Le priorità di Petrucci: Nazionali, crescita tecnica e rilancio del mondo femminile

13.01.2013 10:26 di Redazione Pianetabasket.com  articolo letto 1436 volte
Le priorità di Petrucci: Nazionali, crescita tecnica e rilancio del mondo femminile

(Mario Arceri) - Con 5450 voti sui 5750 disponibili, pari al 94.78%, è dunque Gianni Petrrucci il nuovo presidente della Federbasket. Un suffragio plebiscitario che dà la misura della fiducia che le società ripongono nella persona e delle attese che accompagnano il ritorno di Petrucci al vertice della pallacanestro e dopo quattordici anni di assenza. Questo il dato numerico: l'elezione era scontata, a dare spessore autentico alla scelta doveva essere la quasi totalità del consenso. Che è arrivato in maniera anche superiore a quanto si attendesse...

lo stesso neopresidente: "La mia emozione è enorme, mi avete commosso", ha detto tornando al microfono dopo aver ricevuto dalla moglie Raffaella una rosa rossa.

Quello che conta, del sabato all'Ergife, è comunque il congedo di Meneghin (che resterà in Fip con incarichi internazionali) e il programma di Petrucci. Dino ha salutato riconoscendo di aver vissuto "un'esperienza incredibile, bellissima e formativa, difficile e vissuta con correttezza, trasparenza e onestà intellettuale. Abbiamo fatto tanto, ma c'è ancora molto da fare".

E, per rispetto al più grande campione del basket italiano che ieri ha dato la sensazione di essersi tolto un grande peso dalle spalle, Petrucci ha voluto affermare che "il basket non è all'anno zero (come più osservatori avevano nei giorni precedenti sottolineato), e io non sono l'eroe venuto a salvare la pallacanestro: c'è solo bisogno di volontà ed ottimismo per ripartire": di ottimismo lui è ricco, ha fiducia nello sport che ama, ed in questa nuova avventura si è sicuramente lanciato con grande entusiasmo.

Eppure dalla lettura del suo programma, poi ulteriormente approfondito in conferenza stampa, è chiara la convinzione che abbia ben presente il monte di difficoltà che da domani si troverà ad affrontare e a risolvere per rilanciare un basket in evidente difetto di ossigeno più o meno in ogni sua parte.

Le priorità sono quelle di sempre: la Nazionale, specchio del movimento, la crescita tecnica della disciplina con strategie più moderne ed attuali. Per la maglia azzurra le parole sono state molto dure: "Non voglio sentir parlare di giocatori che rinunciano alle convocazioni, e chiedo ai proprietari che siano loro, come un tempo, a spingere i propri atleti ad impegnarsi al massimo per raggiungere la Nazionale, nella consapevolezza che i successi nei club sono importanti, ma quelli ottenuti con la maglia dell'Italia sono indimenticabili". Un concetto che Petrucci da sempre ripete e che anche ieri è stato il pezzo forte del suo intervento: "In questo mio ritorno, ho due motti: Italiani in campo e Olimpiadi, Olimpiadi, Olimpiadi". Di qui il nuovo appello a Valentino Renzi, ad Anna Cremascoli, la presidentessa di Cantù nominata vicepresidente accanto al vicario, Gaetano Laguardia, a tutte le società perché diano sempre più fiducia ai giocatori italiani (con un bell'assist al neopresidente della Giba, l'avvocato Marzoli: "Sarò sempre al vostro fianco"), l'unico modo per riportare in alto la "squadra di tutti" che non può rinviare ulteriormente l'appuntamento con i Giochi Olimpici, il momento più alto dell'impegno sportivo.

Pianigiani e Ricchini ricevono una buona apertura di credito, ma anche una responsabilità ben grande: "Non siamo secondi a nessuno, ogni partita comincia da zero a zero", aggiungendo che il suo sogno sarebbe "che ad ogni convocazione, come avviene nel calcio, nascessero polemiche per i giocatori assenti, riempiendo per giorni pagine e pagine di giornale. Ma sogno anche e soprattutto una Nazionale che torni a scaldare il cuore dei tifosi".

A sorpresa, ma giustamente, l'altro grande impegno annunciato da Petrucci riguarda il settore femminile per il quale richiede un rilancio immediato: è in crisi di numeri, se non di risultati almeno a livello giovanile, ma non è concepibile che un grande sport come il basket, in un grande Paese come l'Italia, veda continuamente ridursi il numero di ragazze che scelgono e praticano la pallacanestro "che è una sola, e dunque ha dignità, merita rispetto e pretende impegno anche quella giocata dalle donne". Di qui, la chiamata in causa della Lega femminile, così come, sull'argomento precedente, era stata messa in mora la Lega di Serie A: "Voglio Leghe forti, e non le considero affatto alternative o in competizione con la Federazione: il conflitto interno non ha senso, frena lo sviluppo" come dimostra il braccio di ferro tra Lega e Fip che negli ultimi tre lustri ha determinato l'immobilismo pressoché totale del basket e drammatiche figuracce come il ridicolo epilogo della wild card nel 2011.

Anche a questo riguardo, Petrucci mostra di avere le idee chiare e il polso ben fermo: "E' finito il tempo delle deroghe: sono il segno più evidente di debolezza".

Come già detto, un ruolo importante nel programma del neopresidente è rappresentato dall'esigenza di crescita tecnica, per la quale sono già in cantiere novità interessanti. In primo luogo il varo di Centri Tecnici Federali di alto profilo in ogni regione e dove preparare e formare allenatori ed arbitri, responsabilizzando e supportando i Comitati territoriali nella consapevolezza che rappresentano il "cardine" del rapporto tra la politica di indirizzo del CF e l'attività sportiva. Per quanto riguarda i tecnici, Petrucci ha messo l'accento sulla necessità che non si limitino ad "allenare", ma che siano anche in grado di "insegnare". Questo significa un recupero di cultura nel nostro mondo ed anche un rapporto più stretto con scuola ed università.

Petrucci non si è comunque limitato ad enunciare princìpi di fondo, tutto sommato scontati, ma ha portato elementi di originalità nella parte conclusiva dell'intervento programmatico, recependo, pare di capire, alcuni degli elementi che hanno animato il dibattito tra le società di base negli ultimi tempi e sostenuti da più di un Comitato Regionale.

In primo luogo i "premi di svincolo", i famigerati Nas, per i quali ha promesso la rimodulazione in tempi brevi per rendere le norme più eque, più attuali, più adeguate alle finalità che la Fip otto anni fa aveva in progetto.

In secondo luogo il "bilancio sociale", che dovrebbe consentire a tutti di conoscere e valutare l'attività federale  sotto il profilo economico, strutturale, etico e della coerenza con il profilo pubblico della Federazione.

Sotto l'aspetto dell'etica, Petrucci intende riproporre il fermo rispetto del Codice già esistente, imponendo tolleranza zero verso qualsiasi uso di sostanze dopanti, accentuando l'impegno nell'informazione e nella vigilanza.

Detto dei Centri Tecnici Federali, vanno ancora aggiunti l'incentivazione della promozione della pallacanestro attraverso la pressione sulle istituzioni pubbliche territoriali per aumentare il numero di playground in ogni provincia, l'impegno a migliorare la comunicazione, l'organizzazione degli Stati Generali del basket,"una grande convention in cui riunire i principali protagonisti del basket con lo scopo di attivare il massimo della condivisione e sostegno possibile dei progetti che abbiamo iniziato a mettere in campo". Rinviato invece a fine stagione per non turbare le operazioni in corso qualsiasi intervento riformatore sui campionati che, evidentemente intende realizzare e che appare decisamente indispensabile alla luce di quanto è stato fatto finora per rendere compiuta, organica e proponibile la "riformina" varata l'estate scorsa e sostanzialmente svuotata d'interesse per il singolare volume di fuoco incrociato sul progetto iniziale.