Lega A - Final Eight: l'Olimpia riesce a farsi male da sola, ma la Coppa è nelle sue mani

 di Umberto De Santis Twitter:   articolo letto 1698 volte
Lega A - Final Eight: l'Olimpia riesce a farsi male da sola, ma la Coppa è nelle sue mani

Grazie a Jasmin Repesa per aver reso avvincente, grazie alla sua assenza, il secondo tempo di Milano-Reggio Emilia. Sarà passato inosservato ai più dei commentatori, tutti presi dalla tensione appena spentasi a Rimini al fischio finale e ben rappresentata dallo scatto imperioso con cui Livio Proli ha sfogato tutto il pathos abbracciando Cancellieri e i giocatori uno ad uno, ma si è visto chiaramente che se i giocatori dell'Olimpia vogliono, al momento attuale non ce n'è per nessuno. E che la vittoria della Coppa è nelle loro mani più che nelle pur capaci dei loro prossimi avversari. Due finali di quarto, il secondo e l'ultimo, hanno caratterizzato la sfida EA7-Grissin Bon. Quello del primo tempo vedeva Reggio a +10 a due minuti dall'intervallo, poi Sanders e la difesa milanese l'hanno messa sul fisico, con 4 palle perse consecutive - nonostante il tecnico a Repesa libero sbagliato - tripla di Kalnietis e riposo lungo in parità. Quello del secondo, con le tre triple consecutive da tre mani diverse (Dragic, Cinciarini, Macvan) con tre errori difensivi emiliani sugli aiuti dal lato forte che smarcano il tiratore avversario. Si può sbagliare, come ha detto Cancellieri, ma non con gli stipendi che passa il Sor Armani.

Due dimostrazioni di potenza irridente clamorosa che nel pronostico rendono ancora più favorita l'Olimpia. Che si giova anche del maggior affiatamento del suo gruppo, mentre la Grissin Bon ieri, come il Banco di Sardegna oggi, vengono da un lungo periodo di cambiamenti e sostituzioni del gruppo originale. E se gli allenatori danno tanta importanza al lavoro estivo di preparazione, vuol dire che anche questo fattore X peserà sulla bilancia. Intanto il pugno sul tavolo degli arbitri alla fine del primo tempo rimanda Jasmin Repesa a guardarsi la finale lontano dalla sua panchina, dove siederà Cancellieri. Buona mossa per responsabilizzare giocatori che vanno a corrente alternata e che si ritroveranno senza Alibi. Però hanno Pascolo, che l'apprendistato da Trento, se mai ci fosse stato bisogno di farlo, ha già finito. Il leader silenzioso che ci voleva dopo le passate bulimie cazzimmare è pronto a prendere il ruolo di leader del gruppo che gli compete. Nel campo avversario, alla Dinamo non dispiacerà il ruolo di outsider. I suoi successi sono venuti fuori partendo dalla costruzione del gruppo e dal profilo basso. Il vulcanico Sardara - nessun accompagnatore di una squadra può mettere in mostra altrettanta vitalità in campo dovendo solo stare seduto - è meno ingombrante di quanto si pensi. Ma c'è sempre da fare un extrasforzo per azzerare le distanze, e toccherà a Pasquini capire dove e quando.