Non sarà esterno il candidato di Lnp per la squadra di Petrucci

10.11.2012 18:46 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1368 volte
Fonte: www.pallarancione.it
Fabio Bruttini
Fabio Bruttini

(Enrico Campana) - L’avventura della Toscana per entrare nell’esecutivo di Gianni Petrucci protagonista di un tentativo di scalata “con destrezza” alla carica di rappresentante di Lnp  è finita bruscamente. Dopo un direttivo sembra molto animato, effetto scontato del tentativo di blitz (raccolta di deleghe allo scopo di avere la maggioranza nel direttivo e fra i delegati  per l’elezione del presidente del prossimo quadriennio e controllare l’assemblea), ha vinto quel sacro principio di fisica per il quale “a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”.

Vale a dire, come spiega il comunicato dei lavori, che “il  Comitato Direttivo della Lega Nazionale Pallacanestro nella riunione del 9 novembre ha analizzato la situazione relativa alla designazione del candidato per l'elezione del Consigliere Federale rappresentante delle società partecipanti ai campionati nazionali Il Consiglio Direttivo LNP ha deliberato di individuare il candidato al proprio interno dando mandato al Presidente Bruttini di avviare in tempi brevi una consultazione fra i vari membri”.

Questo significa, intanto, che alla scadenza il romano Moretti, che ha svolto onorevolmente il suo mandato non verrà confermato, e che il candidato del Granducato Marco Petrini non aveva i requisiti di rappresentatività necessari, in quanto estraneo alla storia e al vissuto di questo settore strategico del basket che copre tutto il  territorio nazionale. E seconda cosa, le sue credenziali, un decennio di presidenza del Comitato Regionale Toscano,  presentavano venature di politica sportiva poco consone a una carica fortemente tecnica, di portavoce di un movimento complesso, eterogeneo, che sta dimostrando fermezza nelle proprie istanze (no-nas e riforma di questo capitolo, proposta dei tre controlli annuali sulla gestione dei club, con penalizzazioni ed esclusione per chi non è in regola, etc).

Di fronte al rischio di un’opa ostile, con tanto di autopresentazione del candidato del Granducato, Marco Petrini, il quale  invece di chiedere di essere ascoltato dal direttivo per illustrare un proprio programma, alla vigilia dei lavori ha rilasciato un’intervista stucchevole,  una sviolinata a Gianni Petrucci  del tutto fuori luogo, alla Apicella, e che certamente non avrà gradito. Sembrava che si volesse  far intendere ai 10 del direttivo: “signori miei…lassù qualcuno mi ama”. 

Prendiamo atto della degna – e cioè…grottesca – conclusione della sortita di cui Lnp non aveva bisogno, e che ha finito anche per far cadere l’ipotesi di una candidatura invece di spessore, quale di Toni Cappellari. Il quale, tirato in ballo, si è detto disponibile per una carica negletta rispetto al suo palmares di uomo di basket e manager, ecco i danni dei giochini politici.

Adesso il presidente Fabio Bruttini tirerà le fila, gli si chiede polso e chiarezza, certamente dovrà far capire che chi tirava per il candidato toscano dovrà rivedere le proprie posizioni, e allinearsi su posizioni di merito, idee e non di delege, e capire che deve essere il  futuro – se non la sopravvivenza -  l’interesse principale dei 200 club di questo comparto falcidiato dalla crisi economica. E Bruttini, o chi per lui, deve capire che la fusione con Legadue, un organismo che ha maggior peso specifico, implica un percorso comune fin dapprincipio. E siccome il candidato sarà lo stesso dal 1° di luglio, il criterio di scelta si basa sulla rappresentatività, il programma, la conoscenza, l’esperienza acquisita, il peso delle responsabilità  e il ruolo di un soggetto rispetto ad un altro (ad esempio si suppone che un presidente con portafoglio  abbia requisiti migliori, si converrà, rispetto a dirigenti di facciata, volontari o stipendiati…) il tratto manageriale. Sarà perciò bene, per prima cosa, non riprovare con altre candidature e giochi di copertura.

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