Legabasket - L’insostenibile leggerezza del Campionato

 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1084 volte
Legabasket - L’insostenibile leggerezza del Campionato

(di Carlo Fabbricatore). Il campionato ha una grande certezza: Milano può vincere,con grande facilità, anche con il secondo quintetto. Nell’ultimo turno di campionato Pistoia è stata stritolata dalla fisicità dei giocatori milanesi così come tutte le altre formazioni che hanno incrociato le scarpette rosse. Vorrei fare una proposta provocatoria ovvero zavorrare l’Armani con un handicap di 10 punti per rendere il torneo un poco più avvincente.

All’orizzonte non si riesce a scorgere un contender che possa impensierire Milano. Reggio Emilia e Avellino non sembrano in grado di avere la struttura fisica e tecnica per potere avere chance di vittoria e dopo 9 giornate sono già staccate di 4 punti. Queste due formazioni potrebbero essere le più qualificate per arrivare in finale ma al meglio di una serie non hanno alcuna possibilità di battere l’EA7.

La Euroleague permette ai giocatori dell’Armani di acquisire esperienza internazionale che acuisce ulteriormente la differenza in campo. Il campionato sta diventando sempre più un buon allenamento per le scarpette rosse.

Pur rispettando il passato di molti club storici dobbiamo constatare che non potranno più essere competitivi per il vertice. E’ triste vedere Varese e Cantù che arrancano nelle retrovie in zona retrocessione ma del resto anche Treviso, Roma e le due bolognesi hanno subito la stessa sorte.

La GIBA ha preso posizione contro la regola sugli stranieri ma siamo sicuri che il protezionismo aiuterà il nostro sport? Ci sono dei vincoli precisi dettati dalle leggi sulla libera circolazione dei lavoratori nella Comunità Europea; per quale motivo gli imprenditori sportivi non possono usufruire come nelle altre attività del personale migliore e più economico? Non esistono più i giocatori bandiera dato che gli atleti  possono godere dello svincolo e quindi cambiare team a fine contratto; farò arrabbiare qualcuno ma di fatto sono dei dipendenti delle società sportive e null’altro. Quanti giocatori italiani hanno scelto di rimanere nei loro club in seguito a grandi offerte? Credo nessuno e sono convinto che nessun procuratore avrebbe avallato quel tipo di decisione. Quanti giocatori italiani sono in grado di fare la differenza in Europa o nella NBA? Senza partigianeria direi nessuno. Ex Jugoslavia, Spagna e  Lituania sfornano continuamente prospetti NBA: forse andrebbero fatte delle riflessioni sugli “istruttori” del Bel Paese. Tutti auspicano l’impiego dei giovani ma poi leggendo i roster di A2 e di molte squadre di A1 ci si imbatte in una moltitudine di giocatori stagionati. Basta ipocrisie: il sistema è da rifondare, tutto il resto è demagogia.

Il basket con Euroleague è stato capace di battere sul tempo la creazione della Super Lega calcistica: siamo tornati i precursori del mondo sportivo! Ricordiamoci che quando il calcio non conosceva le sponsorizzazioni e considerava un’eresia anteporre un brand al nome del club sulle maglie delle nostre squadre campeggiavano già i nomi degli sponsor.

Meditate gente, meditate!

Buona pallacanestro a tutti

Ad maiora

Carlo Fabbricatore