiero contrario al poco utilizzo dei giovani della Cantera in prima squadra. Risultato: non schierato perché ha ipotizzato senza giri di parole interessi economici nelle operazioni di acquisizione di giocatori provenienti da altri club.
Notoriamente le alte cariche dello sport, ma anche dello Stato, sono ricoperte da persone sicuramente degnissime ma molto avanti con gli anni, che però parlano di ringiovanimento. Le statistiche collocano la nostra classe dirigente come la più vecchia d'Europa, ma di chi stanno parlando? Ah, già! Di altre cariche, non delle loro!
Altra chicca: non ci sono giocatori italiani con fondamentali. Ma chi li allena? Gli allenatori sono diventati psicologi, guru della comunicazione... ma forse si dimenticano che il loro compito è allenare, cioè addestrare i giocatori per farli poi giocare in prima squadra.
La pallacanestro è  un gioco semplice che non ha né  bisogno di complicazioni né la necessità di omologarsi agli slogan populistici che nulla hanno a che fare con lo sport.
Dimenticavo la ragione per cui sono stato chiamato in causa: Cantù ha battuto Siena. Anche qui qualche affermazione che deve far riflettere. Ho letto che la Montepaschi possiede una struttura di gioco collaudata e vincente. Forse al commentatore sfugge che l'organico di Siena è quasi completamente cambiato e che l'allenatore non è più lo stesso.
Per cortesia, basta con le ovvietà, limitiamoci a discorsi intelligenti e concreti. E non scimmiottiamo il calcio con le sue banalità: “La palla è rotonda...” “Alcuni dettagli ci hanno penalizzato...” “Dobbiamo muovere la classifica”.

Carlo Fabbricatore

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