Partenza col botto: Brindisi abbaglia Milano

14.10.2013 17:43 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1724 volte
Keith Langford
Keith Langford

(Mario Arceri) Sarà sicuramente vero che una rondine non fa primavera, ma quando le rondini sono uno… stormo dànno un po' da pensare. Mi riferisco alla giornata d'esordio del campionato di Serie A che ha messo insieme almeno quattro risultati inattesi e in altri due casi scavato abissi che si ritenevano improbabili. 

Ricordiamoli tutti, e in ordine di importanza:...

1) Brindisi batte nettamente Milano, o, meglio, Milano perde nettamente a Brindisi

2) Pesaro passa ad Avellino

3) Sassari le busca sonoramente a Bologna

4) Roma comincia bene, vincendo a Montegranaro, il dopo-Datome

e poi:

5) Reggio Emilia poteva perdere a Varese ma non di 19 punti

6) Venezia poteva perdere a Caserta, ma non di 19 punti (anch'essa).

Dunque, appena due i risultati "normali" e prevedibili, anche per le dimensioni: il successo di Siena e di Cantù a spese di Cremona e della neopromossa Pistoia. Ora è chiaro che siamo solo alla prima giornata, che non tutte le squadre sono già andate a regime sotto il profilo tecnico, che i molti nomi nuovi in quasi tutti i roster hanno bisogno di rodaggio, che all'apertura della stagione il primo impatto può essere condizionato, ad esempio, dal fattore campo (vedi Brindisi con il suo sconfinato entusiasmo), tuttavia tanti risultati inattesi tutti insieme fanno se non altro pensare che anche quest'anno non ci annoieremo. Già nella passata stagione ci fu un buon equilibrio, con le indicazioni della fase regolare stravolte nei play off  e allora si disse che il livellamento era avvenuto in basso. Questa volta, e dopo l'entusiasmante estate azzurra, con il rinnovato interesse che il basket ha richiamato intorno a sè, la speranza è che il livello si sia un po' alzato (anche e soprattutto grazie agli italiani, più maturi e decisivi).

E' probabile che già domenica prossima i risultati si regolarizzeranno consentendo di cominciare a vedere con maggiore chiarezza quali sono i reali rapporti di forza tra le sedici protagoniste, e in particolare a capire se il male oscuro che negli ultimi anni ha impedito all'Armani di diventare l'indiscussa protagonista del basket italiano, come meriterebbe per la potenza del suo roster, continua ad affliggere il club milanese anche ora che a guidare la squadra c'è Luca Banchi. Intanto è arrivata una prima lezione per Alessandro Gentile, indiscutibilmente il miglior talento italiano, al quale la società ha affidato la "fascia" da capitano bagnata però da un'espulsione già alla prima uscita. Alessandro è un ottimo ragazzo e un bravissimo atleta: l'esperienza di Brindisi servirà a fargli capire quali sono le nuove responsabilità che coach e dirigenti gli hanno affidato affrettando il processo di maturazione, anche comportamentale.

Una volta di più non è bastato un Langford stellare, ben assistito da Moss, per salvare Milano che avrà però modo di riscattarsi già domenica nel tradizionale derby con Varese che invece ha cominciato in maniera travolgente la nuova stagione non a caso ritrovando la miglior vena di Ebi Ere in attacco.

Siena ha raccolto con grande leggerezza mentale una prima larga vittoria con un Nelson dominatore ai rimbalzi, e Cantù con Ragland, Jenkins e Aradori non ha avuto difficoltà. Sorprende piuttosto che, insieme a Milano, altre due squadre da prima fascia (Sassari e Reggio Emilia) abbiano dovuto pagare un duro dazio in trasferta. Nel Banco di Sardegna la "prima" è stata deludente per i due Green: è toccato al solito Travis Diener uscito dalla panchina, in coppia col cugino Drake e ben assistito da Brian Sacchetti, limitare i danni contro una Granarolo che ha concesso sedici minuti a Imbrò, ma ha vinto la partita con gli stranieri.

Buona la prima per Roma grazie a Goss ed Hosley in una partita decisa con un buon rush finale pilotato dalla guardia americana. Musso e Trasolini, un argentino e un canadese, hanno regalato a Pesaro un successo decisamente inatteso sorprendendo Avellino psicologicamente adagiata su quanto di buono si era detto per la Sidigas di quest'anno. Qualche chilometro più in là Caserta, assai meno apprezzata alla vigilia, ha invece trovato la serata giusta per una vittoria travolgente che fa tanto morale consentendo a Michele Vitali di vincere il primo duello con il più celebre fratello Luca.

Il risultato più importante è comunque quello di Brindisi. L'Enel ha acceso un potente riflettore sul campionato, la sua squadra rinnovata per otto decimi ha subito mostrato qualità tecniche e morali sostenendo l'urto dell'Armani, reagendo quando si è trovata sotto a metà partita, finendo in crescendo, chiudendo con due punti preziosissimi strappati ad un'avversaria che, credibilmente, quest'anno ne lascerà per strada assai pochi. Dyson e James si sono presentati nel modo migliore, il bosniaco Todic, un giramondo che prima di finire a Brindisi in dieci anni di carriera è passato per ben dodici diverse squadre europee (lo scorso anno anche a Forlì), ha confermato di avere un'ottima mano nella migliore tradizione slava. Sulla sua strada ha ora Roma, con il vantaggio di affrontarla sul neutro di Bologna.