Milano manca di testosterone ? Certamente...

01.12.2012 13:19 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1390 volte
Milano manca di testosterone ?  Certamente...

Milano manca di testosterone, questa è l'analisi interna fatta dalla nomenclatura della società milanese. Se lo dicono anche loro siamo belli fritti. Non abbiamo mai abbassato la guardia nel criticare la formazione di Scariolo quando serviva,  pensando che le critiche potessero aiutare in qualche modo a sbloccare le menti dei  giocatori, dello stesso tecnico, ma dopo l'ennesimo black-out  sentire certe autocritiche a poche settimane dal Natale, restiamo blindati alle nostre idee. Chiamiamole allora prove di provetta ( come diceva Einstein che a furia di esperimenti,  alla fine riusciva a cavar fuori  tesi indiscutibili). La pallacanestro è un gioco che rifiuta ad essere un insieme di individualità. Tocca al coach creare una squadra, ma i giocatori devono dargli una mano, altrimenti come scrissi da qualche altra parte, la soluzione migliore, detta in "milanes", è una sola: fora di ball ! Questo, generalmente accade quando si perdono ogni speranza e allora se tutto questo non è ancora successo, è solo perché il tecnico crede ciecamente ai giocatori che lui stesso ha messo insieme (se così non fosse, sarebbe il primo indiziato a non avere le "palle"). Difende a spada tratta l'uomo divenuto capitano, quell' Omar Cook che passa da momenti brillanti a prestazioni scioccanti nella stessa gara, roba da Houdini. Certamente non manca di professionalità, voglia di fare, lui stesso è bravo a mettersi in discussione cercando di dare spiegazioni che a noi tutti sono chiare da molto tempo. C'è insofferenza, si vede, probabilmente vivendo in una città grande come Milano, non ci si frequenta fuori dal campo, manca quel feeling che si chiama spogliatoio. Certamente gente che tiene famiglia, preferisce la casa piuttosto che le scorribande per portare a spasso i più giovani. Certamente giocatori di generazioni diverse hanno il dovere, comunque, di essere perlomeno amici, anche fuori dal campo.  Certamente per diventare grandi, bisogna passare dalle piccole cose. Certamente bisogna anche avere un po' di fortuna, ma quando le cose non vanno bene, sembra l' undicesimo comandamento...non sfidarla, perché ti frega ! Certamente non si è mai visto che una squadra sulla carta forte come Milano alla vigilia della gara con Sassari tremi  per l'arrivo dei sardi. Certamente, di questi tempi, è sempre meglio mettere le mani avanti, ma ci piacerebbe sentire cori diversi inneggianti a far impensierire l'avversario e sportivamente parlando chiamarlo  "nemico" per 40 minuti, come avviene nella boxe prima di un incontro importante.  Se dobbiamo sentire solo parole come mancanza di testosterone, significa avere davanti solo il baratro, perché la sua assenza  è rischio d'impotenza, stanchezza, spossatezza, malavoglia che porta soltanto depressione. Milano ha già depresso i suoi  tifosi e tutti noi. Non chiediamo l'andropausa, soltanto una pausa per il suo malessere, una Armani che sfida se stessa. Sarebbe togliersi da dosso quella scimmia che da troppo tempo si porta sulle spalle e torni ad essere squadra libidinosa che faccia godere, impari da Siena. Pensierino finale: "Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido." (Albert Einstein). (rb)

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